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Weng Fen

La prima personale italiana.

Weng Fen, uno tra i giovani talenti cinesi
che stanno emergendo come protagonisti della scena artistica internazionale.

Questo evento si colloca all’interno del progetto China Art Now, ideato
e realizzato da Alessandro Consolo (Consolo produzioni&consulenza) e Primo
Marella, direttore di Marella Arte Contemporanea, iniziato nel febbraio 2003
con la collettiva di artisti cinesi dal titolo “Out of the Red” e
mirante a creare un interscambio artistico - culturale stabile tra Italia e
Cina.

Weng Fen si serve in quasi tutte le sue creazioni del confronto sociale, una
delle forze principali e al tempo stesso limitazione della nuova arte contemporanea
cinese, e si avvale di tecniche espressive quali performance, installazioni,
video e fotografia.

Utilizza la bivalenza della fotografia concettuale come documentazione
e come forma d’arte a sé stante e dà vita a serie fotografiche
di forte impatto tra cui “Great Family Aspirations”, “On the
Wall” e “Birds Eye View” che diventano punto di vista e canale
di discussione dell’artista stesso.

In Great Family Aspirations (2000) Weng Fen, la moglie e la figlia, a
imitazione dei poster di propaganda ultra-nazionalista, in pose plastiche e
vestiti come il governo ed il mercato globale indicano al fine di raggiungere
una buona vita, impersonano i presunti desideri di una tipica famiglia cinese.
Questa condizione utopica viene affrontata dall’autore con l’ironica consapevolezza
di una non-autentica esistenza e con un messaggio finale che auspica all’affermarsi
dell’individuo in una società di massa come quella cinese. (vedi la
Bio a fine intervento
)

In ogni opera di On the Wall (2001-2002), invece, compare una studentessa
sola seduta di spalle su un muro che osserva uno scenario sovrastato da grattacieli
di città industrializzate del sud della Cina. Queste città - Guangzhou,
Haikou e Shenzhen - coinvolte dal fervore dello sviluppo economico degli ultimi
due decenni, sono il risultato e lo specchio di un vorticoso e spesso disordinato
boom edilizio.

Come afferma Weng Fen “Il muro è una sorta di simbolo che divide
tutto in parti differenti. Il muro rende difficile vedere al di là di
esso; perciò dobbiamo andare oltre per comprendere e sperimentare il
mondo esterno”.

Lo stesso messaggio è contenuto nelle due vedute di Birds Eye View
(2002), dove le ragazze sono due e la composizione nitida ed il gusto estetico
raffinato sottolineano con maggior forza il nuovo stereotipato aspetto di degrado
urbano.

La ricerca artistica di Weng Fen si avvale anche di altri mezzi e di tecnologie
innovative che gli consentono sempre nuove forme di sperimentazione, come nel
caso dei suoi numerosi video. Egli utilizza la videoart come espressione individuale
ponendo enfasi sul suo valore estetico e si focalizza su un’analisi intellettuale
del proprio lavoro. Secondo Weng Fen “il film non è altro che una
sorta di mondo inventato”; lui stesso dice di sentire ogni tanto il bisogno
di partire dalla propria città, ma di trovare sempre ovunque vada somiglianze
e ripetizioni.

La realtà gli sembra falsa e le percezioni sensoriali ambigue, come se
esistesse una vita bi-dimensionale utopica, vuota, dalla quale non ci si può
liberare, ma che costituisce al tempo stesso la realtà imposta e prefabbricata
alla quale non si può resistere.

Dove: Milano, Spazio Consolo, Via dell’Aprica, 12

Quando: sino al 04 luglio 2003

Orario: dal martedì al sabato, dalle 12.00 alle 19.00.

Per info: tel. 0266800673; fax 0268967049

EMail : spazioconsolo@galactica.it

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