
L’uso del ritocco fotografico era inteso fino a qualche decina di anni fa, affidato a specialisti i quali, armati di matite appuntitissime a mina lunga, operavano sulle lastre di grandi dimensioni, non solo eliminando i difetti, ma anche abbellendo, in genere, la fisionomia di un ritratto. Questo tipo di operazione oggi non viene più effettuata, salvo rari casi (in genere per scopi grafici), dato che l’operazione - con negativi 24×36 mm- andrebbe eseguita al microscopio.
Si parla piuttosto di spuntinatura, una operazione che veniva eseguita anche nel passato, ma che viene utilizzata anche oggi, quasi sempre sulla copia finita.
Scopo di questa tecnica è l’eliminazione di tutte le piccole o piccolissime macchiette bianche generate dalla polvere sul negativo e di eventuali graffi su quest’ultimo, capaci di tradursi in linee bianche sulla stampa finale.
L’attrezzatura necessaria allo scopo è particolarmente limitata. Elemento fondamentale è il pennello detto da ritocco fotografico, un fine pennello da acquerello tipo 0 oppure 00, lungo pochi mm, la cui caratteristica essenziale è la capacità di disegnare una forma perfettamente conica con punta sottilissima, una volta che sia stato intinto e scrollato energicamente.
La spuntinatura della carta matt può essere fatta anche con una matita (HB), dotata di una lunga mina, molto ben appuntita su un pezzetto di carta abrasiva fine. Nel caso della spuntinatura a pennello, sia per il b&n che per il colore, occorrono i coloranti.
I differenti tipi di ritocco o spuntinatura richiedono i seguenti strumenti:
1) con pennello e punta molto fine per coprire piccole macchie;
2) con colori secchi stesi con batuffolo di ovatta per Intervenire su zone ampie;
3) con una matita, da usarsi solo su carte matt (opaca).
Molto comodi sono i prodotti già preparati, venduti ad es. dalla Pelikan: il Nero n. 9 per carte matt o semimatt, il Nero 29 per carte lucide, e, per il colore, il Giallo 26, il Rosso 27 e il Blu 28. Sono confezioni da circa 10 ml ciascuna. Anche la Kodak vende prodotti simili oltre a libretti di fogli colorati, un pezzo dei quali, messo a contatto di poche gocce d’acqua, produce il colore da utilizzare.
Per il nero si può usare anche un bastoncino di china solida, reperibile in una buona cartoleria. Strofinandone la punta in qualche goccia d’acqua su di un piattino si ottiene l’intensità di grigio che si desidera.
La spuntinatura richiede molta pazienza e grande precisione, è pertanto opportuno che si inizi con la matita e su carta matt. Si può sempre cancellare il tutto con una gomma morbida. Lo spazio bianco da eliminare deve essere riempito con tanti piccoli puntini, regolarmente distribuiti, ritornando sulla stessa zona ripetutamente fino ad ottenere il risultato.
Una volta impratichitosi con la matita, si può ragionevolmente passare al pennello.
Occorre preparare un paio di gocce di soluzione, su un piattino, dello stesso tono (colore o grigio) della parte della immagine immediatamente intorno al punto o riga da spuntinare. Si procede poi con il pennello, appena inumidito con il colore e strisciato prima su una parte asciutta del piattino. Anche in questo caso sempre per piccoli punti regolarmente distanziati.
Una volta riempito tutto lo spazio bianco si lascia asciugare e si osserva il risultato: se è troppo chiaro si procede ad una ulteriore spuntinatura. Se è troppo scuro… difficilissimo recuperare.
E’ quindi opportuno operare leggermente e per gradi.

Stefano Scipioni









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