La lezione di Giorgio

Al primo Festival Teatro Canzone dedicato a Giorgio Gaber, in pieno svolgimento alla Cittadella del Carnevale, Franco Battiato, amico storico dell'artista milanese, ha emozionato il pubblico raccontando e cantando il suo Signor G e il suo Teatro Canzone.

Viareggio - Al primo Festival Teatro Canzone dedicato a Giorgio Gaber, in
pieno svolgimento alla Cittadella del Carnevale, Franco Battiato, amico
storico dell’artista milanese, ha emozionato il pubblico raccontando e
cantando il suo Signor G e il suo Teatro Canzone. «Nel ‘66 Caterina Caselli
e Giorgio Gaber conducevano il programma musicale “Diamoci del tu” - ricorda
Battiato - entrambi portavano in tv un giovane cantante, Caterina presentava
Guccini e Giorgio il sottoscritto. Fu proprio lui a farmi cambiare il nome.
Mi disse “C’è già un cantante che si chiama Francesco è meglio se ti
presento come Franco, così non facciamo confusione…”. Agli inizi della
carriera sono stato il chitarrista di Ombretta Colli, ed è stato grazie a
lei che sono diventato amico di un artista come Giorgio».

Cosa ha rappresentato per lei Gaber?
«Nel ‘64 avevo lasciato la Sicilia per Milano, e per sopravvivere mi ero
presentato al “Club ‘64″, un cabaret dove in quegli anni si esibivano gli
artisti di maggior talento. Incontrai Gaber e dissi che ero un cantante che
suonava musica rinascimentale. In realtà avevo messo insieme un po’ di testi
in siciliano antico. Giorgio è stato un grande amico. Ricordo le giornate
trascorse a giocare a poker in cui si vincevano o si perdevano soltanto
libri. Giorgio era un giocatore pazzesco, vinceva sempre. Era davvero
spericolato».

Lei con “Perduto amor” ha ottenuto il Nastro d’Argento come miglior regista
esordiente. Adesso il nuovo film “Musikanten” sugli ultimi giorni di
Beethoven…
«E’ sempre illuminante il momento in cui uno tira i fili di un’esistenza
complessa. Beethoven ha avuto una vita drammatica e straordinaria insieme.
Desidero andare oltre i luoghi comuni sulla sordità, su come si muoveva,
sulla capigliatura. Ho la possibilità di occuparmi di aspetti meno noti,
come la moralità e la purezza degli intenti fino alla morte. Della sua
musica farò sentire pochissimo, perché voglio soffermarmi sul Beethoven più
intimo e inusuale».

Quando e dove inizierà a girare?
«In primavera nei paesi dell’Europa dell’est. E’ tutto pronto, cast e
soggetto. La parte iniziale e quella finale si ispirano ai giorni d’oggi,
mentre la parte centrale racconta gli ultimi anni di vita dell’artista che
sarà interpretato da Alejandro Jodorowsky».

Lei sta per pubblicare “Dieci stratagemmi” . Come sarà questo nuovo cd?
«Un album si deve ascoltare. Posso solo dire che il singolo per l’estate
è”Ermeneutica”, nel quale canto versi come “Eiacula precocemente l’impero,
ritorna il circolo dei combattenti, gli stati servi si inchinano a quella
scimmia del presidente”».
Emanuela Castellini - SECOLO XIX

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Pubblicato il 27 luglio 2004 in: Le interviste

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