
Con un’introduzione di John Berger
| Quando si parla di politica dell’immagine, è talmente importante e necessaria una dimensione critica che non è giusto limitarla a poche persone.
All’inizio pensavo che un numero più grande di persone che realizzano immagini avrebbe certamente portato ad una ricezione più consapevole delle stesse, ma ora non ne sono tanto sicuro. Sembra sia possibile fare foto in maniera altrettanto inconscia di come le consumiamo, evitando del tutto qualunque dimensione critica. David Levi Strauss |
![]() | A che punto è la fotografia oggi? A cosa serve nell’epoca di Internet? Come la usano gli artisti e come la sfruttano i media?
All’uscita di questo libro per i tipi di Aperture i paragoni della critica si sono spinti fino ad elencare titoli che ormai fanno parte della biblioteca di ogni amante dell’immagine: Sulla fotografia di Susan Sontag e Camera chiara di Roland Bartes. |
Editore: postmedia 2007
Pagine: 160
Illustrazioni: 48
Isbn: 88-7490-036-8
Euro: 19,00
In libreria: novembre 2007
| David Levi Strauss è nato a Junction City, Kansas, nel 1953. È considerato uno dei più grandi teorici della fotografia. Ha scritto per le monografie di numerosi artisti, tra le quali spicca la collaborazione con Alfredo Jaar all’installazione per Documenta 11. Prima di trasferirsi a New York nel 1993 è stato uno dei fondatori di ACTS: A Journal of New Writing (1982–90). Scrive regolarmente per le riviste Artforum, Aperture e The Nation. Per l’impegno e la chiarezza intellettuale dei suoi numerosi saggi è stato premiato con il Guggenheim Foundation Fellowship, l’Infinity Award e dal Center for Creative Photography. Insegna al Bard College di Annandale-on-Hudson. Dal 2007 è responsabile del dipartimento di Teoria e critica d’arte della School of Visual Arts di New York. | ![]() |

Stefano Scipioni











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