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La Federazione Erboristi critica l'Istituto di Sanità

La FEI, Federazione Erboristi Italiani, prende posizione contro la campagna dell'Istituto Superiore di Sanità "Informare per essere consapevoli", sulla sicurezza delle Medicine Alternative e non Convenzionali.

la federazione erboristi critica l'istituto superiore di sanità

Qualche mese fa, l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato un opuscolo informativo per la sicurezza delle medicine complementari e non convenzionali, all’interno della più ampia campagna Informare per essere consapevoli.

Ci eravamo subito sentiti di commentare sulle pagine della Guida di Fitoterapia certi aspetti discutibili dell’opuscolo e prontamente avevamo pubblicato l’articolo Cure alternative: il decalogo dell’Istituto Superiore di Sanità.

Oggi anche la FEI, Federazione Erboristi Italiani, emette un comunicato stampa molto critico nei confronti della campagna sulle medicine alternative e non convenzionali dell’Istituto Superiore di Sanità, che interpreta come un atto di vera e propria disinformazione.

La FEI, Federazione Erboristi Italiani evidenzia come la campagna dell’ISS sia quasi totalmente centrata sulla presunta pericolosità dei prodotti fitoterapici e sulla volontà di far percepire all’opinione pubblica che qualsiasi prodotto d’erboristeria o integratore fitoterapico sia da considerarsi alla stregua di un farmaco.

La Federazione Erboristi Italiani inoltre lamenta come, secondo quanto si legge nel “decalogo per il cittadino”, tutta l’informazione inerente i fitoterapici debba passare esclusivamente attraverso il medico e il farmacista, chiedendosi come si faccia a demandare esclusivamente a queste rispettabili figure professionali tale compito esclusivo, quando nei loro curricula di studi non è prevista la conoscenza delle piante medicinali, tagliando fuori, di fatto, il professionista che da sempre se ne occupa, ovvero l’erborista.

La FEI inoltre si chiede se l’ISS pensa di poter cancellare la realtà e la storia, fingendo di ignorare che in Italia le erbe medicinali sono state correttamente diffuse tra i cittadini dagli erboristi - e non dai medici -, che hanno saputo tramandare questa tradizione oggi sfruttata a piene mani da aziende farmaceutiche, alimentari, medici e farmacisti.

Una vera e propria incongruenza, incomprensibile sotto il profilo razionale, ma molto comprensibile agli addetti ai lavori, che appare come un vero e proprio abuso di potere da parte di corporazioni forti (se volete saperne di più sull’argomento, leggete l’articolo Chi ha paura della naturopatia?).

La Federazione Erboristi Italiani infine dissente sull’enfasi che l’Istituto Superiore di Sanità pone sugli effetti indesiderati dei rimedi fitoterapici, in realtà veramente minimi e tutti da esaminare nei particolari, se rapportati a quelli dei farmaci di sintesi: mentre, per quel che attiene ai rimedi fitoterapici, in otto anni sono state registrate solo 400 segnalazioni (delle quali, tra l’altro, il 34% per uso concomitante di farmaci), per quel che riguarda i medicinali vengono segnalate ben 67.000 reazioni avverse ogni anno (senza qui menzionare come gli effetti dei farmaci siano poco studiati nei bambini).

“Questa campagna parte davvero con il piede sbagliato”, conclude la FEI, “e può generare soltanto confusione tra i cittadini e penalizzare quanti svolgono con rigore e serietà professionale il proprio lavoro nel campo della medicina naturale“.

Cliccate qui per leggere integralmente il comunicato stampa della Federazione Erboristi Italiani.

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