I progressi della tecnologia resero le macchine fotografiche reflex accessibili a tutti come mai prima. Dal continuo flusso di idee rivoluzionarie degli anni ’60 all’esplosione di nuovi stili nella musica e nella moda, questo momento storico fu caratterizzato da idée grandiose e da un decennio di innovazioni culturali.
In questo scenario, Olympus lanciò la Serie OM, che nel 1973 ebbe nella OM-1 la sua capostipite.
Foto: La pubblicità OM-2
by Helmut Newton
Una OM, due nomi Il debutto della Serie OM, con il primo modello chiamato in origine Maitani 1 o M-1, provocò un certo subbuglio nel mercato a tal punto che Leica alla fine chiese ad Olympus di modificarne il nome. Solo allora la fotocamera venne chiamata OM-1, la più piccola e leggera reflex 35mm al momento del suo lancio.
Olympus concentrò in essa tali e tante tecnologie d’avanguardia che riuscì a creare un modello compatto, durevole e
affidabile.
Innovare con il meglio Proprio quando le navicelle spaziali Apollo e Soyuz venivano predisposte per uno storico aggancio americano-sovietico, Olympus presentava la sua meraviglia tecnologica, la OM-2, che entrava a far parte della Serie OM nel 1975. Disponeva di un sistema di esposizione automatica (AE) a priorità di diaframmi e per la prima volta al mondo aveva un sistema di misurazione diretta TTL. Perfino l’icona della fotografia Helmut Newton lavorò con questa macchina a conferma delle eccezionali performance della OM-2 realizzando una pubblicità con un nudo sensuale che ebbe risonanza in tutta Europa.
La tendenza continua
Nel 1983, la popolazione mondiale aveva raggiunto i 4,7 miliardi, il film Gandhi vinceva l’Oscar per la miglior fotografia e Olympus aveva svelato la macchina fotografica Serie OM perfetta – la OM-4.
Corredata da un sistema di misurazione della luce fino a otto letture spot, tempi di posa più veloci fino a 1/2000 sec., tecnologia di misurazione diretta e un sistema di lettura dati nel mirino, questo modello orgogliosamente si qualificava come una fotocamera reflex di fascia alta.

Di lì a poco, Olympus realizzava la nuova nata della Serie OM – la OM-3. Questa fotocamera del 1984 aveva un otturatore meccanico che poteva lavorare ad una velocità fino a 1/2000 sec. anche senza batteria, grazie ad un meccanismo a otturatore a tendina. La OM-3 disponeva anche di un sistema significativamente compatto di controllo dei tempi e dei tempi lunghi, oltre alla possibilità di passare da un’esposizione ponderata centrale a quella spot con letture multiple.
Mentre “Thriller” di Michael Jackson scalava le classifiche di tutto il mondo, il 1984 vide la nascita della Olympus OM-
2SP (Spot/Program). Era la prima fotocamera Serie OM ad avere un sistema di controllo dell’esposizione programmata.
A questa avanzata fotocamera reflex fece seguito subito dopo l’introduzione di obiettivi intercambiabili realizzati per avere performance ideali con controllo programmato dei diaframmi.
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Stefano Scipioni








