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L' Area Grecanica

Il territorio dell'Area Grecanica è costituito dall'estremo lembo meridionale dell'Aspromonte che affaccia sullo Jonio fra le due punte di Capo d'Armi e Capo Spartivento. Culla secolare della minoranza linguistica ellenofona, l'Aspromonte Jonico Meridionale custodisce immutate le tracce della sua antica natura di crocevia sul Mediterraneo.

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Per secoli quest’area ha assunto il ruolo di vera e propria isola culturale per una serie di motivi fra cui la precarietà storica dei collegamenti ed un entroterra particolarmente impervio. Per quanto urbanizzata ed antropizzata per le continue migrazioni della popolazione dei borghi dell’entroterra verso le marine, la fascia costiera conserva spiagge larghe ed accoglienti. Quasi una specie di mondo opposto è invece l’interno, in gran parte collocato dentro i confini del HREF="http://guide.supereva.it/cgi-bin/sendurl.cgi?ug=/tempo_libero/folklore&pg=tempo_libero&ud==http://www.parcoaspromonte.it/home.htm">Parco Nazionale dell’Aspromonte: un pacifico e silenzioso cosmo naturale fatto di solenni fiumare, selvagge montagne che degradano verso il mare con sentieri e prati primaverili di unica bellezza.

Amministrativamente l’Area Grecanica coincide con il comprensorio della Comunità Montana Versante Jonico Meridionale e coinvolge, da Occidente ad Oriente, i territori dei comuni di Melito, Bagaladi, San Lorenzo, Condofùri (con le frazioni di Amendolèa e Gallicianò), Roghudi, Roccaforte del Greco, Bova Marina, Bova (considerata la capitale dei greci di Calabria), Palizzi, Staiti e Brancaleone.
Naturalmente, quest’organizzazione politico-amministrativa non rispecchia quelli che sono i confini linguistici. Sarebbe bene, forse, distinguere un’Area Culturale Grecanica da quella che è l’Isola Ellenofona.

align="right">Greci, arabi, ebrei stabilirono a lungo una pacifica convivenza in quest’angolo contadino e pastorale dell’estremo sud calabrese, una storia di oltre duemilacinquecento anni che lascia segni ricchissimi nella cultura locale (artigianato, musica, ritualità, gastronomia). Nei borghi interni di Bova, di Gallicianò, di Roghudi si parla, soprattutto tra le persone più anziane, il greco di Calabria, un idioma antichissimo con radici che raggiungono l’età magnogreca.

Una cucina di pastori e contadini. La cucina tradizionale dell’Aspromonte greco è spartana, di montagna, ma non per questo priva di sapore e di gustose sorprese. Sino agli anni ‘60 prevalevano alcuni elementi base oggi non sempre reperibili. Per il pane, ad esempio, accanto alla farina di grano era in uso quella di segale, di ghianda o di castagna e varie altre farine minori. Per le paste, il grano talvolta si mescolava all’orzo, alla segale, al granoturco. Fra le carni, un elemento cardine era senz’altro la capra (e la pecora), nonché il maiale.

L’allevamento e la trasformazione del maiale nel mondo tradizionale avevano un’importanza centrale che si mantiene tutt’ora molto forte nella diffusa consuetudine dell’allevamento domestico. Assente il prosciutto, la salumeria locale contemplava, e contempla, tutti i possibili derivati: salsicce e sopressate, capicolli, carne in salamoia, sanguinaccio. Ancora oggi, il sacrificio dell’utile animale si accompagna con una festa familiare, la frittolata.

align="right">Formaggio principe della tradizione locale è il pecorino, in genere di latte misto ovino e caprino. Naturalmente non mancano le eccellenti ricotte dell’area, da cercare in particolare nel periodo che va da dopo l’Epifania sino a Pasqua.

Tra i piatti tipici della cucina arcaica grecanica si possono segnalare: la lestopitta e la pitta ‘rrustuta, le cordelle, i maccaruni, i ricchi’e previti, i tagghiulini, la curcudìa, le ngute.

Musica e strumenti dell’Aspromonte greco. La musica e il canto tradizionale sono state in era pretelevisiva il divertimento pressoché esclusivo in tutto l’Aspromonte greco. La musica tradizionale e i suoi strumenti accompagnavano tutte le fasi del ciclo della vita e dell’anno: matrimoni, battesimi (canzoni e sonate a ballu), funerali (lamento funebre), nonché le feste comandate: il Santo patrono, Natale, Capodanno, Pasqua, Carnevale.
Tutte le feste private erano inoltre rallegrate dal suono tradizionale costituendo una continua occasione di socializzazione e di divertimento, legata soprattutto ai momenti di ballo.

align="right">Permane un tessuto di musicisti e cantori tradizionali e l’Aspromonte ellenofono riserva comunque tutt’ora al visitatore attento, interessato alla musica tradizionale, più di una sorpresa.
A partire dal 1997 si svolge un festival territoriale molto esteso con tema la musica etnica del Mediterraneo accanto a quella dei greci di Calabria. Si tratta di una formula rinnovata del festival di musica e canzone ellenofona, promosso già dai primi anni ‘80 dal Comune di Bova. Il nome della manifestazione rinnovata è HREF="http://guide.supereva.it/cgi-bin/sendurl.cgi?ug=/tempo_libero/folklore&pg=tempo_libero&ud==http://www.paleariza.it/">Palearìza (l’antica radice). Il festival ha mantenuto, come suo fiore all’occhiello culturale, una serata interamente centrata sulla musica tradizionale, pastorale e contadina dei greci di Calabria.

Tra gli strumenti della tradizione contadina e pastorale ellenofona si possono segnalare: la zampogna (ciarameddi), il doppio flauto (sulàvria), il flauto di corteccia (frauta), l’organetto (arganettu), il tamburello (tambureddu).

align="right">Il bergamotto. L’Area Grecanica si caratterizza anche per un microclima particolarmente dolce che consente la coltura del bergamotto.
Lungo i letti delle fiumare e nella fascia collinare si susseguono, tra le altre coltivazioni, i campi profumati di questo agrume, soprannominato l’oro verde, dal quale viene estratta l’essenza che costituisce la base naturale della più raffinata produzione profumiera mondiale.

Visitare l’Area Grecanica. L’Aspromonte grecanico è una di quelle aree europee che non hanno conosciuto lo sviluppo economico ed industriale e che anzi hanno patito spopolamento ed emigrazione. La mancata disponibilità di alloggi o di piccole strutture alberghiere è uno dei principali problemi che vanificano il decollo turistico delle aree interne. D’altra parte l’area ha già in corso da alcuni anni esperienze importanti nell’ambito eco-turistico: dall’esperienza pionieristica di Pasquale Valle e del WWF Italia, sino a quella di HREF="http://guide.supereva.it/cgi-bin/sendurl.cgi?ug=/tempo_libero/folklore&pg=tempo_libero&ud==http://www.naturaliterweb.it/index.html">Naturaliter. L’Area Grecanica può vantare una positiva esperienza di ospitalità diffusa ispirata al modello anglosassone del bed & breakfast.

Il GAL Area Grecanica, tramite un’importante azione di valorizzazione e ripristino di piccole case rurali accompagnata da un percorso di formazione per gli operatori, supporta la nascita di Pucambù (da qualche parte, in greco di Calabria), un’Agenzia per lo Sviluppo del Turismo Rurale.
Con la nascita di questa agenzia il GAL intende qualificare l’offerta turistica dell’area. Pucambù ha funzione di interlocutore centrale
con il mercato turistico e intende essere un ulteriore momento di formazione e di confronto per tutti gli operatori.

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