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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Italian Film Festival di  Stoccolma</title>
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	<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
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    <category>musikanten</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>È napoletano il fondatore e direttore<br />
della rassegna Vincenzo Esposito, storico del cinema e studioso di cultura<br />
scandinava, e c&#8217;è qualcosa di partenopeo in alcuni film disseminati nelle<br />
varie sezioni, da «L&#8217;ora di punta» (il regista Vincenzo Marra) a «La ragazza<br />
del lago» (gli interpreti Toni Servillo e Nello Mascia), da «Santa Maradona»<br />
(uno dei protagonisti Libero De Rienzo, nella foto) a «Lascia perdere,<br />
Johnny!» (l&#8217;intero cast) e i sei cortometraggi «made in Naples» della<br />
sezione curata dalla Scuola di cinema e televisione di Napoli Pigrecoemme.<br />
Esposito ha scelto prodotti di qualità che hanno avuto gli esiti commerciali<br />
più diversi. Della sezione «Panorama» fanno parte tra gli altri «La cena per<br />
farli conoscere» di Avati, «I demoni di San Pietroburgo» di Montaldo,<br />
«Valzer» di Salvatore Maira, «La giusta distanza di Mazzacurati». La sezione<br />
«Retro» comprende «Notte prima degli esami», «Texas», «L&#8217;aria salata», «La<br />
spettatrice», «Ballo a tre passi», mentre per il «Focus On» sul rapporto<br />
cinema-musica gli spettatori svedesi potranno vedere anche «Piano, solo» e<br />
l&#8217;«invisibile» «Musikanten» di Battiato. Il festival è organizzato con l&#8217;Istituto<br />
italiano di cultura di Stoccolma e la Federazione italiana dei circoli del<br />
cinema.</p>
<p>IlMattino</p>
 
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della rassegna Vincenzo Esposito, storico del cinema e studioso di cultura
scandinava, e c&amp;#8217;è qualcosa di partenopeo in alcuni film disseminati[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>OmaggioAlMaestro</title>
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	<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
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    <category>coverband</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>12/10/2008 - Live al Geronimo&#8217;s Pub (Roma)<br />
Via Appia Vecchia Sede, 57 - Roma<br />
Info Line 06/9309344 - www.geronimospub.com</p>
<p>www.omaggioalmaestro.com</p>
 
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	<description>12/10/2008 - Live al Geronimo&amp;#8217;s Pub (Roma)
Via Appia Vecchia Sede, 57 - Roma
Info Line 06/9309344 - www.geronimospub.com
www.omaggioalmaestro.com</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Milo è «città del vino e della musica»</title>
	<link>http://guide.supereva.it/franco_battiato/interventi/2008/09/338270.shtml</link>
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	<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
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    <category>franco_battiato</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Milo è anche il paese dove si produce il bianco<br />
superiore doc unico nel territorio etneo, e così il paese diventa «città<br />
della musica e del vino Etna bianco superiore» come mostra il marchio che il<br />
sindaco Giuseppe Messina ha presentato in una tavola rotonda.<br />
Nell&#8217;incontro condotto dal giornalista Turi Caggegi, il cantautore Battiato<br />
ha parlato del suo rapporto con Milo, del suo incontro con i grandi vini,<br />
della scoperta della scomparsa Giuni Russo, alla quale sarà dedicato un<br />
premio musicale di prossima istituzione, del film che ha girato in queste<br />
contrade che continua ad apprezzare, tanto da affermare, senza esitazione,<br />
«non potrei pensare di lasciare questo paese dove si sta bene».<br />
Raccogliendo una domanda di Caggegi sullo sviluppo ecosostenibile il sindaco<br />
ha detto che Milo è riuscito a mantenere l&#8217;aspetto rurale nonostante le<br />
difficoltà di conciliare lo sviluppo con la conservazione mentre il<br />
vicesindaco ha sottolineato la disponibilità del Comune a favorire quanto<br />
tende al recupero del territorio come i terrazzamenti, i muri a secco, le<br />
case rurali. «Valorizzare il territorio è anche creare nuove risorse» ha<br />
detto Marco Nicolosi dell&#8217;azienda Villagrande, il produttore Giuseppe<br />
Benanti ha lanciato il progetto di una cantina dove vinificare il vino dei<br />
piccoli produttori per poi restituirlo loro imbottigliato. Per l&#8217;enologo<br />
Salvo Foti si deve mirare ormai all&#8217;eccellenza di un prodotto che è sempre<br />
più l&#8217;espressione di un territorio. Fabrizio Montepara, vicepresidente<br />
