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Spammer

Come diffendersi e perchè no contrattaccare








Il primo passo da compiere è l’analisi dell’intestazione (header) del messaggio di posta. Al suo interno, nelle proprieta’, sono - di norma - riportati l’indirizzo IP del mittente, la data e l’orario d’invio: l’incrocio di queste informazioni individua in modo univoco un utente (UserID) della rete di partenza del messaggio stesso. In pratica, si deve trasformare l’indirizzo IP del mittente in forma verbosa. Un aiuto è disponibile sul sito Web UXN Spam Combat (http://combat.uxn.com/) che, attraverso la propria interfaccia, rende accessibili numerosi strumenti di indagine.

Inserendo nella maschera “IP Whois” la stringa xxx.xxx.xxx.xxx (il quartetto di x diviso da punti corrisponde all’indirizzo IP mittente), si ottengono le coordinate del proprietario dell’indirizzo IP, un po’ come avviene con i numeri di targa degli autoveicoli. UXN Spam Combat esegue automaticamente la ricerca (query) presso tutti i servizi Whois dei tre Regional Internet Registries (RIR) - RIPE NCC (Europa), ARIN (America) e APNIC (Asia e Pacifico) - che si dividono geograficamente le competenze sugli indirizzi IP della Rete.

L’interrogazione mostra che il proprietario dell’indirizzo IP è, ad esempio, Libero-Infostrada e indica il recapito - abuse@libero.it - cui rivolgersi per la segnalazione degli abusi. È comunque possibile consultare direttamente il servizio Whois di un singolo RIR, ma si corre il rischio di dover reiterare l’interrogazione presso gli altri Registries. Individuata la rete di origine dello spam, è necessario contattare via email la casella anti-abuso del provider:

Specificando la natura del problema (posta commerciale non sollecitata, contenente virus, eccetera).
Allegando il messaggio dello spammer in forma completa (compreso l’header).
Riportando il risutato della ricerca Whois appena compiuta. Gli operatori del servizio faranno il resto, impedendo al malintenzionato, se necessario, ulteriori connessioni.