Onora il padre e la madre. Badanti

Un viaggio nel mondo dell’immigrazione femminile che spesso si snoda lungo percorsi dove l’illegalità e i soprusi dominano inaspettatamente

Obiettivo Donna, logo Dal 27 febbraio al 9 aprile 2010 STORIE Obbiettivo Donna rassegna annuale di sguardi al femminile è nata con lo scopo di sottolineare il ruolo delle donne nel panorama fotografico contemporaneo. Organizzata e prodotta da Officine Fotografiche giunge quest’anno alla sua Vª edizione.

L’evento è patrocinato dalla Regione Lazio e dall’Assessorato alle Politiche Culturali e alle Pari Opportunità del Municipio XI del Comune di Roma. Ogni anno Obbiettivo Donna propone un tema specifico. Sguardi al femminile il cui filo conduttore è l’espressione e la ricerca soggettiva. Quest’anno la rassegna è dedicata alle Storie.

Onora il padre e la madre. Badanti. Immagini di Roberta Valerio
Mostra a cura di Caterina Ferri. L’esposizione è accompagnata dal catalogo, con testi e interviste di Franca Rigoni è stata prodotta e curata dal’Associazione Culturale VicinoLontano di Udine.

Dove: Officine Fotografiche Ass.ne Culturale | Via Casale de Merode 17/a - 00147 Roma
Quando: Inaugurazione sabato 27 marzo ore 19
Periodo: dal 27 marzo al 9 aprile 2010
Orario: Dal lunedì al venerdi dalle 16.30 alle 19.30
Ingresso: gratuito

La mostra avvicina la badante alla nostra comprensione e ci trasferisce, con l’obiettività della macchina fotografica, il vissuto e il vivendo di questo familiare di riserva cui abbiamo legato la nostra quotidianità. Danuta, Halyna, Ioana e Vera sono le protagoniste del reportage di Roberta Valerio.

Provenienti dall’Est europeo, lavorano in provincia di Udine, città da sempre considerata una porta verso oriente. Onora il padre e la madre. Badanti, è nato dall’incontro personale con questo mondo nel quale l’autrice ha racchiuso la condizione esistenziale e psicologica di questa figura professionale, rappresentandone la doppia esistenza legata al “trasloco” di emozioni, sentimenti e affetti.
Per Roberta Valerio «i reportage migliori sono quelli che nascono da dentro. Nel 2004 ho cominciato a raccontare la storia di Nada, una badante croata con la quale ero entrata in confidenza, veniva spesso a casa nostra, prendeva il caffè con la mia famiglia e scambiavamo due chiacchiere». Poi aggiunge: «Di Nada conoscevo solo una porzione di vita: quella che trascorreva a Udine». Per ogni storia c’è sempre la doppia faccia della medaglia, i due risvolti di una situazione. Così è nato il racconto della doppia vita di Nada che per metà mese viveva in pantofole a Udine mentre negli altri quindici giorni tornava in Croazia dalla sua famiglia. Un mercato che ora è cambiato molto. L’ingresso di nuovi Paesi nella Comunità europea ha modificato la provenienza delle badanti.

Queste donne abitano ormai le nostre case per svolgere quelle mansioni che tradizionalmente erano delegate alle figure femminili della famiglia, come la cura e l’assistenza degli anziani. Roberta Valerio come per Nada ha seguito queste quattro donne nel periodo annuale in cui, durante le feste, tornano nei loro Paesi d’origine: Vera in Moldova, Danuta in Polonia, Halyna in Ucraina, Ioana in Romania. Il significato intrinseco del titolo Onora il padre e la madre. Badanti, è legato alla doppia esistenza di ognuna di loro che le vede donne e madri di figli lontani.

Roberta Valerio è entrata nel profondo delle loro vite raccogliendo sentimenti ed emozioni diverse. Per tutte il rientro a casa diventa un trasferimento fugace di affetti e tradizioni, consumati velocemente per far ritorno poi in Italia, il cui arrivo e soggiorno rende necessario costruire altre relazioni.
L’esperienza di queste donne si trasforma a volte nell’approdo ad una condizione di solitudine ed estraniamento, che a sua volta si rispecchia in un’altra forma di isolamento: quella dell’anziano, anello debole e indifeso delle società occidentali.

Le immagini mostrano come in questo scambio di sofferenze, permeato di intimità tra due persone appartenenti a mondi molto diversi, talvolta si riesca a stabilire un vero e proprio dialogo interculturale, in grado di attivare anche nuove forme di solidarietà e relazioni interpersonali che vanno oltre il rapporto di lavoro.

Una serie di scatti raccontano infine l’itinerario del viaggio, fondato sul complesso e redditizio “sistema dei pulmini”: una sorta di industria parallela del viaggio dell’immigrato. Per il rientro a casa si sono formate vere e proprie compagnie parallele per il trasporto delle persone, attrezzati per garantire un efficientissimo e vantaggioso, oltre che redditizio, incontro tra domanda e offerta.

Roberta Valerio (dalla quale ci eravamo già occupati) è nata a Udine nel 1973. Si è laureata in legge all’Università di Bologna e dal 1988 vive a Parigi.
Fotografa indipendente, si occupa di questioni sociali, studiando e registrando con il suo obbiettivo i mutamenti della società contemporanea.
Ha lavorato come stampatrice all’Agenzia Magnum Photos di Parigi. Inoltre ha partecipato al XI Premio Internazionale Luis Valtueña della Fotografia Umanitaria 2007, organizzato da Médicos del Mundo; al premio AIdda della fotografia sociale e documentaria 2003. Ottenendo la Coup de Coeur 2006 per la Bourse de Talent 28, curata da Photographie.com. Sue foto sono state esposte nel 2007 alla Commission Européenne di Parigi.
I suoi reportage sono stati pubblicati da riviste italiane e internazionali.

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Foto di Roberta Valerio

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