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Scuola e liberalizzazioni: dall'obbligo a 16 al contratto...

Il decreto sulle liberalizzazioni (Bersani) e' stato convertito in legge in via definitiva con un doppio voto di fiducia. Ancora una volta dunque un importante provvedimento riguardante la scuola e' stato assunto in Italia con una procedura che non ha coinvolto il Parlamento (soprattutto il Senato, in questo caso) nella sua elaborazione e discussione.

Segno della persistente difficolta’ che l’attuale sistema politico e
istituzionale incontra sulla via della ordinaria produzione
legislativa anche su un terreno, come quello della politica
scolastica, che piu’ di altri potrebbe (dovrebbe) prestarsi al civile
confronto, alle mediazioni, alle convergenze sulle scelte di portata
strategica, quelle di medio-lungo periodo, destinate ad attraversare
le legislature e le maggioranze pro tempore. E segno dei limiti
dell’attuale bipolarismo, che sottopone i governi a forti
condizionamenti provenienti dall’interno delle loro stesse
maggioranze.

E’ successo a questo governo, ma e’successo anche al precedente governo di centro-destra, che puredisponeva di un’ampia maggioranza parlamentare, come ha dovuto constatare il ministro Moratti, per esempio sulla questione dei licei vocazionali, imposti dall’asse AN-Confindustria.

Il voto di fiducia puo’ essere una scorciatoia per sfuggire (anche) ai
condizionamenti interni, come e’ avvenuto in questa legislatura nel
settore della politica scolastica con la Finanziaria 2007, che ha
introdotto una disciplina dell’innalzamento dell’obbligo di istruzione.

Ma un bipolarismo di questo tipo, sottoposto alle coercizioni delle minoranze interne, non sara’ mai capace di prendere quelle decisioni,
necessariamente bipartisan, sulle quali potrebbero formarsi
maggioranze del 75-80% e piu’. Come succede negli USA, patria del
bipolarismo, in particolare sulla politica scolastica. Ma li’ siamo in
presenza di un bipolarismo maturo?

Sciopero della scuola a parte con una conferma o una revoca che, dopo
le parole del ministro della funzione pubblica Nicolais, dovra’ essere
decisa dai vertici sindacali nelle prossime ore, c’e’ un’altra
questione non da poco che dovra’ essere valutato: i tempi del
contratto.

Il ministro, nell’aprire ai sindacati del pubblico impiego con la sua
offerta di 1,7 miliardi (con la speranza che revochino), ha fatto tre
precisazioni non di poco conto. Ci saranno meno risorse per il centro, gli aumenti decorreranno dal gennaio 2007, i soldi saranno disponibili dopo l’approvazione della prossima finanziaria.

Molte delle informazioni contenute in questo articolo sono riprese da Tuttoscuola.com