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Lombardia: disegno di legge sulle discipline bionaturali

Presentiamo il testo del Progetto di Legge della Regione Lombardia, che intende mettere in regola tutti quegli operatori del naturale che, pur rifacendosi alle medicine non convenzionali, non effettuano interventi che mirano alla cura della patologia, ma al miglioramento della qualità della vita.

legge lombardia discipline non convenzionaliPdL 0335

ISTITUZIONE DELLA FIGURA PROFESSIONALE DI OPERATORE IN DISCIPLINE BIO-NATURALI

Art. 1 FINALITA’

La presente legge ha lo scopo di riconoscere ed istituire la figura professionale di Operatore in Discipline Bio-Naturali al fine di garantire ai cittadini un uso appropriato delle prestazioni o dei servizi che ne derivano oltre che tutelare l’attività professionale degli operatori del settore.

Art. 2 DEFINIZIONI E PRINCIPI

1) Per Discipline Bio-Naturali s’intendono quelle concezioni e pratiche che hanno per finalità il mantenimento, la promozione, la conservazione ed il recupero dello stato di benessere e salute nell’ottica di un quadro globale di tutela e miglioramento della qualità della vita della persona. Salute intesa nell’ampia accezione proposta dall’Organizzazione Mondiale della Salute come “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non … soltanto assenza di malattie e infermità”. Le Discipline Bio-Naturali sono discipline non finalizzate ad assumersi la responsabilità della cura delle patologia ma tese a stimolare, sotto tutti gli aspetti, le risorse vitali dell’individuo contribuendo alla sua integrazione nell’ecosistema. A tale scopo esse si avvalgono di metodi ed elementi naturali la cui efficacia è stata verificata dall’uso tradizionale e dall’esperienza fattuale nei vari contesti culturali e geografici. L’uso di tali metodi ed elementi naturali si fonda sul principio di un’armonizzazione della persona con sè stessa e con gli ambienti sociale, culturale e naturale che la circondano. Su questo principio si innestano le peculiarità tipiche di ogni disciplina, ciascuna delle quali utilizza approcci, tecniche, strumenti, elementi e dinamiche originali e coerenti con il modello culturale da cui ha preso origine.

2) Per Operatore in Discipline Bio-Naturali s’intende la persona abilitata ad esercitare pubblicamente, sia in forma autonoma, che in forma subordinata e parasubordinata, l’attività professionale inerente la disciplina, o le discipline, in cui abbia maturato specifiche competenze certificate.

Art. 3 FUNZIONI E COMPITI DELLA REGIONE

1) Ai fini stabiliti dalla presente legge, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della stessa, la Giunta regionale, istituisce presso l’Assessorato alla Formazione e Lavoro l’organismo di rappresentanza, governo e controllo delle attività delle Discipline Bio-Naturali denominato Comitato di Coordinamento Regionale per le Discipline Bio-Naturali, di seguito denominato Comitato, ordinandolo secondo i principi di sussidiarietà, partecipazione e responsabilità ed avendo cura di garantire, tra i suoi componenti, la più ampia pluralità di discipline e scuole che siano congrue ai principi e alle finalità ispiratrici della legge. La giunta elabora altresì lo statuto e stabilisce i requisiti di accesso, i regolamenti e le modalità di elezione dell’organo di governo del Comitato stesso.

2) Su proposta del Comitato, la Giunta identifica e regolamenta, con propria delibera, le varie discipline.

3) Istituisce il Registro regionale degli operatori in Discipline Bio-Naturali.

4) Istituisce il Registro regionale degli enti di formazione per operatori in Discipline Bio-Naturali.

Art. 4 COMPOSIZIONE E COMPITI DEL COMITATO

1) Il Comitato è composto da:

a) un rappresentante per ogni associazione di operatori in Discipline Bio-Naturali, di rilevanza regionale, presente sul territorio e operante da almeno un anno;

b) un rappresentante per ogni ente di formazione o associazione o consorzio di enti di formazione per operatori in Discipline Bio-Naturali che abbia rilevanza regionale e che abbia concluso almeno un percorso formativo completo sul territorio.

