
LCD
Display a cristalli liquidi (Liquid Cry-stal Display). Pannello sul quale pos-sono comparire elettronicamente dati numerici, lettere, simboli ecc. Può essere usato all’interno del mirino di una fotocamera come pure all’esterno.
LED
Light-emitting diode. Componente elettronico luminoso. Viene utilizzato per realizzare piccoli segnali alfanumerici sul corpo delle
fotocamere, nel mirino, e in altri display di varie attrezzature.
LAMPADA ALOGENA
Lampada ad incandescenza con filamento al tungsteno e con un alogeno (iodio e/o bromo) all’interno dell’ampolla, costituita di quarzo. Viene sfruttata l’evaporazione del metallo e la combinazione e separazione chimica di questo con l’alogeno in un ciclo continuo, che impedisce da una parte la precoce usura del filamento e dall’altra l’annerimento dell’ampolla.
LAMPADA PHOTOFLOOD
Lampada ad alto voltaggio con riflettore incorporato. Temperatura di colore 3400″K.
LAMPADA PILOTA
Abbinata alle torce dei flash professionali consente di visualizzare con buona approssimazione l’effetto finale dell’illuminazione. È una normale luce incandescente.
LAMPADA SURVOLTATA
Lampada ad incandescenza che viene utilizzata a un voltaggio superiore al normale per ottenere una maggiore emissione luminosa a scapito della durata della lampada.
LAMPEGGIATORE ELETTRONICO O FLASH
Dispositivo di illuminazione basato sull’utilizzazione di una scarica elettrica fra due elettrodi in un tubo riempito di gas. Il lampo emesso ha una durata molto breve, variabile fra 1/400s e 1/30.000s negli apparecchi normalmente in vendita.
LASTRA
Materiale sensibile per apparecchi di grande formato in cui il supporto è costituito da una lastra di vetro. Un tempo usato di norma è ora destinato ad usi specialistici in cui si richiede la massima planarità della pellicola.
Normalmente vengono utilizzate pellicole piane con supporto plastico.
LATITUDINE DI POSA
Con questo termine si indica (in valori di diaframma) la capacità più o meno estesa di una pellicola di sopportare sovra o sottoesposizioni continuando a fornire risultati accettabili.
LENTE ADDIZIONALE
Lente supplementare da montare davanti all’obiettivo per consentire la messa a fuoco di soggetti ravvicinati. Il suo uso limita l’escursione della messa a fuoco.
LENTE ASFERICA
Lente caratterizzata da una o anche due superfici non sferiche. Usando queste lenti per realizzare obiettivi o sistemi ottici per telescopi si riescono a minimizzare l’aberrazione sferica e l’aberrazione di ordine superiore. La loro produzione richiede tecniche particolari assai delicate e quindi il loro costo è di solito elevato (specialmente se realizzate con vetri speciali); spesso però una sola lente sferica riesce a sostituire più lenti sferiche, per cui il costo del sistema può risultare abbastanza conveniente.
LENTE DI FRESNEL
Lente convergente costituita da una serie di anelli concentrici a gradini, ciascuno dei quali rappresenta una sezione di una superficie convessa.
Questo sistema costruttivo da luogo ad una lente molto piatta e di peso limitato. Trova applicazione su proiettori e schermi di messa a fuoco, perché gli anelli sono visibili.
LENTI A BASSA DISPERSIONE
Costruite con speciali vetri ottici, minimizzano la differenza di rifrazione fra le diverse lunghezze d’onda della luce. Offrono un alto indice di rifrazione così come avviene con le lenti alla fluorite.
LENTI ALLA FLUORITE
Vetro ottico ad alta rifrazione usato soprattutto nei teleobiettivi molto luminosi. La fluorite riduce al minimo l’aberrazione cromatica.
LENTI FLOATING
In alcuni obiettivi un sistema di movimento di uno o più gruppi di lenti interne consente la modifica dello schema ottico. Il sistema è utilizzato per la messa a fuoco o per la variazione della focale.
LIMBO
Grande fondale continuo da studio formato generalmente dalle pareti dello stesso studio unite al pavimento da una curvatura graduale abbastanza ampia che fornisce un effetto senza soluzione di continuità. Il limbo ha la prerogativa di apparire del tutto invisibile nell’immagine per la mancanza di angoli. Con luce diffusa consente di ottenere l’effetto di far “galleggiare” gli oggetti.
LINEE CADENTI
Effetto prospettico prodotto quando l’apparecchio fotografico non viene impiegato in posizione parallela al soggetto. Le linee verticali, come i lati degli edifici, appaiono convergenti verso la parte alta della fotografia. Il fenomeno viene anche detto convergenza delle linee verticali.
LINEE PER MILLIMETRO
Rappresentano la misura per valutare il potere risolvente di un obiettivo. La misurazione viene effettuata osservando al microscopio un negativo ottenuto riprendendo con l’obiettivo in esame una mira ottica a barre ad una determinata distanza. La capacità di separare coppie di linee sempre più sottili consente di individuare le linee per millimetro che un obiettivo (o anche una pellicola) è in grado di separare.
LITH
Vedi Pellicola Lith
LOCATION
II luogo, al di fuori dello studio, dove si effettuano riprese fotografiche professionali.
LOW KEY
Si definisce in questo modo un’immagine costituita prevalentemente da toni scuri e dal nero (chiave bassa).
LUCE DI SICUREZZA
Luce inattinica di colore e intensità tali da non avere effetto sul materiale fotosensibile. La luce di sicurezza giallo-verde è la classica luce di sicurezza utilizzata per il trattamento della carta da stampa in bianco e nero. La luce rossa è invece quella adatta al trattamento del materiale ortocromatico.
LUCE INCIDENTE
Si chiama così la luce che illumina il soggetto provenendo da una sorgente luminosa. L’esposizione della pellicola può essere calcolata misurando la luce incidente o quella riflessa.
LUCE PARASSITA
Luce diffusa prodotta dalle riflessioni all’interno di un obiettivo e dell’apparecchio fotografico. Riduce il contrasto dell’immagine.
LUCE POLARIZZATA
Luce che presenta una direzione preferenziale in cui si orienta la variazione dei vettori che costituiscono le sue componenti. Mentre la luce comune non presenta regolarità, la luce polarizzata è regolare.
LUCE RIFLESSA
È la luce che viene riflessa verso l’obiettivo dai soggetti illuminati da una sorgente luminosa.
LUMINOSITÀ DI UN OBIETTIVO
Indicazione spesso usata per indicare quale è l’apertura massima relativa di un obiettivo.
LUNGHEZZA D’ONDA
Distanza fra due punti successivi su un’onda alternata. Inversamente proporzionale alla frequenza della radiazione. In fotografia si usa distinguere i diversi colori in base alla lunghezza d’onda della radiazione corrispondente.
LUNGHEZZA FOCALE
Distanza tra l’immagine a fuoco prodotta dall’obiettivo e il punto nodale posteriore, quando è a fuoco un soggetto all’infinito. Si usa classificare i diversi obiettivi in base alla lunghezza focale.
LUNGO FUOCO
Si riferisce a un obiettivo con una lunghezza focale maggiore della diagonale del formato coperto dalla pellicola. Spesso indicato impropriamente con il termine teleobiettivo.
LUX
Unità di misura europea della luce incidente.

Stefano Scipioni








