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Fotografare sulla Neve

La gara di Sci







Alessandro Trovati

L’esperienza di Alessandro Trovati. “Le postazioni migliori, per le gare di slalom, sono quelle che ti permettono di fotografare l’atleta nei cambi di pendenza della pista. In questo modo puoi fotografarlo mentre si staglia contro il blu del cielo, oppure contro lo scuro degli alberi. Sono entrambi degli sfondi neutri, che non distolgono l’attenzione dallo sciatore. Inoltre nei cambi di pendenza l’atleta è obbligato a piegarsi molto e dà meglio l’idea della velocità e del dinamismo. Per aumentare questa impressione adotto un piccolo trucco. Inclino un po’ la fotocamera, verso valle o verso monte, a seconda del tipo di sfondo, in modo da aumentare la drammaticità della inquadratura. Nello slalom puoi stare molto vicino al punto dove passa l’atleta, tre o quattro metri. Durante le gare di discesa libera o super gigante devi stare più distante, per motivi di sicurezza. Tua e dell’atleta.”
Quando fotografo la discesa libera o il Super G - continua Trovati - cerco di riprendere lo sciatore quando affronta una curva. Altri colleghi preferiscono appostarsi vicino ai dossi, in modo da fotografare l’atleta quando vola per aria.”

Si possono scattare inquadrature interessanti dello sciatore mentre si stacca dal manto nevoso (passando su di un tracciato in rilievo), prima di atterrare, ripreso frontalmente oppure a trequarti. Ma Trovati preferisce riprendere i salti dei dossi in modo da avere lo sciatore di profilo e con un tempo relativamente lento, tra 1/250 e 1/500. Con questo tempo seguo lo sciatore con la fotocamera, in modo da tenerlo al centro del fotogramma e averlo il più possibile nitido. Lo sfondo, invece, risulta mosso, e ciò fa risaltare meglio l’azione dell’atleta”. La tecnica è quella del panning (vedi a fine intervento), applicata alle esigenze dello sci.”








Bruno Kernen (Svizzero) Durante una discesa di prova a Bormio (gennaio 2005)
AP Photo / Alessandro Trovati






  Lo sci è uno sport veloce, i tempi di scatto debbono essere brevi. E non sempre le condizioni meteorologiche offrono abbondanza di luce. Le sensibilità impostate più comunemente sono quelle di 200 e 400 ISO e i tempi di scatto più frequenti sono compresi tra 1/800 e 1/1000 di secondo. In ogni caso la regola è combinare il diaframma più chiuso possibile, per avere una certa profondità di campo, con il tempo più veloce possibile, per bloccarne il movimento. Gli automatismi, anche quelli più sofisticati, non sono molto usati.

Per l’esposizione un fotografo di sci non si fida del sistema di lettura automatico della macchina. La neve riflette molto la luce e può ingannare gli automatismi. Meglio sovresporre di circa uno stop, rispetto a quanto consigliato dall’esposimetro. Oppure eseguire una lettura a luce incidente (si definisce così la luce che illumina il soggetto provenendo da una sorgente luminosa. L’esposizione della pellicola -od altro supporto sensibile- può essere calcolata misurando la luce incidente o quella riflessa. ndg), con un esposimetro a mano, e tenere per buoni i parametri indicati dallo strumento.”






  “Altro sistema è eseguire una lettura a luce riflessa (è così definita la luce che viene riflessa verso l’obiettivo dai soggetti illuminati da una sorgente luminosa. ndg), però sul cartoncino grigio Kodak al 18%. “Ho scoperto - spiega Trovati - che il cielo blu, senza nubi della montagna riflette una quantità di luce simile a quella del cartoncino grigio. Punto lo zoom con la focale tele verso il cielo e, dopo aver fatto la lettura, riporto i parametri nella modalità di esposizione manuale.






  L’autofocus, poi, non lo uso affatto nelle gare come discesa libera o Super G. E’ ancora troppo lento per seguire e mettere a fuoco i concorrenti. Lo sciatore resta una frazione di secondo nell’inquadratura. I tempi di reazione dell’autofocus sono più lenti.
La tecnica di messa a fuoco è la solita, detta ‘per sostituzione’. Si mette a fuoco il punto sul quale, presumibilmente, passerà lo sciatore, poi si chiude il diaframma al massimo, compatibilmente con il tempo di scatto.






  Attenzione: il pulsante della macchina non va premuto quando lo sciatore è già al centro del fotogramma, ma un attimo prima. Altrimenti si perde la foto, a causa della velocità che lo porta fuori dell’inquadratura.

Il fotografo deve conoscere la tecnica dello sci, ed in particolare le modalità della gara: deve sapere come gli atleti arriveranno nel suo campo di visione, come affronteranno quella curva, quella porta, e decidere di conseguenza dove piazzarsi e quando scattare. Ad ogni passaggio di atleta non si scattano più di tre o quattro immagini.”











Approfondimento della tecnica del Panning, tecnica di ripresa fotografica per soggetti in movimento
Biografia di Alessandro Trovati
L’intervista completa ad Alessandro Trovati la si può trovare nel numero di gennaio 2005 della rivista specializzata “PC Photo”, Casa Editrice “Progresso”