dell&#8217;associazione Città del vino e responsabile della Res tipica, ha parlato<br />
del recupero dei vitigni autoctoni.<br />
La Sicilia</p>
 
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superiore doc unico nel territorio etneo, e così il paese diventa «città
della musica e del vino Etna bianco superiore» come mostra il marchio che[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Un altro pianeta</title>
	<link>http://guide.supereva.it/franco_battiato/interventi/2008/09/337670.shtml</link>
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	<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
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    <category>niente_e_come_sembra</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Antonio Merone nel film è Salvatore, &#8220;il vaso di pandora&#8221; che farà saltare<br />
le proprie contraddizioni e quelle di tutti gli altri. Ovvero un gruppo di<br />
persone che Salvatore incontra una mattina in spiaggia, trascorrendo con<br />
loro un&#8217;intera giornata, tra incidenti e rivelazioni.<br />
&#8220;Il tema forte del film è proprio l&#8217;incontro con l&#8217;altro. - dice il regista<br />
Stefano Tummolini - Grazie al confronto e all&#8217;esperienza reciproca, ogni<br />
personaggio è costretto alla fine di quella giornata a gettare la maschera,<br />
rivelando cosa si nasconda dietro la scorza dura dell&#8217;apparire. Un tema<br />
centrale in un&#8217;epoca, quella televisiva, dominata dal travestimento&#8221;. Una<br />
via all&#8217;autenticità che i due autori - lo stesso Tummolini e Merone -<br />
imboccano a partire dalla sessualità: &#8220;Le persone sono pianeti complessi -<br />
dichiara Merone - e la sessualità è uno degli elementi che ci definisce. Ci<br />
siamo divertiti a giocare con i luoghi comuni sul sesso, specie quelli che<br />
riguardano gli omosessuali. Volevamo ribaltarli. Ma l&#8217;orientamento sessuale<br />
è stato solo il punto di partenza per affrontare il problema dell&#8217;identità&#8221;.<br />
Una settimana di riprese, 1000 euro di budget, Un altro pianeta, è un film<br />
autoprodotto, realizzato grazie all&#8217;entusiasmo e alla partecipazione di un<br />
cast che solo adesso, ridendo, lamenta &#8220;di essere stato costretto al<br />
digiuno&#8221;. Prezioso il contributo alle musiche di un giovane musicista<br />
napoletano, Francesco Maddaloni, che ha realizzato ex novo la colonna<br />
sonora, mentre per il brano Mediterranea di Giuni Russo fondamentale è stato<br />
l&#8217;assenso di Caterina Caselli (Sugar Music, ndr). Ma il tempo delle vacche<br />
magre sta per finire. Il film ha già un distributore: sarà la Ripley&#8217;s Film<br />
a portare Un altro pianeta nelle nostre sale.</p>
<p>Gianluca Arnone - cinematografo.it</p>
 
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le proprie contraddizioni e quelle di tutti gli altri. Ovvero un gruppo di
persone che Salvatore incontra[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Si sente un corpo estraneo nel mondo della musica</title>
	<link>http://guide.supereva.it/franco_battiato/interventi/2008/09/337587.shtml</link>
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	<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
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    <category>franco_battiato</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;IL VUOTO&#8221;, IL NUOVO ALBUM DI BATTIATO</p>
<p>CERCO UN CENTRO DI GRAVITA&#8217; PERMANENTE</p>
<p>di Gigi Vesigna</p>
<p>Si sente un corpo estraneo nel mondo della musica, ma continua a farla.<br />
Ancora alla ricerca del senso della vita.</p>
<p>Non c&#8217;è angolo della musica che non si sia divertito a esplorare, lui, che i<br />
critici chiamano &#8220;maestro&#8221;. Ha venduto tre milioni di copie con un solo<br />
disco, La voce del padrone, che conteneva la celeberrima Centro di gravità<br />
permanente; ha vinto il Festival di Sanremo regalando ad Alice Per Elisa e<br />
ha scritto per Giuni Russo Un&#8217;estate al mare, canzone apparentemente<br />
commerciale, spiritosamente demenziale, che è stata un successo clamoroso.<br />
Sempre lui, che ha scritto tre o quattro opere liriche, per una delle quali,<br />
L&#8217;Egitto prima delle sabbie, gli è stato attribuito nel 1977 il premio<br />
Stockhausen come miglior composizione per pianoforte.       Eccolo qui<br />
Franco Battiato, l&#8217;asceta, quello che un critico ha definito &#8220;lo sciamano<br />
della canzone d&#8217;autore&#8221; e Gianni Borgna, esperto musicofilo, ha &#8220;bollato&#8221;<br />
come &#8220;arabo mitteleuropeo&#8221;, mentre il pianista jazz Giorgio Gaslini ha<br />
gratificato come uno che fa &#8220;musica totale&#8221;.</p>
