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Uno scienziato robot

Un sistema robotizzato per formulare teorie scientifiche, progettare esperimenti, interpretarne i risultati ed infine valutare la validità delle diverse ipotesi iniziali

Un sistema robotizzato per formulare teorie scientifiche, progettare esperimenti, interpretarne i risultati ed infine valutare la validità delle diverse ipotesi iniziali. In altri termini un vero e proprio scienziato robot in grado di svolgere una ricerca scientifica con le stesse procedure che ogni giorno vengono adottate dai “ricercatori umani” di ogni parte del mondo.
Il “Robot Scientist” progettato e realizzato da Ross King, esperto di scienze biologiche ed intelligenza artificiale all’Università del Galles a Aberystwyth, supera di gran lunga anche i suoi “colleghi” più evoluti, che al massimo possono sfidare nei tornei internazionali i grandi campioni di scacchi.
King, con l’aiuto del suo collega Stephen Oliver dell’Università di Manchester, ha realizzato un apparato che attraverso una rete di computer gestisce autonomamente una macchina capace di manipolare una serie di liquidi. Opinione dei ricercatori, così come riportato in un articolo pubblicato nell’ultimo numero della rivista Nature, è che un robot con queste caratteristiche può rappresentare un valido strumento per accelerare il progresso scientifico, specialmente in quei settori dove un elevato livello di automazione più che desiderabile appare praticamente inevitabile. Un robot scienziato, anche se a breve termine non sembra in grado di replicare realmente le capacità umane, potrebbe essere molto utile ad esempio, per valutare più rapidamente la grandissima quantità di dati che provengono dalle ricerche sui geni.
In realtà le singole tecnologie che occorrono per realizzare una macchina di questo tipo sono disponibili già da tempo, ma riunirle tutte in unica architettura complessa, dedicata alla risoluzione di problemi scientifici specifici, rappresenta indubbiamente un importante successo per chi si occupa d’ingegneria meccanica e intelligenza artificiale.
Le capacità dello scienziato robot saranno messe alla prova durante uno studio mirato alla identificazione delle diverse funzioni svolte da geni specifici del lievito. In pratica il compito del robot sarà quello di realizzare diverse forme di lievito, distinguibili tra loro, per l’assenza di un singolo gene, applicando una tecnica largamente utilizzata nei laboratori di ricerca di tutto il mondo, conosciuta con il nome di “knockout”. Le osservazioni effettuate nel corso della fase di sviluppo dei ceppi geneticamente modificati, permette poi di valutare le funzioni svolte da ciascun gene. Un processo che equivale sotto certi aspetti a rimuovere da un’automobile, una alla volta, tutti i suoi pezzi, cercando poi di capire mettendola in movimento, quale sia la funzione attribuibile a ciascuna parte.
Lo scienziato robot è stato corredato con un notevole bagaglio di cognizioni in campo biochimico che potrà applicare utilizzando un sofisticato software che simula una vera e propria intelligenza artificiale. Osservando la crescita del lievito, sarà in grado di generare una serie di ipotesi sulla funzione dei singoli geni, e successivamente stabilire un piano di esperimenti per valutare nel minor tempo possibile e con il minor dispendio di risorse quale sia effettivamente la risposta corretta.
Queste prime ricerche hanno in realtà l’unico obiettivo di valutare le effettive capacità della nuova macchina, gli scienziati infatti già da tempo conoscono le riposte cercate dal robot, ma se i risultati saranno pari alle attese, ben presto sarà possibile avviare una seconda fase di ricerca per l’acquisizione di dati completamente nuovi.
Un dubbio sulle future ricerche? Molte volte il progresso della scienza è legato più che ai successi degli esperimenti, proprio ai loro insuccessi. Immaginazione e creatività sono essenziali per cogliere quelle occasioni che il caso mette inaspettatamente sotto i nostri occhi, ed un laboratorio completamente robotizzato potrebbe annullare proprio quel “serendipity effect” così caro a noi umani.

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