"Racconterò Beethoven come non lo avete mai immaginato"

Da La Repubblica del 21 Luglio 2004

Stasera a Ravenna parte il tour. Intanto il musicista annuncia un cd per
ottobre, “Dieci stratagemmi”, e il film “Musikanten”

Battiato: “Racconterò Beethoven come non lo avete mai immaginato”

Nel film mi soffermerò sugli aspetti più intimi del compositore tedesco ed
eviterò i luoghi comuni

GIACOMO PELLICCIOTTI

MILANO - Sempre più attratto dal cinema, Franco Battiato non tradisce la
musica, primo ma non perduto amore. Gira come corteggiato ospite nei più
prestigiosi cinefestival, si conferma per il nono anno direttore artistico
della rassegna di musica contemporanea “Il violino e la selce”, annuncia per
l´autunno un nuovo album di canzoni inedite (intitolato “Dieci stratagemmi”)
e si prepara a girare il suo secondo film dedicato agli ultimi giorni di
Ludwig van Beethoven (”Perduto amor”, il suo debutto alla regia, ha ricevuto
il “Nastro d´argento” a Taormina). E stasera alle 21, al Pala De André di
Ravenna, Battiato presenterà il suo tour estivo per il Ravenna Festival,
intitolato quest´anno “Illuminazioni sulla via di Damasco”.

Per “Il violino e la selce”, il Festival iniziato a Fano il 10 luglio con i
Momix, in sintonia con i suoi gusti Battiato ancora una volta non ha fatto
distinzione tra musica alta o bassa, puntando sulla qualità e sul coraggio
dei musicisti: «È un festival che rappresenta se stesso. L´unicità di Fano è
che non è rock, né classico, né dogmatico. Si passa senza traumi dagli
spettacoli per tremila persone a quelli per trecento. Ci vogliono entrambi,
per il bene della musica». Si va avanti fino al 5 agosto con le scelte più
diverse, dai più familiari Carmen Consoli, Nada con John Parish (il 24
luglio), Giovanni Sollima (5 agosto), Wynton Marsalis con la Lincoln Center
Jazz Orchestra (23 luglio) e lo stesso Battiato (il 27 a Fermo) ai più
estremi Christian Fennesz con Musiques Nouvelles (25 luglio), Ryoji Ikeda e
Pan Sonic (30 luglio), Einstürzende Neubauten (31 luglio).

Che tour sarà quello estivo di Battiato?
«Una decina di date. È un concerto in forma classica, con piano e quartetto
d´archi. Ripropongo i brani noti con una sola novità dall´album che esce ad
ottobre. Si chiama “La porta dello spavento supremo” e allude al passaggio
definitivo secondo l´induismo dei Veda, il sacrificio supremo di tagliare
con tutta la memoria e la materia dell´io».

Come sarà Dieci stratagemmi, il primo album di canzoni nuove, dieci, dai
tempi di Gommalacca?
«Posso solo dire che nel brano “Ermeneutica”, che sarà il singolo, canto
versi come “Eiacula precocemente l´impero, ritorna il circolo dei
combattenti, gli stati servi si inchinano a quella scimmia di presidente”».
Che alluda a Bush? Impossibile farglielo ammettere.

Ci può parlare del prossimo film “Musikanten”?
«Inizio a girarlo in primavera nei paesi dell´Europa dell´est. È tutto
pronto, il cast e il soggetto. La parte iniziale e quella finale s´ispirano
ai giorni d´oggi, mentre la centrale racconta gli ultimi anni di Beethoven,
1826-27, che sarà interpretato da Alejandro Jodorosky».

Perché scegliere proprio la cronaca dell´estremo disfacimento del Genio?
«Beethoven ha avuto una vita drammatica e straordinaria insieme. È sempre
illuminante il momento in cui uno tira i fili di un´esistenza complessa.
Voglio andare oltre i luoghi comuni sulla capigliatura, la sordità e il modo
in cui camminava. Ho la possibilità di occuparmi di aspetti meno noti, come
la moralità e la purezza degli intenti fino alla morte. Della sua musica
faccio sentire pochissimo, ma mi soffermo sul Beethoven più intimo e
inusuale».

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