<p>a.. Te le ricordavi queste definizioni?</p>
<p>«Di me ne hanno dette tante, spesso divertenti e qualche volta persino<br />
azzeccate. Credo che il mondo della musica mi consideri una specie di corpo<br />
estraneo, forse proprio perché la musica la conosco bene, anche se mi rendo<br />
conto che non ho mai finito di impararla».</p>
<p>a.. Hai lasciato il tuo rifugio di Milo, un paesino a due passi da<br />
Catania, per venire a promuovere il tuo nuovo album, Il vuoto, il<br />
trentacinquesimo di una carriera iniziata tanti anni fa. Ti sottoponi alle<br />
nostre domande che subisci con grande fair play, respiri aria di<br />
multinazionale del disco, visto che debutti con la Universal: tutto questo<br />
mi fa venire in mente.</p>
<p>«So dove vai a parare.».</p>
<p>a.. Ma i lettori no. Mi riferisco a quel verso del tuo disco, Patriots,<br />
che diceva: «La musica contemporanea mi butta giù, mandiamoli in pensione i<br />
direttori artistici, gli addetti alla cultura, non è colpa mia se esiste l&#8217;imbecillità».<br />
Era la fine degli anni &#8216;70, ora sei ancora dello stesso parere?</p>
<p>«Oggi più di allora, i fabbricanti di musica non hanno ancora capito che la<br />
loro nave sta affondando, che si comportano come l&#8217;orchestra del Titanic,<br />
che suonava mentre la nave affondava. La tecnologia è avanzata, ma loro non<br />
se ne rendono conto. Chi compra più un disco, quando lo può scaricare dal<br />
computer, usare l&#8217;Ipod o persino ascoltare la musica sul telefonino? Pensa<br />
che dove vivo posso creare musica con un computer, un grande schermo e due<br />
tastiere. Poi, certo, vesto il tutto, come in questo album, con l&#8217;appoggio<br />
determinante della Royal Philarmonic Orchestra di Londra, e dei ragazzi del<br />
gruppo che mi accompagna nelle tournée, i PCS, i quali quest&#8217;anno saranno al<br />
Festival di Sanremo: a proposito hai già sentito la loro canzone?».</p>
<p>a.. Sì e l&#8217;ho trovata molto bella, potrebbero essere gli incompresi del<br />
Festival, come lo furono i Negramaro, che poi sono diventati grandi<br />
nonostante la bocciatura a Sanremo&#8230;</p>
<p>«Sono contento per loro, soprattutto perché hanno vestito di pop i miei<br />
ultimi concerti».</p>
<p>a.. Sei sfiduciato nei confronti dell&#8217;industria discografica, però fai un<br />
disco dopo quattro anni di silenzio&#8230;</p>
<p>«La musica può essere pensata a tavolino o ti può sgorgare dentro tanto<br />
impetuosa che sei costretto a scriverla e pensi che sia giusto farla<br />
conoscere. Di dischi ne ho venduti tanti: all&#8217;epoca di Centro di gravità<br />
permanente e di Cuccurrucuccu paloma ho venduto tre milioni di copie, ma<br />
erano altri tempi. L&#8217;importante, però, è esserci ogni tanto».</p>
<p>Il titolo del nuovo album, Il vuoto, è spiegato dallo stesso Battiato nella<br />
presentazione del disco: «È un vuoto che vuol dire libertà, l&#8217;esatto<br />
contrario dell&#8217;horror vacui tanto in voga in questi strani giorni. Il vuoto<br />
di senso dell&#8217;esperienza sociale che diventa un senso di vuoto in quella<br />
personale e si trasforma in un cieco iperattivismo, in un continuo imporsi e<br />
anteporre la propria libertà supposta a qualunque interferenza esterna». Si<br />
può riassumere nel verso che è la chiave per comprendere il pensiero di<br />
Battiato: «Tu sei quello che tu vuoi, ma non sai quello che tu sei».</p>
<p>Sono nove i nuovi pezzi che il cantautore propone nel suo album, tutti<br />
vestiti da una musica straordinaria. Tra l&#8217;altro, mi ha raccontato che<br />
durante l&#8217;incisione, a Londra, ha ottenuto un suono particolare, che si<br />
avverte benissimo anche al primo ascolto, portando gli archi ai limiti dell&#8217;atonalità.<br />
Ci trovi tutto il suo mondo, una spruzzata di Beatles in Stati di gioia, l&#8217;idiosincrasia<br />
per i luoghi comuni. In Era l&#8217;inizio della primavera ha adattato la musica<br />
di Cajkovskij a un testo di Tolstoj. «Qui», spiega, «il testo era in russo:<br />
l&#8217;ho tradotto in inglese e poi in italiano. Ma trovavo banale la parola<br />
amore, e l&#8217;ho trasformata in &#8220;umore&#8221; e il verso fila benissimo: &#8220;La<br />
primavera cominciò all&#8217;ombra di betulle come risposta al mio umore, lanciavi<br />
un&#8217;occhiata era l&#8217;inizio tra noi due, piangevo prima di te&#8221;».</p>
<p>a.. Dopo il pezzo che dà il titolo all&#8217;album, mi hanno incantato<br />
Aspettando l&#8217;estate e Tiepido aprile, che mi hanno immerso in un mondo<br />
bucolico che ormai si può solo sognare&#8230; <</p>
 
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CERCO UN CENTRO DI GRAVITA&amp;#8217; PERMANENTE
di Gigi Vesigna
Si sente un corpo estraneo nel mondo della musica, ma continua a farla.
