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Spamming in rete

Di cosa si tratta e come è diffuso

Il più importante problema degenerativo creato
dalla rete è quello del fenomeno dello spamming, ossia l’invio indiscriminato
di messaggi di posta elettronica di contenuto pubblicitario utilizzando
indirizzari carpiti con vari sistemi. Vediamo come è possibile contrastare
questo fastidioso fenomeno.

Le regole da imporre per far sì che l’utente possa navigare con tranquillità
sono:

1) una informazione esaustiva circa i propri diritti;

2) la conoscenza delle modalità operative che attuano le lesioni alla propria
riservatezza su internet;

3) la consapevolezza degli strumenti informatici utilizzati per commettere tali
abusi.

In un articolo pubblicato su WashingtonPost.com, del 26.04.2001, si rileva che “ci
sono decine e decine di società IT impegnate a scrivere programmi in grado di
inviare automaticamente messaggi diversificati in base a numerose variabili,
come gli interessi dichiarati dai singoli clienti e la risposta al primo
messaggio e-mail inviato.

Una grossa agenzia di pubblicità online della California, L90, spedisce
mensilmente 250 milioni di e-mail per conto dei rispettivi clienti; appartengono
a questo gruppo anche società come DoubleClick, che ha recentemente acquisito
FloNetwork, una società di gestione di indirizzi elettronici, e che dichiara di
inviare ogni mese circa 750 milioni di e-mail.

E’, dunque in atto una transizione sempre più massiccia dell’attività di
marketing verso il mondo online, fondamentalmente per i notevoli vantaggi in
termini di costi.

Il fenomeno interessa anche l’Italia, visto che recentemente Seat Pagine
Gialle ha acquisito una società americana (NetCreations) specializzata nella
gestione di indirizzi e-mail.

Va detto, comunque, che negli USA il fenomeno spamming è in declino; sono
sempre più numerosi, infatti, gli operatori che preferiscono ricorrere ad
attività di marketing più corrette anche in termini di protezione dei dati
personali.

Fra i fattori responsabili di tale inversione di tendenza si possono
sottolineare i provvedimenti anti-abusi adottati dai fornitori di servizi
Internet, la legislazione più restrittiva negli USA, interventi da parte delle
associazioni di categoria quali la AIM - Association of Industrial Marketing.

Sta assumendo, quindi, particolare rilevanza quella che viene definita la
“contro-cultura dell’e-marketing”, basata sul concetto del
“marketing su autorizzazione”.

Si tratta in pratica di istituire canali di comunicazione con i consumatori su
base volontaria, passando per gradi da un rapporto fondato sull’interesse ad un rapporto
basato sulla fiducia
. Con il crescere della fiducia, il consumatore viene
convinto ad autorizzare una gamma sempre più ampia di attività di marketing:
raccolta di dati sulle abitudini di vita, su hobbies e interessi, invio di
messaggi pubblicitari relativi a nuovi prodotti e servizi, ecc..