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Una stella a forma di trottola

Proviamo a pensare ad una stella o ad un pianeta, e subito la nostra immaginazione andrà ad un oggetto più o meno luminoso che si delinea nel cielo con una forma sferica, perfetta

Proviamo a pensare ad una stella o ad un pianeta, e subito la nostra immaginazione andrà ad un oggetto più o meno luminoso che si delinea nel cielo con una forma sferica, perfetta. Un modello quasi ideale per la Terra o per il Sole, ma che può discostarsi molto dalla realtà di altri corpi celesti In realtà anche nel nostro pianeta, la rotazione che provoca l’alternarsi del giorno e della notte, fa si che il raggio che si misura all’equatore risulti 21 chilometri, circa lo 0.3%, più grande rispetto a quello che si ha nei poli. Una variazione minima che nel caso delle stelle, enormi sfere di gas che in molti casi girano su se stesse a velocità vertiginose, può assumere dei valori molto più rilevanti.
Un caso estremo è quello osservato proprio in questi giorni dagli astronomi dell’European Southern Observatory (ESO). Utilizzando l’estrema capacità di risoluzione permessa dalle tecniche interferometriche, nello studio di Achernar (Aplha Eridani), la stella più brillante di Eridanus, la costellazione australe che si stende nel cielo lunga e sinuosa come un vero e proprio fiume celeste, è stato possibile dimostrare come questa stella oltre ad essere caldissima e dotata di una grandissima velocità di rotazione, abbia una forma che ricorda molto da vicino quella di una trottola. Il suo raggio equatoriale, infatti, è circa il 50% maggiore rispetto a quello che si ha nei poli, una differenza così grande da mettere in crisi i modelli teorici sviluppati dagli astrofisici per spiegare l’evoluzione delle stelle.
Achernar, il suo nome deriva da “Al Ahir al Nahr”, la “foce del fiume”, è una stella di grande luminosità, con una massa equivalente a circa 6 volte quella del Sole, distante dalla Terra 145 anni luce. Il suo colore azzurro indica che la temperatura misurata sulla superficie è prossima ai 20.000 °C. Il profilo che ne è stato ricavato utilizzando i dati prodotti dal VLT Interferometer, nel corso di un periodo di osservazioni durato complessivamente oltre 20 ore, indica che il rapporto tra i due assi di quella che più che una sfera appare come un vero e proprio ellissoide è circa 1.56. Traducendo questo numero in raggi solari si ottiene un raggio equatoriale pari a 12 che si riduce nei poli a solo 7.7. Questa profonda deformazione può essere giustificata secondo gli astrofisici solo supponendo che la velocità con cui ruota su stessa la stella sia molto prossima ai 300 chilometri al secondo, una velocità che rappresenta un limite massimo per la rotazione dei corpi rigidi

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