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L’uscita del primo “Fleurs” , tre anni fa, fu salutata come un evento: e quel lavoro non deluse le grandi aspettative di pubblico e critica. Vendutissimo, pluripremiato, quel disco aveva un significativo sottotitolo (“esempi affini di scritture simili”) e una idea forte alla base: superare lo “scarto linguistico” tra delle tipologie di canzone ormai percepite come classiche, e degli strumenti espressivi propri di un altro modo di fare musica, quello accademicamente definito classico. Il risultato fu spettacolare, un insieme armoniosamente unitario, in cui anche l’elettronica e le due tracce inedite si inserivano acquistando senso e spessore dal “tutto”. Chi vi scrive considera quel disco assolutamente necessario in una discoteca che si rispetti.

Orbene, ciò di cui si avverte immediatamente l’assenza, in questo nuovo capitolo della saga “battiato-che-si-cimenta-in-covers” (saga proseguita con il bislacco “Fun Club” cantato da Manlio Sgalambro: che sia quello il mancante “Fleurs 2”?) , è proprio una “idea forte” di base, un concetto che dia spina dorsale all’insieme. Il livello è indubbiamente alto, la classe c’è, la qualità artistica di Battiato è tangibile; ma, venuto meno l’esperimento «repertorio-linguaggio», quel che resta è una serie di canzoni, alcune belle altre meno, arrangiate e interpretate in una gamma di possibilità, alcune belle altre molto discutibili.

Scendiamo nel dettaglio. Innanzitutto, scorrendo i titoli, si prova la sensazione di uno scompenso, di uno scarto eccessivo tra brani noti fino all’eccesso e brani completamente negletti. Viene “ripescato” giustamente Bruno Lauzi, come nel primo “Fleurs” fu per Sergio Endrigo; non mancano il “classico francese”, l’inedito, la canzone d’autore. Ma alcune scelte instaurano confronti che si potevano evitare: “Col tempo” è Patty Pravo (e tutto un insieme di registri espressivi della voce, qui completamente stravolti), così come “Il cielo in una stanza” è Mina ed è un’epoca, uno stile di vita, una pagina di storia del costume; ancora, “Insieme a te non ci sto più” era in radio, meno di un anno fa, in una indovinata versione di Ornella Vanoni, brillantemente arrangiata. Io credo che scelte un po’ forzate dipendano, almeno in parte, da ragioni di mercato. Per altri pezzi, invece, vale il discorso che se negli ultimi trent’anni sono caduti in un oblio totale, forse un motivo ci sarà… “Sigillata con un bacio”, per quanto ci si possa lavorare su, resta una canzone veramente pessima..

Interpretazione e arrangiamenti, anche qui…

L’organico cameristico che sostiene “Fleurs”, pianoforte e quartetto d’archi, viene pesantemente inflazionato dall’elettronica, e talvolta messo da parte; nei pezzi più riusciti, le tastiere e le programmazioni poggiano su un sound sontuoso ed efficace, vicino agli ultimi lavori inediti dell’autore catanese; ma in un paio di episodi vengono lasciate pericolosamente padrone del campo, e sono davvero i momenti più tristi: il risultato ricorda quegli pseudo-pianobar da matrimonio di provincia… Soprattutto, era il caso di abusare tanto di quella ritmica computerizzata, così arida e scialba, in un capolavoro di canzone come “Col tempo”?

Così, il disco, comunque piacevole, scorre un pò tra alti e bassi, con delle tracce davvero belle e ben riuscite (senz’altro “Perduto amore” , “Impressioni di settembre”, “Se tu sapessi”, e il brano di Alan Sorrenti, questo sì, una scelta piacevolmente originale), ma con qualche sonora caduta di stile (oltre a quelle elencate, non posso fare a meno di deprecare lo sguaiato coretto femminile che irrompe nel bel mezzo della delicatissima “Se mai”!). L’inedito, balzato agli onori delle cronache per un paio di espressioni troppo anatomicamente genitali, è un pezzo suadente e suggestivo; infine, non sfigura il lied di Richard Strauss riletto in chiave tecno-pop. Queste due tracce, alla fine del disco, sono molto ben riuscite, anche grazie alla preziosa presenza di bellissime voci feminili; solo, sembrano finite nel disco un pò così, per caso..

Per finire, è lecito chiedersi come mai questo “Fleurs 3” abbia lasciato perplessi anche i più aficionados di Battiato (me per primo). Io una spiegazione me la sono data. Ripeto, ci sono dei motivi commerciali che pesano su questo disco: tre anni fa Battiato è passato alla Sony, e da allora proliferano le antologie, (“La Cura” nel 2000, “Introspettiva” nel 2001) pubblicate sempre in stagione prenatalizia. Quest’anno non se ne poteva proporre, ergo… a voi le conclusioni.

.:. Silvestro Catalano > sankatalano@yahoo.it

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FRANCO BATTIATO

FLEURS 3

Perduto amore (De Lorenzo – Adamo)

Impressioni di settembre (Mogol – Mussida – Pagani)

Se mai (Chaplin – Calabrese – Gramitto – Ricci)

Ritornerai (Lauzi)

Col tempo (Ferré – Defaye – Simontacchi – Medail)

Insieme a te non ci sto più (Conte – Virano – Pallavicini)

Il cielo in una stanza (Paoli)

Le tue radici (Sorrenti)

Se tu sapessi (Lauzi)

Sigillata con un bacio / Sealed with a kiss (Geld – Udell)

Come un sigillo (Battiato – Sgalambro) feat. Alice

Beim Schlafengehen (R. Strauss) feat. Daniela Bruera, soprano

Arrangiamenti, voci, chitarre, tastiere: F. Battiato.

Arr. archi: Michele Fedrigotti, Carlo Guaitioli.

Pianoforte: Carlo Guaitioli.

Ritmiche computerizzate : Pino “Pinaxa” Pischetola.

Batteria: Paolo Valli.

Archi: Nuovo Quartetto Italiano.

Fiati: Gabriele Comeglio Band.

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