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Le piante contro la pressione alta: il biancospino

Secondo stime recentissime, gli ipertesi in Italia sono 15 milioni. Ma ci sono alternative ai farmaci?

fitoterapia per ipertensione

L’ipertensione affligge il 25% degli italiani. La maggior parte di loro ha più di 60 anni e ben 3 milioni soffrono di pressione alta senza saperlo.

Le morti provocate da complicazioni dalla pressione alta - come infarto, ictus e danno renale - sono 240.000 all’anno, pari al 40% di tutte le cause di decesso. Ciò avviene anche perché quattro persone su cinque non riescono a rientrare nei valori di pressione ritenuti corretti dall’OMS, ossia meno di 140 di massima e 90 di minima.

Oltre a diversi farmaci, sono a disposizione di chi soffre di ipertensione anche numerose piante e altri rimedi naturali, la cui efficacia è stata validata dalla ricerca scientifica.

Persino per chi sia già entrato nella “spirale farmacologica” è in molti casi possibile sospendere gradualmente i medicinali antipertensivi, affiancandoli prima e sostituendoli poi con i prodotti naturali adatti, in associazione alle indispensabili modifiche allo stile di vita e necessariamente accompagnati lungo il percorso da un medico, auspicabilmente esperto in materia.

Fra tutti i rimedi vegetali disponibili, il biancospino (Crataegus monogyna, C. levigata e anche altre specie) fa, in questo disturbo, la parte del leone. Si tratta di una delle piante più note e studiate per i suoi effetti sull’apparato cardiovascolare. I suoi principi più interessanti ai fini della diminuzione della pressione arteriosa sono alcuni flavonoidi, come l’iperoside e la vitexina, e procianidine. L’azione ipotensiva è dovuta all’abbassamento delle resistenze vascolari periferiche, ma anche all’effetto sedativo che esplica l’estratto di biancospino.

Per tali ragioni, questo rimedio è particolarmente indicato nell’ipertensione del giovane adulto e delle persone con ipertono simpatico, ovvero con pressione alta e contrazioni della muscolatura liscia delle arterie dovute a iperattività del sistema nervoso.

Il biancospino è reperibile sotto forma di estratto secco titolato e standardizzato (meglio se con almeno lo 0,7% di iperoside o l’l,8% di vitexina), di cui si assumono mg 200 per 2-3 v/die. Ma funziona bene anche il gemmoderivato, alla dose di 30 gocce in due dita d’acqua per 2-3 v/die.

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Foglie, fiori e frutti del biancopino, pianta per l'ipertensione

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Le informazioni qui riportate sono fornite a scopo puramente divulgativo e non sostituiscono in alcun modo le prescrizioni del medico nè una terapia. Al curatore di queste pagine non può essere attribuita alcuna responsabilità per eventuali conseguenze derivanti da un uso delle stesse diverso da quello meramente informativo.

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