
Battiato, nel nuovo cd invettiva contro Bush
Parte dal Ravenna Festival, stasera, la tournée estiva di Franco Battiato.
Avvio d’obbligo per il più orientale dei nostri artisti, visto che la
rassegna ravennate è quest’anno dedicata alle «Riflessioni sulla via di
Damasco». A seguire altri nove appuntamenti, tutti in luoghi magici e
suggestivi, compreso il teatro di Segesta, dove farà sosta il 29 luglio.
Battiato, quali le caratteristiche di questo concerto?
«Torno alla dimensione cameristica, perché ad accompagnarmi, ci saranno un
quartetto d’archi e un pianoforte. A Ravenna aprirà il concerto l’Ensemble
siriano Al-Turath guidato da Moahmed Hammadye, io mi unirò a loro per
improvvisare canzoni della tradizione di Aleppo. Niente elettronica questa
volta, ma atmosfere rarefatte ricreate dai miei brani più intimi. E tra
questi solo uno tratto dal mio prossimo album. Un inedito dal titolo “La
porta dello spavento supremo”».
Attorno a questo nuovo album s’è creata già una notevole attesa, a quando
l’uscita?
«Ai primi d’ottobre e si chiamerà “Dieci stratagemmi” che riprende una
massima cinese: “Attraversare il mare per ingannare il cielo”. Il pezzo che
canterò in concerto è l’unico che, essendo per pianoforte, pedale tonale e
una spruzzatina d’archi, può trovare spazio in un tour come questo: anche
l’argomento che affronto è impegnativo. “La porta dello spavento supremo”
viene direttamente dai Veda del Buddismo, dove si dice che per far passare a
sfere più elevate devi abbandonare non solo la materia ma anche la sua
memoria. Sono molto contento: è un buon disco e non sempre questo succede,
anche se rivendico che un disco non riuscito sia essenziale in un percorso.
E’ un lavoro, forte, di dieci brani, più vicino a “Gommalacca”».
Intanto Battiato ha scelto il web (dal 26 luglio sul sito www.sonymusic.it)
per presentare «Ermeneutica», anticipazione dell’album «Dieci stratagemmi»
in uscita ad ottobre. Un brano-invettiva antimperialista (scritto con Manlio
Sgalambro) che vede forse per la prima volta un Battiato politicamente
schierato. Un brano graffiante in cui Battiato se la prende con George W.
Bush ma anche con la «mostruosa creatura» chiamata «fanatismo».
Il cinema, dopo i consensi per il suo primo film «Perduto amor», come il
Nastro d’argento a Taormina, quale regista esordiente, continua ad attrarlo
tant’è che si prepara a girare il secondo. A quando le riprese?
«Comincerò a febbraio del prossimo anno. Si intitolerà “Musikanten” e per la
parte del protagonista mi ha dato la sua disponibilità un grande del cinema
come Alejandro Jodorowskij. Sarà un film a mo’ di sandwich, perché la storia
si svolge nel mondo contemporaneo nella prima e nell’ultima parte, mentre la
parte centrale è una regressione alla vita di Beethoven, cui darà volto
Jodorowskij».
Parteciperà in Puglia alla «Notte della Taranta». Un meditativo come lei si
troverà a suo agio tra i ritmi forsennati della pizzica salentina?
«A dire il vero non amo questo tipo di musica. La musica e la danza vanno
fatte sotto lucidità, nella piena coscienza di sé. Ma la Notte di Melpignano
è una festa, una magnifica forma di aggregazione collettiva popolare e mi
farà piacere esserci. E poi m’ha invitato il mio amico Giovanni Lindo
Ferretti, che ne cura la direzione artistica».
Quale sarà il suo intervento a Melpignano?
«Farò un duetto con Giovanni e canterò alcune canzoni tradizionali salentine
riarrangiate da Ferretti e Sparagna per l’occasione».
Battiato quanto può fare una canzone per i problemi del mondo?
«La forza della canzone sta proprio nel promuovere cose stupende, nel
sensibilizzare per giuste cause, anche se ora non è più tempo di
schieramenti. L’unico schieramento possibile è con se stessi, essere
contenti il più possibile».
OSVALDO SCORRANO

Carla








