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Karl Blossfeldt

Uno dei principali esponenti della corrente della "nuova oggettività"

Karl Blossfeldt. DelphiniumRitenuto uno dei principali esponenti della corrente della “nuova oggettività” in Fotografia assieme a: August Sander, Albert Renger-Patzsch, Bernd e Hilla Becher.

Karl Blossfeldt (1865-1932) viene tradizionalmente considerato come uno dei massimi esponenti della “Nuova Oggettività” della Fotografia tedesca. La composizione rigorosa e la forte innovatività estetica di queste fotografie colpiscono subito i contemporanei, che in esse trovano un taglio netto con il Pittorialismo(*) a favore di una maggiore attenzione per la Fotografia che rispecchia la realtà e ne asseconda le esigenze pratiche (originariamente Blossfeldt produce queste immagini di piante per le sue lezioni di botanica).

Le forme della natura vengono analizzate attentamente e alcuni particolari isolati su uno sfondo neutro a creare nuove composizioni simmetriche e armoniose, di grande impatto visivo. Forme algide e perfette, eppure assolutamente reali e date immediatamente all’occhio che le sa cogliere.

Nel 1997 però succede qualcosa di sorprendente e inaspettato. Le 61 tavole che compongono questo interessante libro edito da Schirmer/Mosel vengono esposte per la prima volta, mettendo in luce l’aspetto più intimo e privato del lavoro di Blossfeldt e aprendo così una nuova prospettiva di comprensione del suo metodo.

Su un supporto di cartoncino grigio vengono attaccate fino a quaranta stampe a contatto delle più svariate colorazioni, raggruppate in funzione del motivo rappresentato, senza alcuna attenzione all’estetica compositiva. Su alcune di esse si trovano delle annotazioni manoscritte o dei segni convenzionali. Tutto ciò fa supporre che il fotografo le usasse come “cartoni preparatori”, strumenti indispensabili per raggiungere il risultato finale.

La Fotografia singola non era quindi frutto di uno scatto istintivo, ma risultato meditato di una selezione e di uno studio in atto sugli ingrandimenti.

Blossfeldt non le pubblicò, probabilmente di proposito.

A Parigi nel 1895 fioriva l’Art Noveau, su ispirazione dell’Art & Crafts Movement britannico. Le linee sinuose e l’esteso uso di forme floreali, tratti distintivi dell’Art Noveau, si ispirarono direttamente al mondo della natura come riflesso dei progressi fatti dalla ricerca scientifica sul funzionamento dei processi naturali, come illustrati nel trattato di Darwin “On the origin of the species” pubblicato nel 1859 e negli eccezionali studi fotografici floreali condotti da Karl Blossfeldt sul finire del secolo.

(* tendenza caratteristica dei primi anni di diffusione della Fotografia, che punta all’imitazione, mediante vari effetti, dei ritratti pittorici.)

Tratto da un testo di Giorgio Celli (Docente nell’Istituto di Entomologia “Guido Grandi” presso l’Università di Bologna e, tra le altre tante attività, conduttore della fortunata trasmissione televisiva di Rai 3 “Nel regno degli animali”).

Karl Blossfeldt“È opinione comune che le piante, al contrario degli animali, non si muovano.

Ma sarà proprio così? Questa pianta, fulminata in un’immagine dal diabolico prestigio fotografico di Karl Blossfeldt è una di quelle che fanno eccezione alla regola. Si tratta, infatti, di una specie rampicante, fa parte di quelle misteriose creature botaniche studiate nel secolo scorso da Charles Darwin. Il grande naturalista pensava che tra le piante e gli animali la differenza fosse, se non proprio breve, per lo meno non così incommensurabile come si crede, e mi sembra legittimo congetturare che questa sua convinzione fosse stata rinsaldata osservando delle piante che si muovono come serpenti, anche se così lentamente da sfuggire, o quasi, alla nostra percezione. Blossfeldt ha saputo cogliere, se mi consentite il calembour, un momento di un movimento, la statica esemplare di una cinematica eleatica, dell’immobilità nella mobilità.

Questi tortuosi viticci sono l’allegoria della spirale cosmica, che progredisce non in maniera lineare, ma per circoli concentrici, a ingranarsi nei mulini degli dei.”

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