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L’istante e la sua ombra

La fotografia è lo strumento concettuale per eccellenza, lo dimostra il volume dedicato all'ombra

Jean-Christophe Bailly. L'istante e la sua ombraJean-Christophe Bailly (scrittore, poeta e drammaturgo francese) espone la sua teoria sul valore concettuale dell’ombra, prendendo spunto da una tra le 24 tavole di “The Pencil of Nature” scritto da William Henry Fox Talbot (inventore della “Calotipia”, una delle tante esperienze sul procedimento fotografico).

Nel primo volume fotografico della storia è presente una fotografia il cui soggetto è un covone di fieno appoggiata al quale è poggiata una scala, proiettando un’ombra netta.

Questa immagine emana una forza singolare, che permette di interrogarsi sull’apparizione stessa dell’immagine e su ciò che essa conserva del tempo che scorre inesorabile. L’ombra è l’oggetto di una vertigine tutta particolare.

Lo scopo del libro di Jean-Christophe Bailly, curato da Elio Grazioli, è di indagare su ciò che assimila eventi diversi il cui comun denominatore sono le traccie che la luce lascia come l’orma del tragico evento di Hiroshima simbolizzato dall’impronta lasciata sul muro dall’uomo spazzato via dall’esplosione della bomba atomica.
Bailly elabora un vero e proprio racconto di formazione che interroga la potenza di finzione di queste apparizioni. Tra la pace della campagna inglese e la violenza annientatrice della bomba atomica è il destino stesso della fotografia che viene messo in gioco.

I quesiti sono:
Che cos’è una ripresa fotografica?
Che cosa vi si deposita?

Elio Grazioli, curatore del testo, insegna Storia dell’arte contemporanea e Teoria e storia della fotografia all’Università degli Studi di Bergamo e l’Accademia di Belle Arti di Bergamo. Dirige con Marco Belpoliti il semestrale monografico “Riga” ed è il curatore di “Fotografia Europea”, la manifestazione internazionale di fotografia che si tiene annualmente a Reggio Emilia dal 2006. È stato redattore della rivista d’arte contemporanea “Flash Art” (Giancarlo Politi ed., Milano) dal 1981 al 1989; ha diretto la rivista d’arte contemporanea “Ipso Facto”.

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La fotografia è lo strumento concettuale per eccellenza, lo dimostra il volume dedicato all'ombra

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