Ancora[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Il ritratto di Franco Battiato</title>
	<link>http://guide.supereva.it/franco_battiato/interventi/2008/09/337584.shtml</link>
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	<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
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    <category>franco_battiato</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>di Maurizio Seymandi</p>
<p>Franco Battiato è nato a Jonia, oggi Riposto, in provincia di Catania,<br />
23/3/1945,: lascia la Sicilia a 17 anni per trasferirsi a Milano, suona la<br />
chitarra e compone le prime canzoni, il suo primo 45 giri La torre/Le<br />
reazioni non ha sucesso, meglio va un brano presentato a Un Disco per l&#8217;Estate,<br />
E&#8217; l&#8217;amore. Sul finire degli anni &#8216;60 dopo altri insuccessi (Bella ragazza,<br />
Marciapiede, Vento caldo) pubblicati per la Nuova Enigmistica Tascabile,<br />
decide di ritirarsi momentaneamente dal mondo discografico, trascorre un<br />
lungo periodo di studio e di ricerca, nel quale approfondisce la conoscenza<br />
della musica classica (Bach, soprattutto) e dirige la sua creatività verso<br />
la musica elettronica. Dal 1971 al 1978 presenta degli album sperimentali<br />
con assemblaggi di testo e voci, e testi esoterici: Fetus (1971, un disco<br />
sperimentale, già la copertina è un manifesto: la fotografia di un feto a<br />
simboleggiare la vita in senso universale), Pollution (1972, album<br />
programmatico in linea con i grandi fermenti ecologici), Sulle corde di<br />
Aries (1973, il tema dominante è la filosofia orientale), Clic (1974, album<br />
dedicato a Stockhausen), M.lle Le Gladiator (1975), Feedback (1976),<br />
Battiato (1977), Juke-box (1978), L&#8217;Egitto prima delle sabbie (1978), con<br />
questi brani Battiato si rivolge ad iniziati. In questi album sono però<br />
presenti alcuni temi del futuro Battiato fra i quali l&#8217;individuazione di un<br />
oriente culturale dai contorni mistici e poetici, situabile in senso lato in<br />
Asia minore, ma che apparirà poi come una sorta di trasposizione inconscia<br />
di una Sicilia fisicamente abbandonata e mitizzata nella memoria. Con il<br />
brano L&#8217;Egitto prima delle sabbie vince il premio Stockhausen. Nel 1979 ha<br />
inizio la svolta pop-leggera: L&#8217;era del cinghiale bianco (1979, l&#8217;animale<br />
nel linguaggio esoterico-storico della tradizione celtica è il simbolo dell&#8217;autorità<br />
spirituale), Patriots (1980),   i suoi testi sono vere e proprie alchimie<br />
letterarie, frutto di un gioco intellettuale raffinatissimo, allegro e<br />
crudele insieme, vi si trova di tutto: i Beatles e il ballo liscio, Carducci<br />
e Socrate, le rivoluzioni fallite e tutto lo &#8220;stupidario politico&#8221; degli<br />
anni passati. Collabora con il maestro Giusto Pio e con La voce del padrone<br />
(1981), supera il milione di copie raggiungendo le vette alte della<br />
hit-parade.  Trova anche il tempo per occuparsi di altri artisti: Alice (la<br />
sua Per Elisa vince il Festival di Sanremo 1981, successivamente Battiato<br />
scriverà per lei altri pezzi che compariranno nell&#8217;album della cantante<br />
Gioielli rubati), Giuni Russo, Milva, continua intanto il successo dei suoi<br />
album: L&#8217;arca di Noè (1982), Orizzonti perduti (1983), Echoes of the sufi<br />
dances (1985), Mondi lontanissimi (1985).  Il 27 aprile 1987 debutta al<br />
Teatro Regio di Parma con un&#8217;opera lirica, Genesi, dove, su temi desunti<br />
dalla Bibbia, ha modo di attuare contaminazioni felicissima fra elettronica<br />
e orchestra, voci di impostazione lirica ed interpreti pop, registrati nell&#8217;album<br />
Genesi (1987). Nel 1988 proprio mentre giornalisti e critici iniziano a<br />
parlare di un suo possibile abbondono del mondo della musica leggera,<br />
Battiato pubblica l&#8217;album Fisiognomica, cui segue Giubbe rosse (doppio live<br />
del 1989, compendio della sua carriera di cantautore).</p>
<p>Nel 1990 scrive la colonna sonora del film-tv Benvenuto Cellini, nel 1991<br />
pubblica l&#8217;album Come un cammello in una grondaia, dove riesce a far<br />
convivere la tragica denuncia di Povera Patria, con riarrangiamenti di opere<br />
classiche di Brahms, Beethoven e Bach. Nel 1992 presenta l&#8217;opera lirica di<br />
ispirazione mistica Gilgamesh, dedicato all&#8217;eroe orientale. Nel 1993 è la<br />
volta di Cafè de la paix, nel 1994 Messa arcaica, che l&#8217;autore presenta in<br />
molte chiese, e l&#8217;album live Unprotected. Poi il ritorno alla musica<br />
leggera, con L&#8217;ombrello e la macchina da cucire (1995), Battiato studio<br />
collection (1997), L&#8217;imboscata (1997), Battiato live collection (1998),<br />
Gommalacca (1998), e Fleurs (1999), che contiene sue riletture di La canzone<br />
dell&#8217;amore perduto, Era de maggio, Amore che vieni amore che vai e di altri<br />
classici. Con gli anni &#8216;90 si è aperta una nuova fase della carriera di<br />
Battiato, segnata dall&#8217;avvio della collaborazione per i testi con il<br />
filosofo Manlio Scalambro, a partire dal 1994 con l&#8217;opera Il cavaliere dell&#8217;intelletto.<br />
Lo studioso fornisce alle liriche delle canzoni una forte intensità<br />
poetico-letteraria proiettando il lavoro di Battiato su un terreno ancora<br />
