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Dal 5 di marzo 2004 la Fondazione Italiana per la Fotografia ha trasferito la propria
attività nella zona di Ponte Mosca, in un loft di 700 mq. in Via La Salle 17.
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1.IL MUSEO CAMBIA STILE E FUNZIONI |
Negli ultimi 8 anni di attività svolti nella palazzina di via Avogadro, la Fondazione Italiana per la Fotografia è cresciuta in ogni suo settore,
attraverso iniziative che ne hanno fatto conoscere l’importanza al pubblico e agli operatori cittadini, nazionali e internazionali.
Oggi ci
sembra opportuno ripensare i meccanismi della diffusione culturale e del ruolo della fotografia, che hanno subito alcune trasformazioni
delle quali non si può non tenere conto.
Senza quindi snaturare le sue attività, con il trasferimento della sede la Fondazione vuole avviare un nuovo progetto: negli anni scorsi
l’importanza e l’autonomia della fotografia, nell’ambito delle arti visive moderne e contemporanee, doveva essere affermata anche
attraverso l’esistenza di un museo dedicato; oggi il mercato, la critica e la storia sociale ne hanno decretato il pieno titolo di parità
culturale. Un museo pensato solo per l’immagine fotografica, che non voglia essere una galleria di reperti, rischia di trasformarsi in un
luogo limitato e riduttivo. Abbiamo pensato quindi alla nuova sede come un luogo di progetto e produzione di eventi, mostre, incontri, che
potranno valorizzare quanto fin qui realizzato anche con l’interazione con altre discipline.
I diversi settori della Fondazione saranno in parte riprogrammati:
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Settore mostre |
Il forte contesto della programmazione cittadina delle mostre, e la necessità di rafforzare sempre più l’offerta relativa all’arte fotografica
con eventi di più vasto respiro, necessita in primo luogo di uno spazio adeguato. Da qui il nuovo assetto del programma mostre della
Fondazione che prevede l’organizzazione di due appuntamenti annuali in città, in prestigiose sedi concesse dagli enti pubblici. Si tratterà
di eventi che, dilatando la durata rispetto a quella della normale attività espositiva di via Avogadro, consentirà di portare a Torino mostre
di alto livello, in grado di attirare pubblico più numeroso e di sviluppare attorno all’appuntamento espositivo altre attività legate alla
didattica, allo studio, alla ricerca e all’aspetto interdisciplinare, rafforzando la collaborazione con altre istituzioni.
Inoltre è in via di definizione una convenzione con Palazzo Einaudi di Chivasso che consentirà di presentare altre mostre ed iniziative per
essere più presenti anche sul territorio extra cittadino.
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La catalogazione e gli archivi |
Questa attività si è già evoluta nel corso degli ultimi anni, grazie alla diffusione capillare del sistema telematico e digitale. Scambi e
relazioni, censimenti e programmi di valorizzazione, hanno avuto notevole impulso e nel 2004 è previsto tra gli altri il recupero di un
importante archivio.
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Il laboratorio di restauro |
Continuerà la sua attività nella sede distaccata di Via Locana 14, attrezzata secondo gli standard più avanzati che consentono di
annoverare questo laboratorio tra i più professionali e affidabili. Ad esso si rivolgono sempre più committenze esterne pubbliche e
private, ormai da tutto il territorio nazionale.
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La biblioteca |
Verrà trasferita nella nuova sede e riorganizzata in modo da consentirne una più attiva fruizione. Si svilupperà in sede l’attività relativa
all’editoria e alla presentazione di studi e tesi di fotografia.
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La didattica |
Facendo tesoro dell’esperienza maturata in questi anni non solo all’interno del Museo di Via Avogadro, ma soprattutto all’esterno grazie
ai solidi rapporti con il mondo della scuola e universitario, la sezione didattica, accogliendo anche le istanze di docenti e allievi,
concentrerà la propria attività presso le scuole stesse, coordinando e progettando i laboratori in stretta collaborazione con il corpo
docente, tenendo brevi corsi di storia della fotografia, e di lettura dell’immagine. Tutto ciò continuando a dare il proprio contributo a
supporto degli appuntamenti espostivi.
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Il settore giovani |
E’ indubbio che l’offerta nei confronti della giovane fotografia si è molto allargata, si sono moltiplicati gli spazi privati che si occupano dei
nuovi fotografi e la rete ha reso estremamente facili i contatti in tutto il mondo. Ciò ha portato ovviamente a un’evoluzione delle aspettative
da parte dei giovani autori ed è con l’attenzione per questo fattore che stiamo riorganizzando il settore di attività a loro dedicato.
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| 2.VERSO PONTE MOSCA |
Nella ricerca di una nuova sede adatta al trasferimento della Fondazione e in conseguenza dello sviluppo del progetto per il Centro Ponte
Mosca, abbiamo individuato nella nuova sede di Via La Salle il luogo ideale, per consentire alla Fondazione di indirizzare la propria
attività avviando fin d’ora un rapporto con il quartiere e i suoi abitanti, affiancando e rafforzando l’incidenza delle diverse manifestazioni
temporanee già in corso sull’area, sotto le strutture del Teatro Tenda.
Come è ormai noto le aree di Borgo Dora, Porta Palazzo e Ponte Mosca sono oggetto di prossima e continua trasformazione e
riqualificazione, voluta e sostenuta dal piano regolatore cittadino. Tale trasformazione è già evidente in alcune zone specifiche che hanno
già subito forti interventi di ristrutturazione: il Sermig, il Cortile del Maglio e altre realtà in continuo sviluppo. Una rinascita dettata anche
dal trasferimento di alcune importanti istituzioni nel quartiere (in primavera è previsto lo spostamento in corso Giulio Cesare 6 della
Fondazione Rosselli).
Al di là degli aspetti urbanistici, crediamo che quest’area rappresenti il vero porto di accoglienza del flusso migratorio verso la nostra
città. Qui si stanno organizzando le più disparate comunità straniere: arabi, nordafricani, russi, rumeni… insomma, il futuro della città.
Cercare di dialogare con culture diverse è anche la grande scommessa del variegato progetto del Centro Ponte Mosca: luogo dell’arte,
del cinema, del teatro, delle mostre e delle attività cultuali a 360 gradi.
Il Progetto Centro Ponte Mosca ha come oggetto la realizzazione, su un terreno di proprietà della Provincia di Torino sito tra corso Giulio
Cesare, Lungo Dora Firenze, via Aosta e corso Brecsia, di un Centro per la Produzione e Diffusione Culturale di circa 17.500 mq., con
una sala polifunzionale e aree espositive, con annesso un parcheggio sotterraneo per 500 posti auto, un albergo con circa 100 camere e
un giardino attrezzato di quasi 8.800 mq.
Il Progetto è finalizzato alla realizzazione e alla diffusione di prodotti culturali diversi, con gli stessi principi guida:
| condividere competenze e stimoli differenti per realizzare e diffondere meglio i propri prodotti e servizi | |
| sviluppare un sistema di gestione delle attività culturali in grado di generare la capacità di autofinanziamento. |
Il Progetto Centro Ponte Mosca è nato su iniziativa delle associazioni culturali torinesi, ed è co-finanziato da
Regione Piemonte,
Provincia e Città di Torino.

Stefano Scipioni











