Nella stampa pubblicitaria della manifestazione veniva annunciato lo “scontro” tra la Zona e i produttori italiani della pasta. Questo scontro non solo non c’è stato, ma non ha neppure senso proporlo.
Infatti, il metodo di Barry Sears non si oppone né all’uso della pasta né all’utilizzo della tipica alimentazione mediterranea. Propone solo un uso più consapevole di quelli che chiama i carboidrati sfavorevoli.
La dieta mediterranea, quella vera, è prevalentemente composta dai prodotti che sono facilmente reperibili nel bacino del Mediterraneo: i pesci, l’olio d’oliva, la frutta, la verdura. Il pane, la pasta e la pizza che sono diventati gli emblemi di questo piano dietetico, sono solo degli intrusi che ci siamo visti attribuire in un secondo tempo da coloro che hanno dato il nome di dieta mediterranea a un piano alimentare che contemplava il largo uso di questi cibi. […]
Tuttavia definire pericoloso l’uso di certi carboidrati, non significa doverli abolire dalla propria alimentazione. Significa semplicemente ridimensionarne l’uso: non più un utilizzo disinvolto, o addirittura incentivato, ma un consumo che ne contenga i pericolosi eccessi. In pratica: non più piattoni di pasta, ma piatti ridimensionati di pasta. […]
E’ per tutti questi motivi che questo metodo alimentare ama definirsi come l’evoluzione della dieta mediterranea che può essere mantenuta integralmente, salvo per quegli alimenti che, se usati in abbondanza, possono minare la nostra salute.
Definire la Zona come la “dieta” che proibisce la pasta è quindi molto superficiale e inesatto, un po’ come lo sono coloro che la etichettano come iperproteica perché “abolisce” i carboidrati, ignorando il fatto che frutta e verdura, largamente usati in questo piano alimentare, ne contengono in abbondanza.
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