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I Riti Settennali di Penitenza

In onore della Vergine Assunta ogni sette anni si rinnova a Guardia Sanframondi (BN) la tradizione dei Riti di Penitenza. Per un'intera settimana i quattro rioni del paese danno vita alle processioni nelle quali si vedono i Flagellanti e i Battenti.

Dal sito del GAL Titerno.

Quest’anno si rinnova la tradizione dei Riti Settennali: si chiamano così tutte quelle manifestazioni penitenziali che, oggi con frequenza settennale, il popolo di Guardia Sanframondi tributa alla sua Assunta.

Il paese è diviso in quattro rioni: Croce, Portella, Fontanella e Piazza. Sono essi che danno vita alle celebrazioni penitenziali ed hanno la loro ragion d’essere solo in rapporto all’Assunta e alle sue processioni. Ogni rione è rappresentato da 5 componenti (chiamati deputati) che formano il Comitato del Rione e, tutti insieme, il Comitato dei Riti Settennali.
Ogni Comitato Rionale organizza la propria Processione di Penitenza e la Processione di Comunione, i propri Misteri, il proprio Coro.

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I Misteri. Sono quadri viventi, rappresentazioni allegoriche della Sacra Scrittura, vite dei Santi, storia della Chiesa, dogmi di fede e principi morali. Vengono rappresentati da gente del luogo che, in costumi d’epoca, sfilano per il paese mantenendo sempre statico il proprio atteggiamento figurativo e senza profferir parola. Ciascun mistero è preceduto da un vessillifero (un angelo o un paggio) che reca un’insegna con il titolo illustrativo. In ogni Processione di Penitenza dietro l’ultimo mistero di ogni rione sfilano i flagellanti (o disciplinanti). Non sempre i misteri presentati dai rioni sono gli stessi di settennio in settennio, nè sono stati sempre così numerosi.

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I Battenti e i Flagellanti. Il forestiero che segue i Riti è colpito principalmente dalla partecipazione di penitenti incappucciati in saio bianco che si flagellano le spalle con catenelle di ferro o si percuotono il petto fino a farlo sanguinare.
Il popolo chiama la disciplina i primi,
flagellanti o disciplinanti, e battenti a sangue i secondi. Sono uomini che scelgono di fare questa penitenza per motivi più svariati.
I battenti a sangue, in camice bianco e cappuccio ad occhiaia, si percuotono il petto con ritmo cadenzato, chi solo sul lato sinistro, chi su ambedue i lati, con uno strumento di penitenza chiamato spugna: un pezzo di sughero da cui fuoriescono numerose punte di spilli. Durante la penitenza, le spugne vengono continuamente bagnate dagli assistenti con vino bianco.
I flagellanti invece usano catene o strumenti di ferro o alluminio preparati artigianalmente e formati da alcune lamine concatenate l’una all’ altra, con cui ritmicamente si percuotono le spalle. Anch’essi procedono incappucciati.
Tutti i penitenti stringono nella sinistra un piccolo crocifisso, spesso con un’immaginetta dell’Assunta, che li aiuta nella meditazione, nella preghiera e nel dolore.

I battenti intervengono solo alla Processione Generale della domenica, e si incolonnano dietro il mistero di San Girolamo penitente, mentre i disciplinanti anche a quelle di Penitenza infrasettimanali.

Sette giorni di processioni. Ciascun rione partecipa con due processioni infrasettimanali, in giorni successivi, quindi con quella Generale della domenica. Le due prime vengono chiamate di Penitenza e di Comunione, appunto perché
avvicinano tutti ai Sacramenti della Penitenza e dell’Eucarestia, quella della domenica processione Generale.

La processione di Penitenza presenta in assoluto misteri che si
richiamano o simboleggiano concetti penitenziali, in quella di
Comunione i misteri sono ispirati alla gioia.

Si comincia il lunedì successivo al quindici agosto. Il primo rione, la Croce, si raduna presso la sua Chiesa di S. Rocco e, disposti i Misteri dietro lo stendardo del rione, si avvia processionalmente verso il Santuario. Qui si scioglie per assistere alle funzioni di rito. Si ritorna poi alla Chiesa rionale.
Il martedì, prima c’è la processione di Comunione
del rione Croce e poi è la volta del rione Portella, che si raccoglie nella Basilica di San Sebastiano. Il mercoledì presenta la processione di Comunione del rione Portella e quella di Penitenza del rione Fontanella. Giovedì si svolgono le processioni del rione Fontanella e del rione Piazza che si riunisce nella Chiesa dell’Annunziata (A.G.P.). Il venerdì c’è solo la processione di Comunione del rione Piazza.

La processione del Clero e delle Associazioni Cattoliche, una volta delle Confraternite, ha luogo il sabato ed anch’essa muove dall’Annunziata. Anche i sacerdoti, in abito talare e con i segni della penitenza, la fune incrociata sul petto ed in testa la corona di spine, procedono verso il Santuario dietro una Croce nuda. Qui si procede alla cerimonia di apertura della LASTRA della nicchia che custodisce la statua lignea dell’Assunta. Ben tre chiavi vengono inserite in altrettante serrature: dal più anziano del Comitato, dal Sindaco, dal Parroco.

La Processione Generale. Iniziando sempre di buon mattino, ogni Rione si porta
processionalmente al Santuario. Dopo la celebrazione di una Messa solenne inizia la processione Generale. Preceduto dai campanelli si forma il corteo vero e proprio che vede nell’ordine solito i quattro rioni (Croce, Portella, Fontanella e Piazza), ognuno preceduto dal proprio stendardo. Dietro San Girolamo penitente si inseriscono i battenti a sangue. Chiude questo lunghissimo corteo la statua dell’Assunta che viene portata a braccia dai Sacerdoti fino all’uscita della Chiesa e consegnata ai fedeli. Momento di particolare emozione,
di tutta questa lunghissima processione è l’incontro della Madonna con i Battenti che avviene in prossimità della Basilica di San Sebastiano.

Al rientro della statua dell’Assunta in chiesa, verso le 18.00, viene celebrata una seconda Messa che chiude la lunghissima giornata di festa di penitenza.

La “VEGLIA” e la chiusura della “LASTRA”. Dopo la processione Generale, di norma la statua resta esposta alla venerazione dei fedeli dai sette ai quindici giorni, giorno e notte, con una lunga serie di celebrazioni particolari. Quando il Comitato ha stabilito il giorno per la “chiusura della lastra”, si fa una piccola processione con la statua sul piazzale antistante la chiesa e
così si concludono ufficialmente i Riti Settennali. Si procede quindi alla chiusura della “lastra” posta davanti alla nicchia con la stessa cerimonia di apertura.

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