Questo sito contribuisce alla audience di

Non sono un canzonettaro e ne vado fiero

Denovo e Battiato: confessioni di un artista (forse) “fuori posto” in questo Sanremo hollywoodiano.






Mario Venuti: “Non sono un canzonettaro e ne vado fiero”
Denovo e Battiato: confessioni di un artista (forse) “fuori posto” in questo Sanremo hollywoodiano












Il grande pubblico ha imparato a conoscere il catanese Mario Venuti in virtù dei suoi duetti (“Non può essere mai come ieri…”) con Carmen Consoli e, non neghiamolo, anche grazie alle sponsorizzazioni calorose della suddetta “cantantessa” che non si è mai negata una bella parola per il suo guru musicale. I più scafati, però, non lo hanno mai perso di vista: dagli esordi con i Denovo, storica e ruggente band underground a cavallo degli anni ‘80/’90, alla sua carriera solista (quattro dischi finora) mai al di sotto dell’eccellenza.

Ora è qui, cranio lucido e orecchino sbarazzino, nelle vesti di artista sanremese “di cui si dice un gran bene”, il che non è mai molto beneaugurate in questi casi e in tali luoghi a livello di vittoria finale. Ascoltiamolo, alla luce del suo bel disco Grandi Imprese (uscito l’anno scorso e ora nei negozi con tre brani in più) da cui è tratto “Crudele” (quello dal video in cui Mario gioca a fare il boxeur) presentato ieri sera in anteprima sul palco dell’Ariston.

Tu sei un siciliano doc, Mario: battute su Tony Renis a parte, è lecito scherzare in continuazione sulla mafia?
“No che non è giusto, ma una spiegazione c’è: evidentemente la mafia ha anche il suo fascino e certi picciotti comportano dell’ironia nella loro miseria. Quindi semaforo verde alle battute senza drammatizzare troppo…”
Al Festival ti presenti con “Grandi Imprese”, un album del 2003…
“Mi era davvero impossibile registrare un cd nuovo, dato che la mia partecipazione a Sanremo mi è stato comunicata solo a gennaio… A quel punto ho preferito concentrarmi su una riedizione di quel disco che, stavolta, uscirà con tre inediti in più, compreso il duetto con Patrizia Laquidara “Per causa d’amore” già presente sull’album di quest’ultima.”
L’emozione del debutto ti ha giocato brutti scherzi? Sei riuscito a riprodurre sul palco la performance che avevi in mente?
“Beh, le prove servono soprattutto per farti andare col pilota automatico perché sai, in quei momenti lì subentra sempre un po’ d’incoscienza…. Ai tempi del ritiro umbro, da Mogol, ho parlato molto con Tony Renis per migliorare a più non posso il mio pezzo ma a lui è sempre andato a genio così.”
Nel video di “Crudele” ti si vede in accappatoio e guantoni…
“Mi interessava esprimere un’idea di tenera crudeltà, una situazione in cui il perdente talvolta può essere anche un vincitore: mi piaceva giocare sul ribaltamento di questi due ruoli…Comunque, se ascoltata bene, la canzone altro non è che un’ennesima richiesta d’amore.”
Che ricordi hai dei tuoi precedenti Sanremo, quelli affrontati con i Denovo?
“Ho delle buone memorie del Palarock dell’87, quello condotto da Carlo Massarini… Poi ricordo che ci ripresentammo l’anno dopo, direttamente sul palco dell’Ariston, ma non riuscimmo a ricreare la stessa magia…”
Cosa significa per un “indipendente” come te essere qui, in mezzo a questo baraccone?
“Diciamo che la contraddizione sta nel fatto che io resto un artista “pop” inserito in un contesto underground, da piccola etichetta e la dicotomia mi piace perché da più valore al mio lavoro: non mi sento un artista “radiofonico” usa e getta e di questo ne sono particolarmente orgoglioso.”
Ti soddisfa il voto tramite sms?
“Beh, di sicuro non mi favorirà. Anche perché chi ha apprezzato “Crudele”, dubito che si metterà a smanettare su di un cellulare per farmi arrivare il suo apprezzamento… Mettiamola così: rimpiango la cosiddetta Giura di Qualità.”
Ultima domanda: tornerai prima o poi a collaborare con il tuo maestro Franco Battiato?
“A dire la verità, divento sempre un po’ pudico nei confronti di Franco, della sua Persona. Certe volte lo sento e vado a cena da lui, nella sua residenza catanese, ma la cosa finisce lì. Il fatto è che trovo la sua presenza ingombrante: leggere quella frase “Con la partecipazione di Franco Battiato” su di un mio disco mi onorerebbe ma mi riempirebbe anche di responsabilità. Troppe responsabilità …”

Le categorie della guida

Link correlati