
- Non inganni il titolo, non spaventino i riferimenti a Nietzsche e ai lieder borghesi: ‘Ferro Battuto’, il disco in uscita il 13 aprile che segna il ritorno di Franco Battiato, è un omaggio al pop e a quella leggerezza che, giusto vent’anni fa, lo consacrò al successo con “La voce del padrone”.
“E’ con la semplicità che spesso si ottengono i risultati migliori”, osserva Battiato a Milano, alla presentazione del nuovo lavoro. E gli fa eco l’inseparabile Sgalambro: “E’ Nietzsche il padre della musica leggera”. Ma l’album è in realtà ricco di atmosfere e ancora una volta ricercato nell’impasto dei suoni, tra violini ed elettronica. ‘Mondi lontanissimi’ che Battiato riesce da sempre a far incontrare. Scritti a quattro mani col filosofo Manlio Sgalambro i testi delle canzoni. Alcuni dei quali volutamente scherzosi, come nel caso di ‘Sarcofagia’, ispirata da un’operetta morale di Plutarco. “Un brano sul vegetarianesimo - spiega Battiato - Manlio mi ha detto: visto che sei vegetariano, perché non scriverci su una canzone?”. Ma ci sono anche brani più complessi, come ‘La quiete dopo l’addio’: “Questa ha richiesto un lavoro durato sei mesi. Ed è una di quelle dove la mia collaborazione con Manlio è stata più utile, come in tutti quei brani con sonorità da musica leggera”.
Ilsodaliziocon Sgalambro, iniziato con il libretto dell’opera ‘Il cavaliere dell’intelletto’ e proseguito poi con l’album ‘L’ombrello e la macchina da cucire’, dura ormai da quasi sette anni: “Siamo due tostissimi - spiega Battiato - due persone che è difficile influenzare. La cosa strana è che non lavoriamo mai assieme. Ascoltiamo qualche provino, poi lui mi manda un fax, io una cassetta con la musica. Al telefono facciamo gli aggiustamenti. ‘Il potere del canto’ l’ho musicata appena il testo mi è arrivato sulla scrivania. L’ho fatta come una pizza”.
Ma non mancano tributi alla storia del rock: in ‘Ferro Battuto’ Battiato ripropone ‘Hey Joe’ di Jimi Hendrix. “A diciannove anni - racconta il musicista siciliano - eseguivo questo pezzo in balera. Poi quando ho deciso di inciderla è cambiato il tempo del metronomo, sono mutati un paio di accordi, sono arrivati gli archi, ed è nata questa versione. Che non ha più la chiave rock dell’originale, ma è molto più orchestrale”.
Pezzo di punta dell’album, ‘Running against the grain’, cantata con Jim Kerr dei Simple Minds. “E’ venuto a trovarmi in Sicilia perché aveva sentito ‘Shock in my town’ e voleva alcuni campioni di quel brano. Io l’ho invitato a pranzo, poi, tempo dopo a Catania, gli ho fatto sentire il provino di ‘Running’. E’ finita che dalla Scozia è tornato in Sicilia per cantare nel disco”. Tra gli altri ospiti dell’album, Natacha Atlas, voce in ‘Personalità empirica’ e ‘Il potere del canto’, David Rhodes, alla chitarra, e Saro Cosentino che cura anche la produzione. Nei programmi futuri, una tournèe di 15 date - al via il 2 luglio da Firenze con un concerto in Piazzale Michelangelo e l’accompagnamento dell’Orchestra di Padova e del Veneto - un cortometraggio dedicato ai brani di Ferro Battuto (con Morgan e Andrea Pezzi fra gli attori) in sostituzione dei video tradizionali, e un’opera classica, ancora da iniziare: “Ho avuto tre commissioni abbastanza serie e tutte allettanti. Sento l’esigenza di tornare a un certo sinfonismo ottocentesco, coll’elettronica da utilizzare come un oboe”.
Ma nell’agenda del musicista siciliano potrebbe trovare posto anche un seguito di ‘Fleurs’, l’album di cover di brani d’autore pubblicato due anni fa: “Ho avuto tante e tali risposte dal pubblico, soprattutto quello femminile, che ho cominciato a pensarci.Ci sono molte canzoni da adattare ad un disco da camera. Una per tutte, ‘Insieme a te non ci sto più’, che è bellissima e meriterebbe un arrangiamento moderno”.
di Sandro Neri

Carla








