Questo sito contribuisce alla audience di

Rimini

Grazie a Stefano per il racconto della giornata di Sabato 26 Giugno a Rimini per la Mostra Misticismo d'Oriente e d'Occidente

Per la chiusura della (ennesima) mostra dedicata alle loro opere e intitolata
“Misticismo d’Oriente e d’Occidente” Franco Battiato e Gabriele Mandel hanno
incontrato il loro “pubblico” nel Teatro degli Atti nel centro di una Rimini
estiva che ci ha accolti con una bella giornata di sole estiva ma non afosa.
Già un’ora prima dell’incontro qualche decina di iper-fan sono in attesa
davanti al Teatro, e quando l’incontro inizia la capiente sala, fin troppo
rinfrescata dall’aria condizionata ma deliziosamente profumata, è ormai
esaurita.
Dopo una breve presentazione di Gianluca Magi il professor Mandel prova
a sintetizzare duemila anni di storia dell’arte occidentale per svelarci
da una parte le profonde mutazioni del concetto stesso di arte e dall’altra
proporci e argomentare la sua idea di arte come “testimonianza” del proprio
tempo, sottolineando in particolare quanto abbia influito sull’espressività
artistica lo sviluppo della stampa e la sempre maggiore diffusione dei libri
e della cultura scritta.
Come sempre è piacevolissimo ascoltarlo, l’esposizione è chiara e si sforza
di non utilizzare termini da “addetti ai lavori”, riesce agevolmente a tenere
desta l’attenzione di noi tutti riuscendo ad essere brillante senza per
questo togliere “profondità” alla discussione.
Di seguito Magi ha chiesto (a dir la verità senza brillare in originalità)
a Battiato di raccontare il percorso che l’ha portato dall’essere negato
in disegno (i celeberrimi “3″ a scuola) a diventare un pittore le cui opere
stanno girando l’Italia (e non solo). Battiato ha raccontato come abbia
ad un certo punto deciso di esplorare questo suo “handicap”, come abbia
passato tanti mesi a fare disegni che poi distruggeva, finchè, un bel giorno,
qualcosa si è mosso, una sorta di illuminazione, ed ha incominciato a fare
cose riconoscibili (”se disegno un uccello le persone lo guardano e non
dicono che è un cane”).
Va detto che non perde occasione per minimizzare le sue qualità di pittore
(che sa essere, relativamente, limitate) così come non perde occasione per
specificare che per lui la pittura è stata essenzialmente un mezzo (personale)
di crescita e di preghiera, e solo accidentalmente è poi diventata pubblica.

A questo punto molte delle persone convenute hanno avuto la possibilità
di porre domande a Battiato e/o Mandel che hanno risposto con la consueta
pazienza e disponibilità anche a quelle più astruse (”Aprirai una scuola
di danza ?”) o a quelle narcisistiche (”Che tipo di artista sono ?”). Difficile
fare un riassunto anche se la nota dominante è stata il ribadire che affrontare
da “adulto” e “formato” arti nuove (la pittura ma anche il cinema) ha permesso
a Battiato di essere un neofita “sui generis” capace di unire agli inevitabili
limiti tecnici una “profondità” di intenti e di contenuti impensabili per
una persona più giovane. Si è parlato dell’importanza o meno del giudizio
degli altri (con Mandel secco a ribadire che c’è “di meglio da fare” che
ascoltare certi giudizi), di arte “oggettiva” (con Battiato a ricordare
di come certa musica sia capace di toccare certi punti del nostro essere
con precisione assoluta e Mandel invece a ribadire di come noi riconosciamo
noi stessi nelle opere degli artisti e questo determina che certi ci piacciano
ed altri meno) e altro ancora.
Chiusa la conferenza si è scatenato il “consueto” assalto a Battiato (ma
anche a Mandel) che è stato tempestato da richieste di autografi, regalini
e regaloni, attestati di stima, foto rubate o in posa, richieste varie.
A tutti si è concesso con ENORME pazienza a dispetto degli impegni che lo
attendevano. Di sfuggita ha anche parlato del nuovo disco, previsto per
l’autunno, disco che “sta venendo bene”, e dei molti impegni che lo attendono
per il prossimo anno, in primis il nuovo film.
Dal Teatro Battiato, Mandel e gli irriducibili ancora presenti si sono poi
spostati in Piazza Cavour per una rapida visita alla mostra vera e propria
al termine della quale ognuno ha poi ripreso la propria strada.

Le categorie della guida