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La festa dei Gigli

Sono "macchine" alte 25 metri, dal peso di circa 30 quintali, che sfilano ballando per le vie di Nola, storica città della provincia di Napoli. La festa si svolge in onore del patrono San Paolino, quest'anno però domenica 29 anziché il 22 giugno.

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Secondo la tradizione, il presule Paolino, dopo aver dato tutti i suoi beni per riscattare alcuni Nolani fatti schiavi dai barbari invasori, offrì spontaneamente se stesso in cambio del figlio di una povera vedova. Portato in Africa, dopo qualche tempo i rapitori si resero conto della vera identità e delle eccezionali doti del prigioniero, per cui decisero di liberarlo e di riaccompagnarlo a Nola. Qui la cittadinanza avrebbe accolto il pastore con manifestazioni di gioia ed offrendo fiori e cerei. Col tempo, le dimensioni dei cerei divennero sempre più grandi fino ad essere sostituiti dalle attuali macchine.

Per quanto la Festa dei Gigli viva i suoi momenti culminanti nel mese di giugno, e in particolare nella domenica del corteo, in realtà essa coinvolge la città per l’intero anno in una lunga serie di preparativi e rituali preliminari. Oggi l’evento ha assunto le caratteristiche di una vera e propria competizione.

align="right">I gigli, in numero di otto, si presentano come degli obelischi in legno alti circa 25 metri. Il rivestimento è costituito da cinque pezzi fatti di stucco e cartapesta con i quali gli artigiani locali rappresentano un soggetto agiografico, storico, architettonico, e così via. Ad ogni giglio corrisponde una corporazione di arti e mestieri: Ortolano, Fabbro, Calzolaio, Bettoliere, Sarto, Panettiere, Salumiere, Beccaio. Oltre agli otto obelischi, è presente anche una Barca, che si dispone sempre al centro, per rappresentare l’arrivo del santo Patrono dall’Africa. Ogni macchina è trasportata a spalla da una paranza di circa 150 cullatori, disposti sui quattro lati in file parallele, che si muovono seguendo i ritmi suonati da musicanti e cantanti collocati sulla base quadrangolare del giglio.

La domenica della festa le strutture lignee vengono processionate verso Piazza Duomo per
rendere omaggio al Santo. Qui si effettua la ballata (o
cullata), al termine della quale il Vescovo impartisce la benedizione.

Dopo una breve sosta per il pranzo, si dà il via al giro dei gigli per le strette vie della città. Si parte da Piazza Duomo con in testa il giglio dell’Ortolano, seguito in ordine da Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Barca, Beccaio, Calzolaio, Fabbro, Sarto. Il percorso seguito è lo stesso da secoli e prevede varie prove che mettono in risalto le qualità della paranza: si fanno vari giri a 360°, si fa sobbalzare il giglio più volte e, prova più importante, al grido “cuoncio cuoncio e jetta” del capo-paranza, si lascia cadere a terra il giglio cercando di far vibrare la punta dello stesso il meno possibile. Alcuni muri delle vie più strette vengono imbiancati per l’occasione, per evidenziare eventuali “toccate”. Da questi comportamenti i giudici di gara disseminati lungo il percorso, valutano e votano.

Alle otto circa del mattino seguente, ha termine la processione dei gigli, che vengono lasciati in via T.Vitale, da dove saranno trasportati davanti al Palazzo di Città da gente comune, non di paranza. Dopo alcuni giorni di sosta in Piazza Duomo, i gigli vengono spogliati dei rivestimenti e smontati. Intanto, è già avvenuta l’assegnazione per l’anno successivo: “sta festa tanno nasce, quanno more” (questa festa nasce quando muore).

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