
Le pellicole in b&n traducono i vari toni di colore del soggetto in altrettanti toni di grigio, con una densità che dipende sostanzialmente dalla sensibilità specifica del
materiale sensibile a quel determinato tono di colore. Quanto più la pellicola sarà sensibile ad un certo tono di colore, tanto più chiaro risulterà il tono di grigio sull’immagine finale in
b&n (in stampa).
La densità dei grigi che formano un’immagine è variabile da punto a punto di
quest’ultima, ed è proprio questa variabilità che consente di differenziare visivamente i vari elementi che la compongono. E’ quindi di notevole importanza il poter agire sulla densità dei grigi e, in particolare, sul rapporto di densità fra
differenti zone dell’immagine, rendendo più scura o più chiara una zona rispetto ad un’altra.
I filtri per le pellicole bianco&nero si differenziano in vari tipi: giallo, più o meno intenso, verde,
azzurro, rosso. L’azione del filtro sull’ immagine finale, la stampa, è quella di rendere più chiaro il grigio corrispondente ad un colore del soggetto uguale a quello del filtro, mentre rende più scuro il grigio corrispondente ad un colore del soggetto complementare a quello del filtro.
Ad esempio: la pellicola in b&n è molto sensibile alla luce ultravioletta dispersa dal velo
atmosferico, il filtro n. 25 Rosso assorbe la radiazione ultravioletta riducendo gli effetti del velo atmosferico.
Inoltre, il filtro scurisce inoltre i soggetti verdi, come ad esempio le foglie degli alberi.
Con riferimento quindi ai toni di grigio dell’immagine stampata ed ai relativi colori del soggetto,
sono riportati nella seguente tabella gli elementi di riferimento necessari agli scopi operativi.
| Colore del filtro |
Colori del soggetto resi in toni di grigio |
|
| GIALLO |
Più chiari | Più scuri |
| Gialli | Blu | |
| VERDE | Verdi | Magenta |
| AZZURRO | Azzurri | Gialli |
| ROSSO | Rossi | Blu-Verdi |
Il filtro giallo (o addirittura arancio) viene infatti usato per rendere più scuri i cieli.
Il filtro rosso accentua questo effetto, specie in presenza di nuvole. Il filtro verde viene spesso usato per ottenere una resa più leggera della vegetazione, ecc.
Ogni filtro, per essere tale, assorbe una certa quantità di luce, che arriva sulla pellicola in minor quantità. Usando i filtri occorre aumentare il tempo di posa. E’ però opportuno effettuare la
misura dell’esposizione senza il filtro, utilizzando poi il coefficiente di correzione di esposizione (che ogni filtro di buona marca
ha indicato sulla ghiera) per fare le opportune variazioni sulla
fotocamera.
Ciò è necessario dal fatto che la sensibilità ai differenti colori delle cellule usate per gli esposimetri TTL
(vedi link a fine intervento) non è
uniforme e, pertanto, una lettura esposimetrica diretta TTL, con il filtro, potrebbe dare risultati erronei.
I filtri, anche di buona marca,
introducono sempre lievissime modifiche alle condizioni ottiche di un obiettivo e quindi vanno usati (compreso lo skylight, che si
impiega per ridurre la componente azzurrina, specie nelle fotocolor) solo quando servono
effettivamente.
Filtro polarizzatore: il filtro polarizzatore si usa nel b&n per l’ eliminazione dei riflessi (anche se parziale) da superfici lucide. Si applica davanti all’obiettivo e si
ruota, osservando nel mirino, fino ad ottenere il risultato voluto. Anche il polarizzatore ha un coefficiente di posa da considerare per una corretta esposizione.
Va sottolineato che sono in commercio polarizzatori ad un solo vetro, pertanto NON ruotabili, ne sconsiglio l’acquisto per quanto detto sopra.

Stefano Scipioni








