
Live@Kataweb: Luca Madonia
(Real) 56k | Adsl (Windows) 56k | Adsl
Videointervista
(Real) 56k | Adsl (Windows) 56k | Adsl
in scaletta:
La consuetudine
Moto perpetuo
Il destino
Grida
di Paolo Gallori
La consuetudine. Moto perpetuo. Il destino. Grida. Sono le quattro gemme che Luca Madonia ha estratto dal “disco dei ricordi” per offrire un set da brividi a Live@Kataweb. Il “disco dei ricordi” è L’essenziale, antologia in uscita (anche nelle edicole) il 15 maggio per Elleu Multimedia nella collana Sconfini, che riassume i capitoli più significativi della carriera solista dell’ex Denovo. Si parte dagli anni Novanta di Luca, seguiti allo scioglimento della formazione catanese nel 1989 e aperti dall’album Passioni e manie del 1991. Seguirono nel 1993 Bambolina e l’anno successivo Moto perpetuo, prodotto da Franco Battiato. Poi, un lungo silenzio, il classico “periodo di riflessione”, lo definisce oggi Madonia, interrotto solo nel 2000, con il mini CD Solo e, due anni dopo, con l’importante ritorno sulla lunga distanza di La consuetudine.
Ed ecco oggi Luca Madonia negli studi di Live@Kataweb. Voce e chitarra, con il maestro Francesco Calì al pianoforte e alla fisarmonica. E quattro canzoni frutto di un lavoro certosino su melodia, armonia e ritmo, sconfinando di continuo dall’arte all’artigianato. Forse mai come stavolta la versione nuda, unplugged, esalta la sostanza musicale delle canzoni e la qualità della performance. Rivelando in pieno il dna del protagonista. “I Beatles: mi hanno rovinato la vita - scherza Luca -. Mi hanno messo in corpo il virus della musica. Li ascoltai da bambino attraverso i dischi di un cugino. La musica mi sembrò una favola. Poi vennero i Denovo e il sogno si realizzò”.
Già, i Denovo. La ciclica riscoperta dei tesori del passato - vedi anche il personale successo di Mario Venuti - sta premiando e rivalutando il ruolo della band che negli anni Ottanta fece conoscere la nuova scena catanese al rock italiano. Rispetto alle asprezze di eredità punk e al gelo dei figli della new wave, i Denovo offrirono all’epoca un pop rock sofisticato rilettura di un altro passato, discendenza diretta della sensibilità musicale, dell’invenzione, della solarità beatlesiana. Un laboratorio, i Denovo, dove gli esperimenti coinvolgevano anche additivi come la psichedelia, il funky, la canzone d’autore. Importanti semi della creatività sparsi nella nuova musica italiana tra 1984 e 1989, in un momento chiave della sua evoluzione. Poi tutto finì.
“Sentii il bisogno fisiologico di andare oltre l’idea di gruppo e delle sue limitazioni - spiega oggi Madonia -. Ero un po’ stufo. Ovvio, non rinnego nulla e anzi mi piace vedere come tante persone a distanza di anni ricordino i Denovo. Non tutto è stato vano…Io e Mario Venuti eravamo gli autori, ognuno si cantava le proprie cose (proprio come Lennon e McCartney nei Beatles, ndi)…Nacque il bisogno di un’autonomia piena, reinventarsi una carriera, ripartire da zero. Oggi faccio ancora questo mestiere, è un grande privilegio”.
Un mestiere che porterà nuovi frutti. Intanto, L’essenziale ospita un primo inedito, La strada, che Luca ha preferito non eseguire a Live@Kataweb perché il brano ha un “tiro” più sostenuto, più rock, rispetto alle altre canzoni proposte. “La strada rappresenta la vita, il viaggio, la fuga da qualcosa per raggiungere qualcos’altro - spiega l’artista -. Lasciare inquietudini e incertezze per cercare il benessere la serenità. Ma non amo raccontare le me canzoni. E’ più intrigante sentire ciò che arriva alla gente. Mi sono tornate indietro delle interpretazioni insospettabili…”.
Nel set spicca La consuetudine, il brano che nell’omonimo album vede la partecipazione di Franco Battiato, che fu anche produttore dell’ultimo lavoro dei Denovo, Venuti dalle Madonie a cercar carbone. Il discorso cade dunque sugli incontri, le collaborazioni, i sodalizi fioriti intorno al percorso solista di Luca Madonia. Oltre a Battiato ricordiamo ancora la voce di Carmen Consoli in Meravigliandomi del mondo e l’”amico ritrovato” Mario Venuti in In Santità, entrambe tratte da La consuetudine e confluite in L’essenziale.
“E’ stato un confronto importante, avere il loro mondo e le loro voci nelle mie canzoni - commenta a posteriori Luca -. Lavorando a Catania, a casa mia, ho coinvolto gli amici catanesi: Battiato, Consoli, Mario Venuti, appunto. Mario è l’amico di una vita, Carmen rappresenta un’altra generazione, successiva alla nostra. Con Battiato è nata una grande amicizia, soprattutto quando Franco ha scelto di lasciare Milano e tornare a vivere in Sicilia…with a little help from my friends…”.
(6 maggio 2004)

Carla








