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Concerto a Correggio

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Dalla “Canzone dell’amore perduto” a “Ruby Tuesday”, da “Impressioni di settembre” della P.F.M. a “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli e “Ritornerai” di Bruno Lauzi (queste ultime destinate alla nuova imminente puntata del Battiato interprete): anche solo nel breve giro di queste cinque canzoni si potrebbe cogliere una delle peculiarità dell’arte del cantautore. Parliamo dell’apertura culturale, della curiosità umanistica, che lo ha sempre portato a sperimentare e a rinnovarsi. Ma il dato veramente significativo della sua carriera, è costituito dal fatto che ogni tappa di questa sperimentazione non ha cancellato o sostituito la precedente, e nemmeno l’ha superata: le si è sovrapposta, in una progressione che ha significato costante arricchimento, stratificazione compatta e infrangibile. La forma canzone non si spense con gli sperimentali anni ‘70, così come la ricchezza strumentale, il gusto per il paradosso e il pastiche sono passati in eredità al Battiato Signore del Pop, contribuendo in modo determinante a renderlo tale. In un disco come “Fetus”, del ‘72, è già contenuta, prefigurata, “Cuccurucucu”.

Di tutto questo ci parla la performance live del catanese, lungo un repertorio per qualità difficilmente eguagliabile, oggi, in Italia. La fusione perfetta e unica di elettronico e acustico permane intatta anche dal vivo, trascorrendo dai toni leggeri a quelli più hard, andata e ritorno. Gli arrangiamenti sono equilibratissimi: le tastiere di Angelo Privitera si bilanciano con gli archi del Nuovo Quartetto Italiano e con gli ottoni (due sax, tromba e trombone) della Gabriele Comeglio Band. Rifinisce il Maestro Carlo Guaitoli, valente pianista correggese che ama le incursioni nella musica leggera. Alla ’spinta’ pensano Marco Orsi alla batteria, Lorenzo Poli al basso e la possente chitarra di Chicco Gussoni.Il risultato è un suono ricco e malleabilissimo, adattabile ad ogni esigenza: sospeso e aereo o poderoso e materico.

La scaletta è succulenta ed equilibrata: 31 brani in tutto, da “Ferro Battuto” a “Gommalacca” e via a ritroso fino a “Pollution” (1973), rappresentato da una scatenata versione di “Areknames”, in cui interviene anche il professor Sgalambro: quest’ultimo trova spazio per esibirsi addirittura nel tormentone “Me gustas tu”, che peraltro, in questa versione paradossale, guadagna parecchio. Battiato scherza, fa dell’ironia a proposito dei suoi brani ‘leggendari’ - “il peggio deve ancora venire”, dice, e annuncia una “sequenza trucida” -, sbaglia (interrompendosi subito) l’attacco di “Prospettiva Nevskij” - “un treno a trenta gradi sotto zero” !!! Su tutto una voce che non perde un colpo: probabilmente l’unica in grado di interpretare la “Canzone dell’amore perduto” regalando le stesse emozioni del grande Fabrizio.

Alla seconda data italiana (dopo la ‘prova’ di Jesi e le tre date spagnole), il breve “Perduto Amor Tour” (che si chiuderà il 19 luglio a Nuoro) si conferma imperdibile.

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