
IMMAGINE AL TRATTO
Immagine costituita da nero intenso e bianco o da colore intenso e bianco, senza toni intermedi.
IMMAGINE DIGITALE
Immagine ottenuta mediante sistemi elettronici che usano un sistema binario. Una serie di impulsi, di valore zero oppure 1, comprendono tutte le informazioni dell’immagine. L’esempio più comune di immagini digitali sono quelle create dai computer oppure convenite, mediante un processo che si chiama
digitalizzazione, da segnali analogici. Al contrario dell’immagine analogica, quella digitale può essere duplicata senza perdita di qualità ed inoltre è più semplice manipolarla per creare effetti di modifica dei colori o di fotomontaggio.
IMMAGINE LATENTE
Immagine invisibile contenuta in un’emulsione fotografica dopo l’esposizione ma prima dello sviluppo. È costituita da modificazioni dei cristalli di
alogenuro, nei quali si formano per azione della luce degli agglomerati di atomi di argento.
INDICE DI CONTRASTO
Misura del contrasto usata dalla Kodak che tiene conto anche della zona delle luci e delle ombre, oltre che dei mezzi toni.
INFRAROSSO
Radiazioni elettromagnetiche di lunghezza d’onda superiore a quella della luce rossa. Si dice infrarosso vicino la radiazione attorno a 700 nanometri e infrarosso lontano quella attorno a 1500
nm. Per registrare questa radiazione si usano pellicole sensibilizzate appositamente.
INGRANDIMENTO
Stampa di formato maggiore del negativo o della diapositiva originale. Si esprime il valore dell’ingrandimento in lineari, cioè mediante il numero di volte che si è ingrandito uno dei lati del fotogramma per arrivare alle dimensioni della copia finale.
INTERFERENZA
Alterazione della lunghezza d’onda della luce che awiene quando si incontrano due fronti d’onda, ad esempio quando la luce riflessa dal retro di una pellicola sottile incontra la luce proveniente dalla parte frontale.
INTERNEGATIVO
Negativo (generalmente a colori) ottenuto riproducendo una diapositiva per ricavarne una o più stampe a colori.
ISO
La sensibilità delle pellicole alla luce viene indicata mediante gli indici ISO
(International Standards Organization). La scala è doppia, con una parte aritmetica e una logaritmica. Ad esempio:
ISO 100/21°. Usualmente si utilizza solo quella aritmetica, che indica il raddoppio della sensibilità con il raddoppio dell’indice. Una pellicola ISO 200/24° è del doppio sensibile di una da
ISO 100/21°, ma della metà rispetto a una da ISO 400/27°.
Gli indici ISO hanno sostituito i vecchi indici ASA (American Standard
Association) e gli indici DIN (Deutche Industrie Normen). Pertanto la
sensibilità viene ora indicata nel seguente modo, esempio: ISO 100; ISO 200.

Stefano Scipioni








