
Nel 2000, dopo lunghe vicissitudini “Life Magazine” chiude
e la fine delle sue pubblicazioni sembra concludere un’epoca gloriosa del fotoreportage che
la rivista elevò a forma di informazione autonoma, popolare nella sua
capacità di raggiungere un pubblico eterogeneo, ma elevata nel saper raccontare
il mondo.
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| 23 novembre 1936 - Diga di Fort Peck- Margaret Bourke-White |
9 Aprile 1945 - Iwo Jima - W. Eugene Smith |
«È stato un incontro sobrio e triste» ha commentato Henry Muller, responsabile editoriale del gruppo “Time Warner”, dando annuncio della
decisione di chiudere la rivista. Nonostante la chiusura delle pubblicazioni
mensili dal maggio 2000, la testata rimarrà in vita, ma con una redazione ridotta che
curerà solo numeri speciali monografici dedicati a temi o personaggi.
«Non
c’era altra soluzione», ha ammesso il fotografo Flip Schulkie. Difficoltà
cominciate con l’era della televisione che aveva indebolito il richiamo
d’immagine su cui l’editore e fondatore Henry Luce aveva costruito la fortuna della
testata, nata come settimanale nel 1936.
Il primo numero portava in copertina
una celebre foto di Margaret Bourke-White: quella della diga di Fort Peck per
l’omonima centrale elettrica. Era seguito un periodo di fulgore e successi sia
per le grandi firme della fotografia che Life puntualmente ospitava, sia per le
vendite di copie. Ma già nel 1972 Life era stata costretta a chiudere le
regolari pubblicazioni che aveva ripreso nel 1978, ma ridimensionata in qualità
di carta e numero di pagine, con cadenza mensile, senza riuscire però a
decollare anche a causa di una crescente e sempre più agguerrita concorrenza.
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| 4 aprile 1952 - Marilyn Monroe - Philippe Halsman |
20 luglio 1953 - Kennedy and Bouvier - Hy Peskin |
Dalla fine della Seconda guerra mondiale al mito-icona di Marylin Monroe,
dall’astro dei Beatles allo sbarco dell’uomo sulla luna, ricordano oggi i
commentatori, “Life” era entrata nelle case d’America e del mondo alimentando
con le sue fotografie l’immaginario collettivo.
«La bellezza di “Life”
originale stava nel formato abbondante, nell’immediatezza delle immagini -
ha detto Schulkie - ma temo che non ci sia modo di competere con la “Cnn”» e la
tv in genere. Nonostante una diffusione di 1,5 milioni di copie nel mondo, la
rivista era diventata un fardello per il gruppo Time Warner che ha cercato di
tenerla in vita al di là dei suoi costi e della sua resa, per questioni
d’immagine.
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| 28 agosto 1964 - The Beatles - John Dominis | 16 settembre 1966 - Sophia Loren - Alfred Eisenstaedt |
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Stefano Scipioni














