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Rock Shock

A Chieti, in una magica notte, l'artista siciliano ha incantato la platea con una antologia della sua produzione, ma ha anche mostrato un eccessivo distacco.






I brividi live di Franco Battiato
Inserito il 01 agosto 2003

A Chieti, in una magica notte, l’artista siciliano ha incantato la platea con una antologia della sua produzione, ma ha anche mostrato un eccessivo distacco

Franco Battiato

27 luglio 2003, Chieti

live report

Prosegue nel segno dell’entusiasmo la IX edizione della rassegna musicale Cammini Europei, organizzata come di consueto dall’associazione culturale Lightship di Vasto (Chieti) con il contributo di numerose realtà istituzionali e private.

Domenica sera sul palco dell’anfiteatro La Civitella di Chieti è stata la volta di Franco Battiato e dei suoi Fleurs musicali, riarrangiati e cantati alla sua maniera.

Accompagnato da un ottimo gruppo di musicisti, tra i quali un quartetto d’archi che a più riprese ha duettato con la sezione fiati anch’essa composta da quattro elementi, e sotto l’incedere impetuoso di un basso assoluto protagonista della serata, durante le quasi due ore di spettacolo il musicista siciliano ha ripercorso un po’ le varie tappe della sua carriera in un crescendo che ha mandato letteralmente in tripudio il nutrito pubblico presente.

Tanto ovattata, composta, lisergica, la prima parte dello show, anche se occasionalmente condita da brani in grado di scuotere la platea (in particolare la cover di Impressioni di Settembre, Cafè De La Paix, Shocking In My Town), tanto grintoso, elettrizzante, caldo e coinvolgente il finale, arricchito da un medley suonato e cantato tutto
d’un fiato in cui hanno trovato posto le storiche E Ti Vengo A Cercare, Stranizza D’Amuri, Gli Uccelli, Sentimento Nuevo, Bandiera Bianca.

Poca voglia di parlare, discreta voce per cantare, Battiato ha offerto una performance che in molti hanno apprezzato, anche se per buona parte del concerto ha dato l’impressione di non avere molta voglia di essere lì. Il solito, eccessivo, distacco … di maniera ha però via via lasciato il posto ad un coinvolgimento contagioso e generoso, fino ad un bis all’insegna del rock progressive degli esordi, rappresentato da Cuccuruccuccù Paloma fino a Voglio Vederti Danzare.

Assolutamente imbarazzante, dal nostro punto di vista, ed involontariamente ridicolo l’intermezzo del grande filosofo Manlio Sgalambro, chiamato a gran voce sul palco dallo stesso Battiato per un siparietto che lo ha visto in piedi tra le due coriste, impegnato in una discutibile versione della hit di Manu Chao Me Gustas Tu … e successivamente intento nell’interpretazione di un testo, presumibilmente suo, che grazie ad un discutibile accompagnamento musicale, sembrava la lettura dell’oroscopo del giorno.

Il sipario sulla manifestazione dopo il concerto di Capossela (31 luglio, di cui vi racconteremo prestissimo), conclusione di una edizione di assoluto valore culturale capace di regalarci serate di grandi emozioni che difficilmente dimenticheremo.

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