più alto: il corpo delle canzoni ne risulta potenziato e il moralismo che<br />
aleggiava in alcune canzoni ne risulta potenziato e il moralismo che<br />
aleggiava in alcune canzoni dell&#8217;artista siciliano ora appare giustificato<br />
dallo sforzo poetico-filosofico di forte tensione. Nel 2000 Battiato cambia<br />
etichetta discografica e passa con la Sony, pubblica: Campi magnetici<br />
(2000), Ferro battuto (2001), Fleurs 3 (2002), che contiene sue riletture di<br />
Ritornerai, Il cielo in una stanza, Impressioni di settembre e di altri<br />
classici. Nel 2003 Battiato pubblica Last summer dance, e si propone anche<br />
come regista del film Perduto amore, che racconta una vicenda fra musica,<br />
Sicilia e Milano scritta assieme a Sgalambro. E&#8217; la storia della formazione<br />
di un giovane che, a metà degli anni &#8216;50, parte dalla Sicilia e arriva a<br />
Milano, dove entra nel mondo della musica ma vorrebbe volare alto sul cielo<br />
della letteratura. Il film pare autobiografico anche se Battiato precisa:<br />
&#8220;non ho descritto la Sicilia della mia infanzia, non cioè della psicologia<br />
greve, anche se si scrive delle cose che si conosce&#8221;. Il film, sceneggiato<br />
dallo stesso Franco Battiato con il fido collaboratore, il filosofo Manlio<br />
Sgalambro, avrà quali interpreti: Luca Vitrano, Minni Bruschetta, Donatella<br />
Finocchiaro, Rada Rassimov, Corrado Fortua,  e la partecipazione<br />
straordinaria di Elisabetta Sgarbi, di Morgan dei Bluvertigo, di Gabriele<br />
Ferzetti, dello stesso Manlio Sgalambro (nel ruolo di un professore), nonché<br />
di Francesco De Gregori (nel ruolo di un musicologo che parla di catarsi e<br />
sciamani). La colonna sonora del film è composta da noti brani degli anni &#8216;50<br />
e &#8216;60: Cinque minuti e poi. dei New Dada, Prigioniero del mondo di Lucio<br />
Battisti, Perduto amor di Adamo, La terza luna di Neil Sedaka, Non arrossire<br />
di Giorgio Gaber.  Battiato è riuscito nell&#8217;ardua impresa di avere sul set<br />
un personaggio notoriamente schivo come Francesco De Gregori: &#8220;non è stato<br />
difficile - precisa Battiato - in musica abbiamo già lavorato assieme&#8221;.<br />
Possiamo allora concludere che il regista Battiato continuerà nella carriera<br />
cinematografica?&#8221; Battiato risponde: diciamo che adesso mi piacerebbe fare<br />
un film su Beethoven. Certo, prima però devo vedere come andrà questo.&#8221;</p>
<p>La tendenza del nuovo millennio è ormai quella di coloro che vengono dalla<br />
musica leggera che si danno al cinema o al musical (Dalla, Cocciante,<br />
Ligabue, e appunto Battiato) uscendo dai confini della forma-canzone.<br />
Battiato già preaannuncia un nuovo film sugli ultimi giorni di Beethoven:<br />
&#8220;non penserei mai alla Nona, ma al quartetto op.135&#8243;.  Già in passato<br />
Celentano ha interpretato decine di film come attore e si è anche diretto in<br />
quattro pellicole (Superapina a Milano, Yuppi Du, Geppo il Folle, Joan Lui)<br />
e Ligabue (Radio Freccia e Da Zero a Dieci). Nell&#8217;estate 2003 Battiato parte<br />
per un tour che lo porta in giro per l&#8217;Italia, in Spagna e in Svizzera, a<br />
metà concerto Battiato cede microfono e palco a Manlio Salambro, suo<br />
inseparabile collaboratore, per lo spazio di tre canzoni: l&#8217;ormai celebra<br />
cover di Me gustas tu di Manu Ciao, la versione sgalambrizzata di Accetta il<br />
consiglio di Linus, e Non dimenticar le mie parole di Bracchi-D&#8217;Anzi. Nell&#8217;ottobre<br />
2003 esce Last Summer Dance, un nuovo album live. Artista colto, musicista<br />
sensibilissimo e poliedrico, affascinato dalle forme più spettacolari di<br />
comunicazione del mondo contemporaneo, Battiato, che dall&#8217;inizio degli anni<br />
&#8216;90 ha lasciato una Milano che non riconosce più ed è tornato a vivere in<br />
Sicilia, in un dorato eremo in provincia di Catania, è uno dei cantautori<br />
meno meno etichettabili del panorama musicale italiano, in virtù del suo<br />
crescendo di esperienze, del suo eccletismo e di cambiamenti radicali. Nel<br />
2007 è uscito il nuovo album IL VUOTO, e si prepara alla relizzazione di un<br />
nuovo film, NIENTE COME SEMPRE.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20080904000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20080904000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20080904000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20080904000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ffranco_battiato%2Finterventi%2F2008%2F09%2F337584.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>di Maurizio Seymandi
Franco Battiato è nato a Jonia, oggi Riposto, in provincia di Catania,
23/3/1945,: lascia la Sicilia a 17 anni per trasferirsi a Milano, suona la
chitarra e compone le prime[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>terzo album di cover</title>
	<link>http://guide.supereva.it/franco_battiato/interventi/2008/08/337190.shtml</link>
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	<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
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    <category>franco_battiato</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>«Vorrei girare a Venezia il finale e delle scene di Carnevale»,<br />
anticipa</p>
<p>di Giò Alajmo</p>
<p>Franco Battiato è appena tornato da una vacanza di studio e lavoro a Londra<br />
