
AE
Automatic Exposure. Acronimo inglese che definisce il sistema di misurazione automatica dell’esposizione.
AE LOCK
Funzione che permette di memorizzare la lettura esposimetrica nella memoria della fotocamera. Viene utilizzata per poter misurare un punto marginale dell’immagine con l’area di lettura e quindi ricomporre l’inquadratura.
AF CONVERTER
Aggiuntivo ottico utilizzato per collegare obiettivi non autofocus con una fotocamera autofocus.
AF LOCK
Funzione della macchina fotografica che permette di bloccare l’autofocus di un obiettivo su una determinata distanza. Utilizzata per mettere a fuoco un oggetto che si trova fuori dall’area del sensore di lettura del fuoco e quindi ricomporre l’inquadratura.
AV
Aperture Value. Acronimo americano per valore del diaframma. Viene usato per indicare la modalità di calcolo dell’esposizione a priorità di diaframma, mediante la quale le fotocamere
automatiche stabiliscono il tempo d’otturazione in base al valore del diaframma prescelto dal fotografo.
ABERRAZIONE
Si definisce aberrazione ottica il comportamento di una lente reale (o di un obiettivo) che si scosta dal comportamento ideale volto ad ottenere un’immagine puntiforme di una sorgente puntiforme, qualunque sia la posizione dell’oggetto rispetto all’asse ottico della lente e la natura della luce incidente. Le aberrazioni sono provocate dalle leggi fisiche di propagazione della luce e non da difetti di fabbricazione; sono ineliminabili completamente, anche nel migliore obiettivo.
ABERRAZIONE CROMATICA
Perdita di qualità dell’immagine dovuta all’incapacità di una lente di convergere In un nico fuoco tutte le lunghezze d’onda di cui è composta la luce. Si può correggere nella maniera
più semplice mediante un doppietto (coppia di lenti) composto da una lente convergente e una divergente.
ABERRAZIONE SFERICA
Perdita di qualità dell’immagine dovuta all’impossibilità per una lente di portare i raggi marginali (quelli che attraversano la lente nelle zone marginali) e quelli parassiali (che attraversano la lente al centro) a convergere nel medesimo punto. Esiste quindi in realtà una zona dove vanno a fuoco i diversi raggi di luce che attraversano la lente.
Si riduce chiudendo il diaframma. Si corregge con uno schema ottico composto da più lenti. Un’aberrazione sferica residua viene utilizzata in obiettivi (e accessori) a fuoco morbido.
ACUTANZA
Misura soggettiva della passaggio più o meno netto da una zona nera a una chiara dell’immagine sulla pellicola sviluppata. Dipende da una serie di fattori, fra cui il tipo di granuli di alogenuro utilizzati e il tipo di sviluppo. Di solito per determinarla si utilizza un soggetto con un elevato contrasto, come una mira ottica.
ALOGENO
Nome chimico degli elementi fluoro, doro, bromo, iodio. I composti dei metalli con questi elementi prendono il nome di alogenuri. Gli alogenuri d’argento, sensibili alla luce, sono il componente base delle pellicole e delle carte fotografiche.
ALOGENURI D’ARGENTO
Espressione generica riferita ai composti, sensibili alla luce, dell’argento con un alogeno (iodio, bromo, doro, fluoro). Il bromuro d’argento è il principale elemento delle emulsioni fotografiche, ma vengono usati anche il cloruro e lo ioduro d’argento. L’immagine latente prodotta su questi composti per azione della luce viene trasformata in argento metallico dai bagni di sviluppo.
ALONE
Immagine diffusa parassita prodotta dalla luce riflessa dal pressapellicola che si comporta come uno specchio con il supporto della pellicola.
ALTE LUCI
Parti più luminose del soggetto fotografato, le quali vengono riprodotte come zone di densità massima sulla pellicola negativa e sulla stampa positiva o in diapositiva come zone più chiare.
ANAMORFICO
II termine si riferisce a sistemi ottici costruiti da lenti la cui superficie non è sferica ma cilindrica e che quindi sono capaci di deformare un’immagine in modo da comprimerla in una direzione e farla entrare in un formato standard.
