
La mostra, promossa dalla Provincia di Milano in collaborazione con
l’Associazione a.titolo, e’ una retrospettiva di Franco Vaccari che raccoglie
una selezione delle esposizioni in tempo reale, delle installazioni, delle
videoinstallazioni, dei film, dei video e dei libri realizzati dall’artista fra
il 1965 e il 2007.
a cura di Vittorio Fagone e Nicoletta Leonardi
| A partire dalla meta’ degli Anni Sessanta, Franco Vaccari ha incentrato la sua ricerca su due tematiche fondamentali: l’utilizzo degli strumenti mass mediatici quali la fotografia, il film, il video; l’accento sulle specifiche condizioni contestuali, ovvero spaziali, temporali e corporee, dell’esperienza, con particolare riferimento allo spazio pubblico e alla citta’. |
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| La ricerca di Vaccari risulta tangente a diverse aree, ma quella che ne esprime meglio il senso, potrebbe essere definita realismo concettuale. Il tema della traccia e il fotografico sono due costanti che attraversano tutto il suo lavoro. Sin dall’inizio Vaccari non usa la fotografia per produrre immagini mimetiche, analogiche, ma come impronta di una presenza, come segnale, come sintomo, come traccia fisica di un esserci. | ||
Le numerose esposizioni in tempo
reale, che Franco Vaccari ha realizzato a partire dal 1969 ad oggi, sono un
episodio di grande importanza del concettualismo. Ingrediente fondamentale delle
esposizioni in tempo reale e’ il coinvolgimento diretto dell’osservatore nella
realizzazione di interventi spesso effimeri e provvisori, in cui l’artista da
produttore unico ed originale si trasforma in colui che innesca un evento senza
necessariamente controllarne gli esiti.
L’opera si sviluppa in relazione
al modo in cui il pubblico la recepisce e reagisce ad essa, contribuendo a
determinarne il significato. Opere aperte e corali realizzate sia dentro i
confini istituzionali dell’arte che direttamente nel tessuto urbano, le
esposizioni in tempo reale invitano chi e’ coinvolto nell’operazione a
interrogarsi sulla propria identita’ sociale e sulle dimensioni pubbliche e
private dell’esperienza.
| Esempi fra i piu’ emblematici della strategia estetica adottata da Vaccari sono le esposizioni in tempo reale n. 4 e 5, rispettivamente intitolate “Lascia una traccia fotografica del tuo passaggio” (1972) e “Photomatic d’Italia” (1972-1974). Invitato ad esporre alla Biennale di Venezia del 1972, La cabina photomatic, un oggetto |
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| Con questa operazione, finalizzata alla critica al sistema dell’arte e ai canoni estetici ad esso legati, il mezzo di produzione meccanica, e dunque tutt’altro che autoriale, di ritratti formato francobollo, diviene fonte di serie eterogenea di immagini che si accumulano sulle pareti espositive tradizionalmente destinate ad accogliere opere uniche di grandi autori. | ||
L’artista rovescia la modalita’ di
produzione e la finalita’ d’uso della fototessera, che da immagine destinata ai
documenti di identita’, e dunque soggetta alle logiche dell’individuazione e
alla sorveglianza, viene trasformata in strumento ludico e liberatorio di
riappropriazione degli spazi del quotidiano e di rottura dei confini
autoreferenziali dell’arte.
La mostra e’ accompagnata dal volume
monografico Franco Vaccari, Esposizioni in tempo reale/Exhibitions in real time,
testi in italiano e inglese di Renato Barilli, Valerio Deho’, Vittorio Fagone,
Nicoletta Leonardi, Damiani Editore, Bologna 2007. 250 pagine, 160 illustrazioni
a colori.
La mostra prevede la programmazione di una serie conferenze di critici
e studiosi, oltre che dell’artista stesso. Gli interventi verranno raccolti in
un volume a cura di Nicoletta Leonardi.
Sempre la Leonardi, a curato “Feedback“, in cui traccia lo sviluppo dell’opera di Franco Vaccari dalle origini fino agli Anni Ottanta attraverso una significativa letteratura critica sull’artista e una selezione di scritti dello stesso Vaccari.
| Franco Vaccari e’ nato nel 1936 a Modena, dove vive e lavora. Il suo lavoro e’ stato esposto alla Biennale di Venezia (1972, 1980, 1993 e 1995) e in numerose mostre personali e collettive tenutesi, fra l’altro, presso il Saint Peter’s College di Oxford (1967), la Neue Galerie di Graz (1973), il Kunstmuseum di Hannover (1980), il Centre Pompidou di Parigi (1981), il Museum Moderner Kunst di Vienna (1984), la XI Quadriennale di Roma (1986), il Palazzo delle Esposizioni di Mosca (1988), il Museum of Art di Taiwan (1990), il P.S.1. di New York (1999), il Centro per l’Arte Contemporanea di Varsavia (2001), l’Istituto Italiano di Cultura di Praga (2004). |
Dove: Spazio Oberdan, viale
Vittorio Veneto 2 - Milano
Periodo:sino al 13 maggio
2007
Orari: tutti i giorni 10-19.30, martedi’ e giovedi’ fino alle 22,
chiuso il lunedi’
Ingresso: biglietto: intero -6,20, ridotto -4,10;
gruppi scolastici -2,70; ingresso libero il primo martedi’ di ogni
mese
Info: 02. 77406302

Stefano Scipioni
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