
“Se qualcosa ci salverà, sarà la bellezza” (Ettore Sottsass, Milano
2001)
| Disse: “Io sono un architetto, fotografo quindi quasi sempre qualcosa che ha a che fare con l’architettura o la città”. In realtà il suo sguardo fotografico di Ettore Sottsass era multiforme, spinto dalla curiosità e dal desiderio di conoscenza, nonché dall’esigenza di documentare non solo i suoi innumerevoli e lunghissimi viaggi ma di rappresentare in modo libero e anticonvenzionale il groviglio esistenziale all’interno del quale ogni essere umano cerca una sua dimensione. Le immagini di Sottsass mutano improvvisamente | ![]() | |
| Spagna, 1974
Ettore Sottsass © |
| La mattina, quando me ne andavo dalla stanza del motel o dell’albergo dove avevamo fatto l’amore o forse no, dove forse avevamo soltanto dormito abbracciati, mi giravo e facevo una fotografia.
Non mi riusciva mai. Avrei voluto fotografare i fantasmi dell’amore, le parole dette sottovoce, gli orgasmi, i nostri disordini, la nostra furia. Volevo anche fotografare quanto della nostra esistenza era rimasto su quei muri miserabili, su quei tappeti schiacciati dai passi degli altri, dentro quelle lenzuola bagnate dei nostri umori. Volevo capire, volevo imparare, volevo disperatamente sapere se c’è un modo – o se non c’è – di disegnare una stanza dove si possa trattenere l’esistenza. Tenere l’esistenza almeno per il fondo della camicia. Anche soltanto per un po’. Ormai mi sono convinto che è quasi impossibile. Ma forse non del tutto impossibile. [ Fotografie, 1995] |
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| Testo tratto da: http://it.wikiquote.org/wiki/Ettore_Sottsass | Fidanzati. La mia fidanzata saluta l’architettura, Grecia 1978
Ettore Sottsass © |
E’ in corso l’ultima mostra che lo ha visto ancora vivo, è allestita
a Trieste, il titolo è “Vorrei sapere perché. Una mostra su
Ettore Sottsass” offre l’opportunità di ripercorrere la sua luminosa
carriera.
| Il titolo della mostra riconduce ad una delle riflessioni che Sottsass ha scritto a proposito dei templi indiani ed è una frase che può, in qualche modo, esemplificare l’approccio alle cose del maestro: “Senza che io sappia cosa sono, le forme di pietra hanno il senso del sacro, sacro per sempre. Vorrei sapere perché”. Le molte esperienze di Sottsass vengono qui indagate sul filo di una essenziale raccolta di opere disposte in sette aree tematiche: disegno industriale (design), architettura, | ![]() | |
| Casa - India - 1988
Ettore Sottsass © |
| “Io penso ad una mostra piccola ma molto emozionante; mi piacerebbe che uscissero piangendo, cioè con un’emozione”.
Così Ettore Sottsass ha commentato l’unica mostra italiana per i suoi novanta anni. |
Dove: Salone degli Incanti dell’ex Pescheria (Riva Nazario Sauro)
- Trieste
Periodo: sino al 2 marzo 2008
Orari: dalle 10.00 alle 19.00, chiuso il martedì.
Ingresso: intero 6 Euro - ridotto 4 Euro. Riduzione anche per i visitatori del Castello di
Miramare
Info: 040 3226862
| Mostra ideata e curata da: Alessio Bozzer, Beatrice Mascellani e Marco Minuz. Organizzata da: Associazione Culturale Terredarte con la collaborazione ed il Main Sponsor: Calligaris, Valcucine, Casinò Municipale di Venezia. | ![]() |
Catalogo: a cura di Alessio Bozzer, Beatrice Mascellani e Marco Minuz, bilingue italiano/inglese, 256 pagine a colori, edizioni Electa, Milano.
Allestimento: Beatrice Mascellani con la collaborazione di Chiara Lamonarca.