che già è con la testa ai nuovi progetti. L&#8217;artista catanese è passato da<br />
Firenze per presentare il suo ultimo film &#8220;&#8221; ma subito si è rifugiato nella<br />
sua casa-villaggio di Milo, sulle pendici dell&#8217;Etna per continuare a<br />
lavorare al suo nuovo disco e alla sceneggiatura del prossimo film. Un altro<br />
mattone nel muro della tua cinematografia?</p>
<p>«E certo», ride Battiato , primo a riconoscere la difficoltà per i suoi<br />
lavori di farsi apprezzare e capire. «Ma ho scoperto che molti si sforzano e<br />
ci riescono, nonostante gli rifili certi &#8220;mattoni&#8221; come dici&#8230; ed è vero.<br />
Sono sorpreso e soddisfatto», commenta sorridendo.</p>
<p>Se il secondo film su Beethoven, &#8220;Musikanten&#8221; ha faticato a trovare<br />
distribuzione e il terzo, &#8220;Niente è come sembra&#8221;, è passato direttamente<br />
alla versione dvd in libreria, il quarto si preannuncia come un progetto<br />
ambizioso che andrà a raccontare il &#8220;Settecento&#8221; a partire dal confronto fra<br />
Scarlatti e Handel. «Da sei mesi -racconta - sto scrivendo una nuova<br />
sceneggiatura con Manlio Sgalambro. Il tema sarà il &#8216;700 musicale, che<br />
partirà da un pretesto, il confronto musicale tra Handel e Scarlatti, due<br />
tra i giganti di quel tempo».</p>
<p>La sceneggiatura prevede anche una serie di scene da girare a Venezia,<br />
capitale del &#8216;700 musicale: «Vorrei girare un Carnevale di quel tempo, in<br />
qualche palazzo e nelle strade dove tutto era possibile e succedeva di<br />
tutto. Al di là del desiderio di descrivere le vite di questi due geni della<br />
musica mi interessa molto raccontare quel secolo su cui si sono dette e<br />
scritte cose inaudite. È difficile vedere la verità sul &#8216;700 al cinema,<br />
perchè gli storici sanno tutto ma al cinema, anche se tutti si documentano,<br />
poi le meccaniche dei film diventano le solite, le storie d&#8217;amore, i<br />
tradimenti&#8230; ma in realtà si tratta di un secolo curiosissimo con aneddoti<br />
particolari, modelli comportamentali che oggi troveremmo pazzeschi, ma ogni<br />
epoca ha i suoi. E nel campo musicale succedevano cose inaudite ma in una<br />
realtà molto complessa».</p>
<p>Come ti sei documentato?</p>
<p>«Uno dei libri fondamentali è la storia della musica del primo Settecento di<br />
Charles Burney. Allora l&#8217;Italia governava l&#8217;Europa artisticamente. Gli<br />
inglesi ci copiavano facendo opere in italiano. E Handel era affascinato da<br />
Scarlatti di cui non si sapeva nulla finchè non arrivò Farinelli a<br />
raccontare qualcosa. E descrive gli italiani come gente che fa trucchi<br />
disgustosi per sopravvivere, che evidentemente ci sono rimasti nel dna, del<br />
soprano che sputava per terra dopo l&#8217;aria, del sesso, degli spettatori che a<br />
teatro nei palchi giocavano a carte durante l&#8217;opera finchè non arrivava in<br />
scena il castrato di successo. Era un&#8217;epoca assurda che va descritta».</p>
<p>E Venezia? In fondo qui c&#8217;era anche Vivaldi&#8230;</p>
<p>«Si, ma era anche il tempo di Mozart allora, ma a me interessano soprattutto<br />
Scarlatti, di cui dovrebbero esserci dei documenti alla marciana, e Handel.<br />
Ma anche Venezia fa la sua parte. Nei resocont di Montesquieu si parla dela<br />
chiesa dela Pietà dove c&#8217;erano delle belle suore che cantavano e suonavano<br />
divinamente e grazie a loro la chiesa era sempre stracolma. Ci sono<br />
resoconti di gondole che giravano con a bordo vere orchestre con il cantante<br />
castrato a prua. Io vorrei giurare la scena finale del film proprio in<br />
laguna, con un&#8217;immagine che ricordi l&#8217;&#8221;Isola dei morti&#8221; di Böcklin».</p>
<p>Il film sarà girato nel 2009, ma a quel tempo sarà già uscito il nuovo album<br />
di Battiato , questo in avanzato stato di composizione.</p>
<p>Uscirà a novembre con il titolo &#8220;Fleurs 2&#8243;: «Dopo &#8220;Fleurs&#8221; e &#8220;Fleurs 3&#8243; -<br />
spiega ironicamente il musicista siciliano - ho pensato che un terzo albnum<br />
di cover non poteva che essere a &#8220;Fleurs 2&#8243;. Tra le canzoni che sto<br />
preparando posso anticiparne tre: &#8220;Era d&#8217;estate&#8221; di Sergio Endrigo, &#8220;It&#8217;s<br />
five o&#8217; clock&#8221; degli Aphrodite&#8217;s Child e &#8220;E più ti amo&#8221; di Alain Barriere,<br />
la prima canzone che ho registrato nella mia carriera. E poi ho ritrovato<br />
una canzone di Yuri Camisasca del 1971, &#8220;La musica muore&#8221; che avevo<br />
arrangiato all&#8217;epoca ma non era mai uscita e quindi l&#8217;ho recuperata. Cui<br />
sarò anche un signgolo inedito che preparando e che sarà il singolo di<br />
questo album, come vogliono le &#8220;regole&#8221;».</p>
<p>Utilizzi i tuoi soliti musicisti?</p>
<p>«Sì, più la Royal Philarmonic Orchestra che ho registrato a Londra. Peccato<br />
per le Mab che in questo momento hanno problemi fra di loro. Il 13 settembre<br />
sarò in studio a registrare».<br />
Il Gazzettino</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20080829000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20080829000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20080829000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20080829000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ffranco_battiato%2Finterventi%2F2008%2F08%2F337190.shtml"/></p>
