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Non mi spaventa il boicottaggio dei miei fans

Da Il Cittadino del 28 Giugno 2003

Franco Battiato, che domani sarà a Milano, respinge le critiche per la sua presenza alla “Festa tricolore” di An
«Non mi spaventa il boicottaggio dei miei fan»

MACERATA «La nascita e la morte sono gli unici momenti effettivamente reali, il resto è solo sogno interrotto da qualche sprazzo di veglia», fa dire Battiato sul grande schermo a Manlio Sgalambro, filosofo-narratore di Perduto amor. E se la scelta di esibirsi il 29 giugno alla festa milanese di Alleanza nazionale organizzata dall’amico Ignazio La Russa alla Palazzina Liberty appartenga alla sua coscienza o incoscienza di affabulatore letterario prova a spiegarlo il repertorio messo a punto per lo spettacolo presentato ieri sera sotto le stelle dello Sferisterio di Macerata davanti a 2.400 persone. «Il problema non sono tanto i partiti, ma l’uomo» spiega l’autore de La voce del padrone ostentando poca attenzione per le miserie terrene. «L’arte è arte e non la puoi convertire a un credo politico. Noi non siamo padroni di quello che produciamo, ma solo un ponte tra cielo e terra. D’altronde anche il sacerdote quando officia non si chiede chi assiste al rito».
Per la cronaca, quel rito equivale a 75mila euro di cachet. «Sul sito Internet alcuni fan hanno minacciato un boicottaggio dei miei dischi, ma non ho paura di perdere pubblico o popolarità. Io poi sono sempre stato un non allineato e anche durante il militare non dicevo signorsì, non portavo la divisa, non marciavo con gli altri, ma per questo atteggiamento insubordinato passavo fine settimana interi consegnato in caserma. Domenica canto alla Festa Tricolore, ma non vedo nulla di strano a trattare contemporaneamente coi Ds un concerto per settembre alla Festa nazionale dell’Unità di Bologna». Alle polemiche di quella che nelle intenzioni del cantautore siciliano avrebbe dovuto essere una palla di neve e invece s’è trasformata in una valanga rispondono soprattutto le canzoni di questo nuovo spettacolo, adagiate fra le pieghe di album come Caffé de la Paix e Gommalacca non troppo frequentati dagli ultimi tour.
Basta prestare orecchio a quella Incantesimo pubblicata ai tempi di Shock In My Town solo come b-side, o alla minimalista Autodafé. Ma nella prima parte affiora anche altra archeologia che sembrava sepolta dal tempo come Temporary Road, versione per il mercato internazionale di Echoes of a sufi dance, È stato molto bello, Mesopotamia, la stessa Caffé de la Paix. A legare come un filo rosso memorie, riflessioni, note a margine, di un percorso in bilico tra le pagine di Nietsche e quelle di Gudrjieff, Battiato utilizza le immagini di uno schermo ad alta definizione incastonato sul fondo della scena. Shakleton traversa immagini in bianco e nero della spedizione del grande esploratore artico, mentre Atlantide si affida ad alcuni quadri del Battiato pittore animati come fossero un cartoni, e Delenda Carthago alla sontuosa Roma imperiale di un Ridley Scott. L’ambientazione nippo-gotica del video di Shock In My Town, il paesaggio mediorientale immerso nella foschia che avvolge Oceano di silenzio fanno da cornice agli archi del Nuovo Quartetto Italiano, ai fiati della Comeglio Band, alle tinte etniche della cantante italo-egiziana Nair. Anche se le redini dello spettacolo stanno saldamente nelle mani di un quintetto che vede Chicco Gussoni alla chitarra, Angelo Privitera alle tastiere, Lorenzo Poli al basso, Mario Orsi alla batteria e Carlo Guaitoli al piano.
Lunedì si prosegue all’Arena di Verona per toccare l’8 luglio Foligno, il 10 Vigevano, l’11 Asti, il 13 Grado, il 17 Pisa, il 20 Santa Maria di Licodia (Catania), il 24 Orbetello, il 26 Cattolica, il 27 Chieti, il 28 Barletta, il 30 Otranto, il 2 agosto Olbia.

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