I rappresentanti di cui alla lettera a) e b) del presente comma concorrono all’elezione dell’organo di governo, in cui deve essere loro garantita una rappresentanza maggioritaria; il valore della rappresentanza dovrà essere stabilito dal regolamento previsto dall’art.3, comma 1.

2) La Giunta nomina, nell’organo di governo del Comitato, suoi rappresentanti scelti tra:

a) esperti in formazione e lavoro, sanità, assistenza e ricerca universitaria;

b) rappresentanti di associazioni di famiglie;

c) rappresentanti di associazioni di consumatori.

3) Il Comitato, attraverso l’assemblea o l’organo di governo statutario, in coerenza con le finalità della legge, opera al fine di:

a) stabilire regole deontologiche comuni alle varie discipline;

b) valutare la validità delle discipline esistenti e di quelle emergenti ai fini del loro riconoscimento;

c) istituire le commissioni specifiche per ogni disciplina, stabilendone funzioni e regolamenti e nominandone i componenti scelti prevalentemente tra gli appartenenti alla stessa disciplina;

d) approvare i vari profili professionali proposti dalle singole commissioni specifiche per ogni disciplina;

e) verificare e convalidare le decisioni delle commissioni in merito all’ordinamento delle discipline;

f) verificare ed approvare i percorsi formativi delle scuole di formazione professionale che volessero essere riconosciute dalla Regione in conformità ai criteri e alle qualifiche stabilite dalle specifiche commissioni;

g) istituire un comitato di probiviri per dirimere le controversie interne al Comitato ed alle commissioni;

h) istituire un organo di aiuto controllo sulle attività professionali e formative delle varie discipline;

i) stabilire le norme sanzionatorie per le violazioni della presente legge e del regolamento applicativo.

4) I componenti e i compiti del Comitato possono essere modificati, per motivate ragioni, su proposta dell’assemblea del Comitato, con delibera di Giunta.

Art. 5 COMPITO DELLE COMMISSIONI SPECIFICHE DI DISCIPLINA

1) Le commissioni di cui all’art. 4, comma 3, lettera c) hanno il compito di regolamentare i settori specifici di loro competenza secondo le funzioni e i modi stabiliti dal governo del Comitato. Le loro decisioni devono essere valutate e convalidate dal governo del Comitato stesso.

2) Le commissioni deve essere composte prevalentemente da esponenti della stessa disciplina ed in essa devono essere rappresentate, nella forma più ampia possibile, le varie scuole di pensiero.

Art. 6 FUNZIONI DEL REGISTRO REGIONALE PER OPERATORI E CONSULENTI

Il Registro ha la funzione di riconoscere l’attività degli operatori in Discipline Bio-Naturali che abbiano le qualifiche stabilite dalle specifiche commissioni di disciplina e convalidate dal Comitato.

Art. 7 FUNZIONI DEL REGISTRO DEGLI ENTI DI FORMAZIONE

Il Registro ha la funzione di riconoscere gli enti di formazione pubblici e privati in Discipline Bio-Naturali che abbiano caratteristiche rispondenti alle finalità della legge in rapporto ai requisiti richiesti dalle specifiche commissioni di disciplina e convalidate dal Comitato.

Art. 8 NORME TRANSITORIE

I professionisti già iscritti da almeno un anno dall’entrata in vigore della legge presso le associazioni di categoria ammesse al Comitato di coordinamento di cui all’art.4, comma 1, e gli Enti di Formazione che hanno i requisiti per essere ammessi al Comitato stesso ed abbiano concluso almeno un iter formativo completo potranno richiedere di diritto l’iscrizione ai registri regionali di cui all’art.6 e all’art.7 entro 180 giorni dall’istituzione dei registri stessi.

Art. 9 NORMA FINANZIARIA

Alla determinazione delle spese previste dalla presente legge, si provvederà a decorrere dall’esercizio finanziario 2004, con legge di approvazione del Bilancio.

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