| Ettore Sottsass - Biografia dell’architetto-artista (o “artitetto” come lo definì Achille Bonito Oliva) | |||
| Nacque ad Innsbruck, in Austria il 14 settembre del 1917 e scomparso recentemente il 31 dicembre 2007. Era architetto e designer, ma Ettore Sottsass jr comincia la sua carriera di architetto collaborando con il | |||
Creatore di oggetti che hanno fatto la storia del design, Sottsass si considerava, data la sua formazione, essenzialmente un architetto. infatti in architettura si laureò presso il politecnico di Torino nel 1939 iniziato poi a collaborare con il padre. Tra | |||
Nel 1947 Sottsass jr apre il suo studio di architettura e design. I suoi lavori sono caratterizzati da una grande attenzione ai rapporti con l’ambiente circostante e da una grande cura per i materiali e il colore. Nel 1949 sposa Fernanda |
Fernanda Pivano, Porto Ercole 1966 Ettore Sottsass © | ||
Nel 1954 Ettore Sottsass Jr. entra a far parte, insieme a Enrico Baj, Pierre Alechinsky, Karel Appel, Karl Otto Gotz ed Anders Osterlin, del Movimento internazionale per una Bauhaus immaginista. Il raggruppamento viene fondato nel 1953 da Asger Jorn in contrapposizione alla Hochschule fur Gestaltung di Max Bill. Il movimento è una reazione alla stanca ripetitività dell’astrazione geometrica in favore di una ricerca artistica libera. Nel 1955 ad Alba nasce il primo laboratorio di esperienze immaginiste del movimento internazionale per una Bauhaus immaginista. Nel 1956 si svolge ad Alba il Primo congresso mondiale degli artisti liberi. | |||
| Dopo il rientro in Italia comincia ad occuparsi principalmente di design. Inoltre dipinge ed aderisce al Mac (Movimento arte concreta). Nel 1958 avvia la fruttuosa collaborazione con Olivetti da cui nascono una serie di storici oggetti di design. Nello stesso anno progetta, per Olivetti la calcolatrice “Logos 27” e le macchine da scrivere “Praxis 48” (1964), “Tekne” (1964) e “Valentina” (1969), con Perry King, macchina da scrivere portatile rosso fuoco che nel 1970 fa ottenere ad Ettore Sottsass il “Compasso d’oro” ed entra a far parte della collezione permanente del Moma (Museum of Modern Art) di New York. Sempre per Olivetti realizza il sistema per ufficio “Synthesis 45” un insieme di arredo costituito da scrivanie, mobili, contenitori e sedie. | |||
| Nel 1980 fonda lo studio Sottsass associati con il quale tra il 1980 ed il 1983 rinnova l’aspetto dei negozi Fiorucci. Nel 1981 fonda insieme ad Hans Hollein, Arata Isozaki, Andrea Branzi, Michele De Lucchi ed altri il gruppo “Memphis”, un autentico laboratorio di idee creative, che realizza opere che tengono conto delle relazioni tra oggetto, ambiente ed architettura e nelle quali alla funzionalità è anteposto il valore simbolico, emotivo e rituale. | |||
Nel 1981 Ettore Sottsass Jr. fonda con Hans Hollein, Arata Isozaky, Andrea Branzi e Michele de Lucchi (in seguito si uniranno altri designer) il gruppo Memphis. Il gruppo, che percorreva la strada aperta dallo studio Alchimia e dal “radical design”, è protagonista di una vera e propria rivoluzione nel design e si caratterizzava per un alto livello di sperimentazione. Al centro della ricerca portata avanti dai componenti vi è l’emozione, che viene anteposta alla funzionalità, e il valore simbolico, rituale degli oggetti. La filosofia simbolica e rituale della totemica scultura domestica del | |||
Dopo essersi inizialmente occupato dei progetti di alcune residenze popolari per l’Ina-casa a Milano, applica i principi riportati sopra nel progetto di “casa Wolf” (1987-1989) a Ridgway nel Colorado, edificio in cui sono rinvenibili tracce del linguaggio artistico maturato durante le esperienze di studio Alchimia e del gruppo “Mamphis”. “Casa Olabuenaga” (1989-1997) a Maui nelle isole Hawaii è, invece, caratterizzata da un gioco di frammentazione e ricostruzione di volumi colorati e da una grande terrazza in legno dalla quale si gode di un’ottima vista sul mare. | |||
| Del 1988-1989 è il progetto per “Casa Bischofberger” in Puglia, residenza che affaccia sul mare per il famoso collezionista d’arte mentre del 1992 è il progetto per il complesso polifunzionale Central Court a Kuala Lumpur in Malesia, un centro commerciale (comprendente negozi, bar, ristorante, uffici ed un grande albergo) situato in un quartiere popolare della città. Tra il 1994 ed il 1998 realizza gli interni dell’Aeroporto Malpensa 2000 a Milano. | |||
| “Fotografo per fermare la memoria”. Nel 2004 venne allestita una mostra a suddivise in tre tematiche con scene, volti, paesaggi, velati di atmosfere a tratti neorealiste, presso il Museo di Capodimonte, a cura di Achille Bonito Oliva. Fu la prima retrospettiva dedicata al lavoro fotografico di Ettore Sottsass.
° “Che cos’è”, indagine sul disagio umano, rappresentato anche ° “Metafore”, nitida ° “Rocce”, Nel testo introduttivo del catalogo il celebre architetto rivelò: “Ero orribilmente curioso, questo tutto. Ero così curioso di tutto | ![]() | ||
| Disegni per le necessità degli animali
Disegno di un aeroporto per millepiedi, Alpi Val Badia 1976 Ettore Sottsass © | |||

Stefano Scipioni













