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Il mal di testa che viene col caldo e passa con le erbe

L'estate e il caldo aumentano il rischio di emicrania e cefalea comune. Il partenio è il rimedio naturale più indicato in queste circostanze.

le erbe per la cefalea

Le alte temperature dell’estate aumentano il rischio che si scatenino emicranie ed altre cefalee, compreso il comune mal di testa muscolotensivo. Molti di coloro che soffrono periodicamente di tali disturbi lo sanno bene, perché in questa stagione vedono esacerbarsi le loro crisi.

Ora lo conferma anche una recente ricerca scientifica dell’Università di Harvard - pubblicata sulla rivista Neurology -, che ha effettuato uno studio su larga scala, durato 7 anni e su 7.000 persone.

La ricerca ha fornito anche qualche numero interessante sulla relazione tra mal di testa e temperatura: ogni innalzamento di 5 gradi centigradi aumenta del 7,5 per cento il rischio di soffrire di un forte mal di testa nei giorni successivi. E questo rischio non riguarda solo chi ne soffre abitualmente, ma anche coloro che normalmente sono immuni da cefalee.

La pianta in genere più indicata per il mal di testa, che sia aggravato o provocato dal caldo oppure no, è il partenio (Tanacetum parthenium), un’erba appartenente alla famiglia delle Asteracee, parente stretta quindi di altre importanti piante salutistiche, quali echinacea, camomilla e tarassaco.

Le proprietà del partenio nei confronti di cefalee ed emicrania sono state confermate anche dalla moderna ricerca fitoterapica e sono da ricondurre soprattutto a un suo principio attivo chiamato partenolide, un lattone sesquiterpenico in grado di inibire la produzione di alcune sostanze proinfiammatorie, quali leucotrieni e trombossani. Nell’emicrania e nelle cefalee ricorrenti, l’assunzione del partenio viene in genere suggerita per periodi piuttosto lunghi, a scopo preventivo.

Oltre al partenio esistono anche altre piante efficaci, nonché rimedi non appartenenti al Regno Vegetale, come il coenzima Q10.

In chiave naturopatica, per agire in modo risolutivo è però necessario ragionare con un’ottica causalista: nelle cefalee ed emicranie che non rispondano ai trattamenti, classici o naturali che siano, è spesso opportuno accertare la responsibiltà di alimenti comunemente assunti nel sostegno di questo disturbo. Le reazioni infiammatorie che il frequente utilizzo di certi cibi può scatenare sono infatti in grado di promuovere il mal di testa. In questi casi, sottoporsi a un test per la ricerca di eventuali intolleranze alimentari si rivela spesso la scelta vincente.

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Le informazioni qui riportate sono fornite a scopo puramente divulgativo e non sostituiscono in alcun modo le prescrizioni del medico nè una terapia. Al curatore di queste pagine non può essere attribuita alcuna responsabilità per eventuali conseguenze derivanti da un uso delle stesse diverso da quello meramente informativo.

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