Sono stati costruiti anche degli aggiuntivi anamorfici che producono lo stesso effetto quando sono sovrapposti ad obiettivi tradizionali. I sistemi ottici anamorfici hanno trovato larga applicazione nel campo del cinema, dove consentono di registrare sempre su pellicola larga 35mm immagini di grande ampiezza. Usando un obiettivo di proiezione anamorfico identico a quello usato in ripresa, il formato viene di nuovo espanso in senso orizzontale e si ottiene un’immagine panoramica priva di deformazioni.
ANELLI DI NEWTON
Anelli colorati che appaiono quando fra due superfici trasparenti si frappone qualcosa per cui non risultano perfettamente a contatto. Questo effetto, dovuto all’interferenza, danneggia la qualità della proiezione o la stampa quando la pellicola è inserita tra vetri.
ANELLO D’INVERSIONE
Anello che permette di collegare ad un apparecchio reflex un obiettivo montato con l’elemento frontale rivolto verso il corpo dell’apparecchio. L’obiettivo invertito permette un maggior ingrandimento dell’immagine e una maggiore qualità in macrofotografia.
ANGOLO DI CAMPO
Esprime in gradi il campo inquadrato da un obiettivo. Viene comunemente misurato sulla diagonale del formato.
Alcuni fabbricanti forniscono anche il valore riferito alla verticale e alla orizzontale.
ANGSTROM
Unità di misura (simbolo A) usata per esprimere la lunghezza d’onda della luce. Equivalente a un decimilionesimo di millimetro.
ANTINFLESSO, STRATO-
Rivestimento depositato sulla lente, utilizzato per sopprimere le riflessioni.
Fornisce una qualità d’immagine superiore.
APERTURA RELATIVA
Corrisponde al numero segnato sulla montatura dell’obiettivo. Si ottiene dividendo la lunghezza focale per il diametro del fascio di raggi che passano attraverso la lente (pupilla d’entrata).
APERTURE DI DIAFRAMMA
Scala standard internazionale di numeri che esprimono l’apertura relativa del diaframma ad apertura variabile di un obiettivo. Ciascun cambiamento del valore di diaframma dimezza o raddoppia la quantità di luce trasmessa.
ASFERICA, SUPERFICIE-
Curvatura di una lente che si discosta dalla tradizionale parte di sfera. Le lenti in vetro con una o due superfici di questo tipo sono abbastanza difficili e costose da realizzare. Vengono anche realizzate lenti di composizione mista, vetro sferico con sopra uno strato di materiale plastico stampato asferico, che sono meno costose.
ASSE OTTICO
Linea immaginaria che attraversa il centro di un sistema ottico, e ne costituisce l’asse di simmetria.
ASTIGMATISMO
Aberrazione extraassiale la quale fa sì che linee perpendicolari fra loro poste su un piano frontale all’obiettivo vadano a fuoco su differenti piani focali.
ATTINICO
Indica la capacità della luce di produrre variazioni nei materiali che ad essa vengono esposti, come le emulsioni fotografiche. Su queste la luce blu è maggiormente attinica.
AUTOFOCUS
Sistema elettrico di controllo automatico della distanza di messa a fuoco. Il controllo automatico può essere di vari tipi. A priorità di fuoco (single servo): l’otturatore dell’apparecchio resta bloccato se la messa a fuoco non è perfetta; a priorità di scatto (continous focus): l’apparecchio può scattare anche se la messa a fuoco non è perfetta; a previsione: il circuito autofocus calcola il punto in cui si troverà un soggetto che si muove in direzione dell’apparecchio ad alta velocità. La maggioranza dei sistemi è disinseribile. La limitata sensibilità non consente facilmente la regolazione in cattive condizioni di luce. Per questo alcuni modelli sono dotati di un illuminatore ad infrarossi incorporato che consente entro alcuni metri all’autofocus di funzionare.
AUTOMATISMO PER LA PROFONDITÀ DI CAMPO
Automatismo programmato, presente su alcune fotocamere, con il quale si può ottenere la massima profondità di campo possibile in determinate condizioni di ripresa. Il sistema è impostato per scegliere il diaframma più chiuso possibile compatibilmente agli altri parametri.

Stefano Scipioni








