
Gli anni ’50 e ‘60 verranno sempre ricordati come anni di novità straordinarie.
Dall’introduzione del primo TV a colori al successo di Elvis Presley, la rivoluzione culturale, i Rolling Stones, il primo uomo sulla Luna, sono stati anni di primati. Fu anche il momento in cui Olympus avrebbe cambiato il volto della fotografia per sempre, semplicemente seguendo un’idea: creare una fotocamera così semplice da usare e da trasportare come una penna.
Ecco come accadde che nel 1959 un’elegante macchina fotografica cominciò a portare la fotografia alla gente comune.

Yoshihisa Maitani: il padre di un design leggendario
La storia della serie Pen è profondamente legata a quella del suo designer.
Yoshihisa Maitani non si sarebbe mai immaginato che il suo hobby lo avrebbe reso un giorno una leggenda della fotografia. Dopo due anni di training in Olympus, cominciò a disegnare. La sua carriera lo avrebbe visto protagonista dello sviluppo di molte fotocamere rivoluzionarie, pietre miliari della storia della fotografia.
1959: la prima pietra
Nell’anno in cui la prima Barbie e la prima Mini videro la luce e in cui Marilyn Monroe fece storia al cinema con “A qualcuno piace caldo”, Olympus lanciò la prima generazione di fotocamere Pen. Per Maitani, il processo creativo ebbe inizio con l’idea di realizzare una fotocamera che potesse essere comprata con 6.000 yen, ovvero l’equivalente di un salario mensile. Il modello mezzo-formato poteva disporre delle superbe performance fotografiche e dell’eccellente portabilità dell’obiettivo D-Zuiko.
Anni ’60 e oltre: il boom delle fotocamere mezzo-formato
Contemporaneamente alla nascita della Pop Art, anche la Pen fece la sua rivoluzione. Questa fotocamera mezzoformato utilizzava la pellicola 35mm standard a metà del formato di esposizione previsto. Le sue dimensioni compatte provocarono un boom che sarebbe durato per tutti gli anni ’60 e ’70.
Fino al 1961, in ogni caso, il 98% delle macchine fotografiche era acquistata da uomini. In quell’anno l’introduzione della Olympus Pen EE vide crescere la percentuale delle acquirenti femminili al 33%. Il segreto del successo della Pen stava nel fatto che era una fotocamera utilizzabile semplicemente premendo un tasto.
Dopo questa vera e propria esplosione sul mercato, la Pen continuò la sua evoluzione. Condividendo la ribalta con personaggi del calibro dei Beatles, con la minigonna, ed Andy Warhol, alla Pen EES fece seguito la Pen D e quindi la F nel 1963. Presentata come la prima reflex mezzo-formato del mondo, poteva essere utilizzata con 20 obiettivi intercambiabili.
Un’altra popolare fotocamera della serie Pen, la Pen FT, venne alla luce nello stesso momento di Star Trek e del primo trapianto di cuore artificiale nel 1966. Con più di 17 milioni di pezzi venduti, la Pen è una delle serie più popolari e di successo di sempre. Oggi, i pezzi da collezione più ricercati sono scambiati a prezzi incredibili.

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Stefano Scipioni