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	<description>«Vorrei girare a Venezia il finale e delle scene di Carnevale»,
anticipa
di Giò Alajmo
Franco Battiato è appena tornato da una vacanza di studio e lavoro a Londra
che già è con la testa ai nuovi[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Il Fiore Splendente</title>
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	<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
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    <category>franco_battiato</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo cd dell&#8217;artista siciliana si chiama Il Fiore Splendente</p>
<p>(ANSA) - MILANO, 28 AGO - Franco Battiato, Giovanni Sollima, Nabil Salameh<br />
sono alcuni degli ospiti di &#8216;Il Fiore Splendente&#8217;, il nuovo album di Etta<br />
Scollo. Il nuovo cd e&#8217; basato su alcuni testi di grandi poeti arabi vissuti<br />
in Sicilia tra il IX e il XII secolo. &#8221;Partendo dalle immagini offerte da<br />
una poesia onirica e lussurreggiante, raffinata e delirante, che parla<br />
dell&#8217;amore per una Sicilia bellissima, ho voluto trasmettere - spiega<br />
l&#8217;artista sul suo sito - i sentimenti di questi poeti&#8221;.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20080829000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20080829000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20080829000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20080829000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ffranco_battiato%2Finterventi%2F2008%2F08%2F337186.shtml"/></p>
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	<description>Il nuovo cd dell&amp;#8217;artista siciliana si chiama Il Fiore Splendente
(ANSA) - MILANO, 28 AGO - Franco Battiato, Giovanni Sollima, Nabil Salameh
sono alcuni degli ospiti di &amp;#8216;Il Fiore[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Battiato,nuovo disco e film</title>
	<link>http://guide.supereva.it/franco_battiato/interventi/2008/08/337001.shtml</link>
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	<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
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    <category>franco_battiato</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>ANSA) - FIRENZE, 25 AGO - Un nuovo disco a novembre con il titolo &#8216;Fleurs<br />
2&#8242; e un nuovo film, il quarto come regista. Sono i prossimi progetti di<br />
Franco Battiato. &#8216;Dopo &#8216;Fleurs&#8217; e &#8216;Fleurs 3&#8242; - ha spiegato riferendosi ai<br />
due precedenti album di cover - ho pensato a &#8216;Fleurs 2&#8242;. Tra le canzoni &#8216;Era<br />
d&#8217;estate&#8217; di Sergio Endrigo, &#8216;It&#8217;s five o&#8217;clock&#8217; degli Aphrodite&#8217;s Child e<br />
&#8216;E piu&#8217; ti amo&#8217; di Alain Barriere. Da sei mesi poi sto scrivendo una<br />
sceneggiatura assieme a Manlio Sgalambro. Il tema sara&#8217; il &#8216;700 musicale&#8217;.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20080826000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20080826000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20080826000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20080826000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ffranco_battiato%2Finterventi%2F2008%2F08%2F337001.shtml"/></p>
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	<description>ANSA) - FIRENZE, 25 AGO - Un nuovo disco a novembre con il titolo &amp;#8216;Fleurs
2&amp;#8242; e un nuovo film, il quarto come regista. Sono i prossimi progetti di
Franco Battiato. &amp;#8216;Dopo[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>«Credere in Dio non è uno spot»</title>
	<link>http://guide.supereva.it/franco_battiato/interventi/2008/08/336758.shtml</link>
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	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
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    <category>interviste</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Battiato «Credere in Dio non è uno spot»</p>
<p>GIANNI POGLIO</p>
<p>Intervista Spirituale ma non eremita, religioso ma non cattolico, stregato<br />
dalla musica ma affascinato dal silenzio. Il suo segreto? Meditare due volte<br />
(e mezzo) al giorno e non prendere mai sul serio i detrattori.</p>
<p>«Il sacro è l&#8217;unica area dell&#8217;universo in cui non esistono raccomandazioni.<br />
Il sacro, almeno quello, non è in vendita». Parte da lontano la<br />
conversazione con Franco Battiato, reduce dalla colonna sonora di Non<br />
chiederci la parola - Il gran teatro montano del Sacro Monte di Varallo, l&#8217;ultimo<br />
film di Elisabetta Sgarbi (al Festival di Locarno l&#8217;11 agosto, vedere<br />
riquadro a pagina 160). «Varallo è un luogo straordinario, una città sacra<br />
popolata da cappelle e statue con le figure della fede cristiana: volti<br />
immobili che con il cambiare della luce sembrano in movimento. Il mio lavoro<br />
è stato inventare un commento sonoro adatto, anche se in molti casi, per non<br />
intaccare la magia delle riprese, ho preferito optare per l&#8217;assenza di<br />
commento musicale».</p>
<p>Sta dicendo che a volte il silenzio è superiore alla musica?</p>
<p>Certo, in alcuni casi è proprio così. Per me il silenzio è come l&#8217;aria, non<br />
