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David Hamilton - Lolite

Il giardino segreto delle fanciulle in fiore di Jean-Paul Croizé

David Hamilton - Lolite

Sintesi del testo pubblicato sul volume dedicato ad Hamilton, della collana “I grandi fotografi”, edito da Fabbri negli anni ‘80.

“Cacciatore dì sogni, l’uomo dagli occhi chiari insegue farfalle adolescenti con ali tenui, appena uscite dalla crisalide. Con delicatezza, per non sciuparle, le imprigiona immediatamente in una grande casa perduta, la sua casa, dove le osserva a lungo… Il fantomatico cacciatore di camera in camera, silenzioso come le sue farfalle.

È alla ricerca di qui cosa, di cui ignora completamente la natura. Spinge, dolcemente, il battente di una porta. Si ferma. Osserva e, finalmente, vede. Il suo nome è David Hamilton…”.

Con queste parole, undici anni fa, Alain Robbe-Grillet presentava il primo volume di David Hamilton “Reves de Jeunes Filles” (Sogni di fanciulle).
È l’inizio di una straordinaria carriera e, al tempo stesso, culmine di una ricerca d oltre dieci anni, ricerca di una realtà diversa, indefinibile cui erano con tutte le caratteristiche che, ancora oggi, fanno di David Hamilton qualcosa di più di un fotografo, di un personaggio alla moda, di un maestro dell’erotismo tenero.

Lo scatto iniziale si verificò nel 1969, quando la rivista testimoniò, nelle sue pagine, un incontro fondamentale: quello dell’uomo con la poesia. L’incontro cioè di David Hamilton con la canzone di Léonard Cohen, Suzanne, che lo colpì profondamente e intensamente, consentendo esprimere pienamente il suo talento artistico.

David Hamilton - Lolite

Le immagini di Suzanne, pubblicate da “Twen” nel 1969, racchiudevano per la prima volta tutte le qualità che, nel loro armonico complesso, costituiscono la sua peculiare sensibilità artistica: la luce sfumata e incerta del crepuscolo, la penombra segreta dei tendaggi socchiusi, l’intimità, il riserbo, il pudore e, in apparente contrasto, l’abbandono totale, senza riserve, della modella rivelarono al pubblico il giardino segreto di David Hamilton.

Giardino rimasto, poi, sostanzialmente inalterato nel tempo, ma incessantemente arricchito a ogni incontro con una donna-fiore, o con una sfumatura un armonico accostamento di colori in grado di affascinarlo. Dopo l’esordio su “Twen”, Hamilton è divenuto un personaggio pubblico: in una decina di opere ha dischiuso il suo giardino magico allo sguardo di artisti, critici, dilettanti e appassionati che ne sono rimasti immediatamente affascinati. E l’incanto continua, perché nell’arco degli anni, in ogni sua opera, Hamilton non ha rivelato che un angolo del giardino. Non perché l’artista abbia deliberatamente voluto celarne alcune zone, ma semplicemente perché non gli è ancora venuta l’idea di esplorarle.

David Hamilton - Lolite

David Hamilton in realtà è un figlio del suo tempo, che vive intensamente e che approfitta senza falsi pudori della fama e della gloria per viaggiare, per raggiungere il sole che ama profondamente, per esplorare il mondo alla ricerca di nuove modelle e fonti di ispirazione, per vivere una vita da divo. Egli sfrutta il suo talento senza problemi, ma sempre in senso positivo, senza mai fare concessioni o cercare facili consensi. Ha sempre saputo rifiutare le occasioni che non trovavano rispondenza nella sua sensibilità artistica. Non è mai caduto, per esempio, nell’erotismo banale e di facile effetto che gli proponevano coloro che non lo avevano evidentemente capito. E poiché il fulcro della sua ossessione artistica, della sua sensibilità è sempre la fanciulla, nel momento in cui si apre ancora inconsapevole alla sua vita di donna, David Hamilton ama troppo intensamente questa sua fonte d’ispirazione per non circondarla di una purezza, di un’essenzialità, fino a dare quasi l’impressione di voler cancellare il suo intervento di artista; e queste caratteristiche sono costanti e si ripropongono con evidenza in tutte le sue opere.

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Il primo libro, “Réves de Jeunes Filles” consacrò la sua fama dopo il successo di Twen. Diede la prima occasione di penetrare nel giardino segreto, compiendo una scoperta, in qualche modo ambigua. Erotismo o ambiguità compiaciuta? Questo è il primo dubbio che l’opera di Hamilton suscita, dubbio che non sarà mai risolto e lascerà intatta l’ambiguità sottile delle visioni del fotografo “sonnambulo errante in lande sconosciute, alla ricerca della casa perduta”, come scrive Robbe Grillet. A quel tempo, colpiti dalla bellezza e dalla straordinaria intensità dell’espressione, alcuni pensarono che Hamilton sarebbe inevitabilmente rimasto prigioniero e vittima della sua stessa originalità e non sarebbe mai riuscito a rinnovarsi e a evolversi.

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di Marni

    Marni

    20 Feb 2009 - 11:21 - #1
    0 punti
    Up Down

    che bello !!! che bella galleria e che immagini!! Non perdono mai il loro fascino…. ho scoperto Hamilton che avevo 20 anni in svizzera e ricordo che compravo cartoline su cartoline che rappresentavano le sue modelle… mi resta ancora questo incanto per le sue foto.
    complimenti pubblica altro marni