Temperatura di colore

Definizione della temperatura della luce, espressa in gradi Kelvin.

Si tratta della temperatura, espressa in gradi Kelvin (vedi a fine intervento),
a cui opera una sorgente luminosa. Ad esempio è la temperatura del filamento
di una lampada al tungsteno (vedi a fine intervento), quarzo iodio, ovvero
la temperatura raggiunta dal plasma durante la scarica in un tubo per lampeggiatore
elettronico.

Esiste una relazione ben precisa tra la temperatura di una sorgente
e l’energia emessa in termini di radiazione luminosa. La luce è tanto
più ricca in componente azzurra (meno ricca in componente rossa) quanto più
alta è la sua temperatura di colore (vedi a fine intervento: Tungsteno-”Filtri
per il colore”)
.

La temperatura in gradi Kelvin, o assoluti, °K, (fa riferimento allo zero assoluto
(-273°C) e pertanto la temperatura in °K=273+tem-peratura in °C.

Le caratteristiche di emissione luminosa di una sorgente risultano definite
univocamente dalla sua temperatura, che rappresenta quindi un comodo sistema
di riferimento.

Le pellicole a colori registrano le tonalità cromatiche in modo differente a
seconda del colore della luce con cui vengono impressionate. Esistono quindi
pellicole tarate per luce diurna, o naturale (5500°K-LN) pellicole tarate per
luce artificiale (3400 o 3200 °K-LA), che non possono essere scambiate, salvo
particolari precauzioni, pena la comparsa di forti dominanti cromatiche.

Sorgenti con temperatura di colore differente da quella per cui la pellicola
è tarata aggiungono -sempre- dominanti più intense quanto più la temperatura
di colore della sorgente è differente da quella per cui la pellicola è calibrata.

Quindi, vanno usare pellicole per LN con luce diurna e/o lampeggiatore elettronico
e pellicole per LA con lampade a incandescenza o comunque con luce artificiale.
Ogni volta che si manifesta una differenza sensibile tra le temperature di colore
della sorgente e di taratura della pellicola, la dominante che potrebbe insorgere
va corretta con filtri di conversione o di correzione.

I filtri di conversione consentono di utilizzare pellicole per LN con
illuminazione al tungsteno (filtro 80A con sorgente a 3200°K e filtro 80B con
sorgente a 34000K - serie di filtri azzurra) ovvero pellicola per LA con illuminazione
a luce diurna (filtro 85 per pellicole tipo A e filtro 85B - serie di filtri
ambra per pellicole tipo L). L’uso di filtri comporta la modifica degli indici
di esposizione.

Si parla di correzione quando la differenza tra le temperature di colore
della sorgente e quella per cui la pellicola è tarata è relativamente modesta.
Serie di filtri di correzione sono disponibili in commercio. Il loro valore
di correzione è espresso di solito in MIRED (Micro Reciprocal Degress - Microgradi
reciproci). Il valore in MIRED corrispondente ad una certa temperatura di colore
si ricava da 106/°K; 5500°K corrispondono quindi a 106/ 5500
=circa 182 MIRED.

In pratica si usano i DECAMIRED. 182 MIRED sono, arrotondati, 18 DECAMIRED.

Per eliminare la dominante introdotta da una sorgente a 4500°K (un sole verso
il tramonto, ad es.) su una pellicola tarata a 5500°K, occorrerà un filtro da
106/4500 - 106/5500 = 222-182 = 40.

MIRED=4 DECAMIRED - Serie Azzurra. La temperatura di colore delle sorgenti si
misura con particolari strumenti detti Termocolorimetri (vedi a fine intervento:
lo stessa URL di “Tungsteno”)
, che vanno puntati verso la sorgente luminosa.

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