se ne può fare a meno. Il vero silenzio, quello interiore, può far sembrare<br />
silenziosa anche una stanza affollata.</p>
<p>Ma esiste una musica che sappia essere rispettosa del silenzio?</p>
<p>Più la musica è silenziosa, più si avvicina a Dio. Bach, in questo senso, ha<br />
toccato delle vette altissime. Anche se di solito la musica occidentale cede<br />
alla tentazione di sommare suoni e voci, per raggiungere alti livelli<br />
spirituali è molto meglio togliere, sottrarre. E puntare a qualcosa di<br />
simile al silenzio.</p>
<p>Il suo rapporto con la meditazione dura da più di trent&#8217;anni&#8230;</p>
<p>Sono uno di quei «cretini» che crede ancora che la natura e il rapporto con<br />
la natura siano fondamentali. Vede, il verde cresce sempre, anche sotto la<br />
lava, e ha la forza necessaria per riemergere dalla distruzione. Un giorno,<br />
dal pozzo della mia casa in Sicilia, è spuntato un rametto. Nonostante tutti<br />
mi dicessero di estirparlo perché, crescendo, avrebbe distrutto il pozzo, io<br />
non sono intervenuto. Oggi, quel ramo minuscolo è un meraviglioso albero di<br />
fichi che funziona come un ombrello protettivo. E il pozzo, naturalmente, è<br />
intatto.</p>
<p>Si dice che per lei la meditazione sia una pratica quotidiana da svolgere in<br />
due tempi&#8230;</p>
<p>Volendo essere precisi, direi due tempi e mezzo. All&#8217;alba, verso sera e,<br />
brevemente, prima di andare a riposare. La meditazione prima del sonno<br />
funziona benissimo. Quando mi sveglio, il letto è praticamente intatto, come<br />
se non ci avesse dormito nessuno: è il segno di un riposo efficace. Ho<br />
iniziato questo percorso negli anni Settanta mettendo da parte scuse e<br />
impegni che sembravano irrinunciabili. La verità è che non c&#8217;è nulla che non<br />
si possa rimandare. Oggi ne sono certo: non potrei vivere senza meditazione.</p>
<p>Battiato, lei crede in Dio?</p>
<p>Dio è un termine inflazionato che nel corso del tempo ha perso valore. Io<br />
credo in una dimensione superiore, ma non mi piace l&#8217;idea che si possa<br />
umanizzare il divino, che si possa trasformarlo nel Dio con la barba della<br />
pubblicità del caffè. Che, tra l&#8217;altro, a me non fa nemmeno ridere.</p>
<p>Ma si sente ebreo, musulmano, buddista o cos&#8217;altro?</p>
<p>Non rinuncio a nessuna di queste religioni per abbracciarle un po&#8217; tutte. Ho<br />
appreso molto dalle varie fedi per diventare come sono adesso. Spesso, la<br />
gente ha una percezione di Dio troppo umanizzata. Invece, è fondamentale<br />
liberarsi dalla materia e dai vincoli che ci legano alla materia.</p>
<p>Come replica alle facili ironie di chi deride la meditazione e le scelte<br />
eremitiche?</p>
<p>Guardi, io so che per stare da soli con se stessi ci vuole molto coraggio. E<br />
non sono così tante le persone che accettano di affrontare questa sfida.<br />
Prima di deridere, meglio sperimentare di persona. È più saggio.</p>
<p>La cito: «Da quando ho iniziato a occuparmi di storia, ho avuto la conferma<br />
che l&#8217;uomo è un fetente».</p>
<p>Confermo: nel corso dei secoli le eccellenze e le bassezze sono sempre<br />
uguali. Un giorno guardi il telegiornale e scopri che uno stronzetto di 14<br />
anni si è filmato con il cellulare mentre bruciava i capelli a un altro<br />
ragazzino. Oppure che un uomo è stato accoltellato dopo aver chiesto con<br />
cortesia a quattro tizi di spostarsi dal cofano della sua auto&#8230; Ecco, io<br />
voglio ignorare questo tipo di umanità. Mi rifiuto di considerarla tale. Il<br />
tempo è un bene prezioso ed è meglio non sprecarlo per cose futili che<br />
distolgono dai veri obiettivi.</p>
<p>Immagino che non si senta attratto dal cinema sociale&#8230;</p>
<p>Per niente, io credo che il sociale uno se lo debba scegliere. E, in<br />
generale, diffido di chi si scaglia contro gli altri e non si scruta mai<br />
dentro. Non ho bisogno di un&#8217;orrenda immersione nella violenza cieca di un<br />
film per scoprire che in giro ci sono criminali spietati. Non me ne frega<br />
niente, lo so già. Non mi interessa il cinema che scimmiotta quello che si<br />
vede in abbondanza al telegiornale. Preferisco pensare al cinema come opera<br />
d&#8217;arte.</p>
<p>Ci svela com&#8217;è nata «La cura», ovvero la sua più bella canzone d&#8217;amore?</p>
<p>Sono stato sfiorato da una piccola luce che mi ha permesso di scrivere quel<br />
pezzo. Un vero e raro momento di purissima ispirazione. Mi creda, c&#8217;è molta<br />
differenza tra comporre canzoni come mestiere ed essere ispirati.</p>
<p>Una parola per i suoi detrattori&#8230;</p>
<p>State pure alla larga da me.</p>
<p>da Panorama</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20080821000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20080821000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20080821000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20080821000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ffranco_battiato%2Finterventi%2F2008%2F08%2F336758.shtml"/></p>
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	<description>Battiato «Credere in Dio non è uno spot»
GIANNI POGLIO
Intervista Spirituale ma non eremita, religioso ma non cattolico, stregato
dalla musica ma affascinato dal silenzio. Il suo segreto? Meditare due[...]</description>
	
	</item>
    

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