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Maiolo: l' Itinerario della stagione del Pane

Un piccolo comune del Montefeltro ospita piú di 50 forni, utilizzati soprattutto per la cottura del pane e tipicità ad esso collegate. Sparsi in maniera uniforme sul territorio, questi forni sono da considerarsi testimonianza di civiltà e quindi bene culturale, poiché svolgono un ruolo di collante dell'intera borgata.

Se è vero che Maggio e Giugno rappresentano la Stagione del Pane, Maiolo ne è protagonista. Mescolando tradizione e quotidianità, è il pane ad ergersi quale paladino di una identità culturale maiolese, capace di resistere ai margini di un sistema preda del consumismo e della globalizzazione.

Nessuna produzione industriale e nessun laboratorio artigianale, eppure Maiolo appartiene alla Associazione Italiana Città del Pane. Evidentemente, è il prodotto stesso la migliore referenza della tradizione panificatoria locale.

Acqua, farina e pasta madre (pezzo di impasto della precedente panificazione lasciato fermentare per tutta la notte), un modus operanti parsimonioso e un rapporto con il forno quasi fraterno, sono questi gli unici segreti del pane di Maiolo. Si potrebbero riportare (ad esempio) alcuni accorgimenti adottati durante la cottura, come quello di aggiungere un ciuffetto d’erba per smorzare la temperatura eccessiva, ma le tradizioni del Pane di Maiolo si scoprono soprattutto in loco.

Nel passato, il momento della panificazione rappresentava un frangente settimanale faticoso e gioioso al tempo stesso. Era un momento d’incontro tra i vari nuclei famigliari che si servivano nello stesso forno. Erano soprattutto i bambini che godevano di questo momento, plasmando in forme particolari i filoni del Pane. Si usava addirittura produrre dei biscottini che servivano da paghetta per convincere i bambini a partire per il pascolo.

La giornata degli agricoltori di Maiolo era scandita da rituali legati all’alimentazione, ed in maniera particolare al pane. Si partiva al mattino all’alba per campi e pascoli con una sacca piena di formaggio, vino e pane, che consumavano intorno alle 7.30. A mezzogiorno circa, era una donna di casa a provvedere a portare il pranzo sul campo, riponendo il pane in appositi canestri. La merenda era consumata intorno alle 16.00. Anche la cena (almeno durante la bella stagione), era effettuata in campo, ed era a base di Pane. I lavoratori tornavano così a casa solamente al calar del sole, per coricarsi. Durante le altre stagioni, la cena era invece consumata in casa, e prevedeva un menù più vario.

Molto interessante è l’ HREF="http://guide.supereva.it/cgi-bin/sendurl.cgi?ug=/tempo_libero/folklore&pg=tempo_libero&ud==http://www.montefeltro.marche.it/CMDirector.aspx?id=1206">Itinerario della stagione del Pane proposto dal portale HREF="http://guide.supereva.it/cgi-bin/sendurl.cgi?ug=/tempo_libero/folklore&pg=tempo_libero&ud==http://www.montefeltro.info/PortalDefault.aspx?Area=Home">MONTEFELTROtour, che prevede la visita al comprensorio del Comune di Maiolo, per godere di beni paesaggistici, gastronomici e culturali poco conosciuti.

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