Il progetto di realizzare - in occasione del 150° dell’Unità d’Italia - il Museo della fotografia ove rappresentate i valori della storia dell’Italia pre e post unitaria incontra ostatoli di diversa natura, ufficialmente eoconomici.
Il Museo della fotografia è solo uno degli elementi che caratterizzeranno (o avrebbero potuto caratterizzare?) l’appuntamento con la Storia.
Al centro dell’articolata iniziativa il presidente della Triennale Davide Rampello il qualità di proponente di quel grande progetto per il quale aveva già trovato un nome, Triennale Immagine.
«Il museo della fotografia — spiega Rampello — per ora è accantonato perché il governo, contrariamente alle promesse fatte, non ha stanziato circa venti milioni per le celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Noi però continuiamo a perseguire il nostro progetto e cercheremo il modo di farlo comunque: Milano lo merita e ne ha bisogno».
Già qualche mese fa il progetto aveva attratto interessi trasversali, rispetto alla portata culturale e di promozione della città di Milano, con l’ipotesi - avanzata dall’Unione del Commercio - di far realizzare un museo della Fotografia nella Galleria Vittorio Emanuele II, magari con l’idea di sfruttarne la capacità attrattiva piuttosto che esaltarne il valore di testimonianza d’arte.
Ma Davide Rampello era già determinato nel volere per il Museo uno spazio adeguato, cioé all’Ansaldo dove dovrebbere sorgere anche la “Città delle culture” progettata dall’architetto David Chipperfield. L’idea nacque all’epoca del Governo Prodi. Rutelli, ministro dei Beni culturali, chiese al sindaco Letizia Moratti se avesse progetti da finanziare attraverso i fondi del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, previsto per l’anno prossimo. La Moratti interessò girò la proposta a Rampello.
La zona dove insiste l’Ansaldo - Via Torlonia - è considerata il luogo ideale sia per gli ampi spazi sia perché crocevia di studi fotografici, laboratori di designer, gallerie d’arte.
I finanziamenti erano stati già promessi: 21 milioni di Euro circa, offerti dal commissariato per le celebrazioni dell’Unità d’Italia, aggiunti ad altri 28 miliori erogati direttamente dal Comune di Milano, nell’ambito del progetto di riconversione dell’ex Ansaldo.
Il progetto non si limita alla realizzazione del Museo in quanto struttura espositiva, ma con i suoi circa 5 mila metri quadri, saranno allestite sale espositive, laboratori, residenze per artisti. Inoltre, sfruttando gli ampi scantinati sotterranei della vecchia fabbrica Ansaldo - adeguatamente climatizzati - ospiteranno gli archivi dei grandi fotografi milanesi e la Biblioteca dell’Immagine del Comune.
Come andrà a finire non possiamo saperlo, auguriamoci che l’ipocrisia con cui vengo assunti i provvedimenti in tema di finanza non abbia il sopravvento anche sulle occasioni di espressione e sviluppo culturali e storiche del Paese.

Stefano Scipioni








