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Tokyo in eclisse

Daniele Dainelli - Il lavoro fotografico di un giovane autore italiano nella Tokyo del nuovo millennio

Tokyo in eclisse Raccolta di immagini di Daniele Dainelli che raccontano il presente della città lasciandone immaginare il futuro: difficile e disumanizzante, ma con un fascino cui è difficile resistere.

Dove: Forma - Centro Internazionale Di Fotografia - Piazza Tito Lucrezio Caro 1 - Milano
Perodo: sino al 6 settembre 2009
Orario: Tutti i giorni dalle 11 alle 21 - Giovedì e Venerdì dalle 11 alle 23. Chiuso il Lunedì
Biglietti: 7.50 euro Ridotto 6 euro Scuole 4 euro
Info: 0258118067 - info@formafoto.it - www.formafoto.it

1962. A Firenze per vedere e girare l’eclisse di sole. Gelo improvviso. Silenzio diverso da tutti gli altri silenzi. Luce terrea, diversa da tutte le altre luci. E poi buio, immobilità totale. Tutto quello che riesco a pensare è che durante l’eclisse probabilmente si fermeranno anche i sentimenti. È un’idea che ha vagamente a che fare con il film che stavo preparando, una sensazione più che un’idea, ma che definisce già il film quando ancora il film è ben lontano dall’essere definito. Michelangelo Antonioni

L’Eclisse di Antonioni rappresenta per Daniele Dainelli e le sue foto su Tokyo un riferimento, una conferma, un’ispirazione, un possibile traguardo. Come nel celebre film, Dainelli ha cercato nella città asiatica – metropoli contemporanea per eccellenza ed emblema di un futuro ormai più che presente – la stessa “alternanza di rumore e caos, di lunghi silenzi e paesaggi di architetture fredde, geometriche”.

Anche qui i personaggi si muovono senza comunicare tra loro e l’universo degli oggetti sembra avere la stessa muta e incombente presenza degli umani. Daniele Dainelli ha percorso Tokyo cercando invece in questa città i possibili riferimenti di un luogo che può, e deve, diventare familiare, quotidiano, abituale ma pur tuttavia rimane distante, immerso in una sorta di eclisse che tutto trasforma e rende lontano. Nella luce fredda di Tokyo in eclisse, i dettagli della realtà diventano piccole metafore di un’esistenza transitoria, di passaggio, fatta di frammentate immagini e sentimenti inespressi.