2005 anno battiatico

Articolo tratto dalla rivista per gli iscritti SIAE VivaVerdi Franco Battiato, il maestro, il ricercautore per eccellenza, dopo più di trent'anni di meravigliosa e fortunata carriera si è asserragliato nella Fortezza Bastiani, per produrre un nuovo lavoro discografico che uscirà a novembre 2004; ma anche un nuovo film per il cinema, una storia che finisce con un colpo di Stato in Italia! E non nasconde, persino, una strana voglia di TV. Fuori da quell'ideale fortino, c'è il delirio, ci siamo tutti noi, c'è ancora la guerra, il nostro "Deserto dei Tartari" che continuiamo a chiamare costruzione della pace.

“Sarà un disco figlio del tempo”, dice Battiato, ” con questa canzone nuova intitolata appunto “Fortezza Bastiani”, ispirata da Dino Buzzati, dove resisto agli attacchi del presente terrorista, infernale, andando incontro al piacere, il piacere personale, senza farmi soffocare dai bugiardi, anche quelli che organizzano guerre umanitarie. Da sempre, se tu gli dai la possibilità di manifestarsi, arriva l’inferno. Saddam Hussein è stato alleato degli americani per anni….E poi ci meravigliamo!”.

Ma il forsennato lavoro dentro l’ideale fortezza in cui si è chiuso uno dei miei artisti preferiti, non finisce qui: c’è anche un altro film, già scritto, che Franco Battiato intende girare a fine anno. Per il titolo ha usato un dispregiativo tedesco, ma la storia è italiana, anzi le storie sono due : Battiato racconta infatti due trame parallele, quelle di una sceneggiatrice televisiva e di un conduttore vulcanico, pieno di idee: ” Sforniamo una trasmissione sperimentale, con le eccellenze del pianeta….; c’è uno sciamano che vive in Romania, che non accetta di essere ripreso - racconta Franco Battiato spezzettando le informazioni, come a non voler rivelare troppo -, comunque ti dico che lei sogna Beethoven, da sempre e, grazie all’ipnosi regressiva, riuscirà ad incontrarlo…. Musikanten si chiamerà questo film sulla televisione e, se proprio te la devo dire tutta, non è affatto escluso che io la televisione la faccia veramente: voglio dire qui - e - ora, magari in seconda serata, e magari ho già il titolo del programma, anzi, inizio le prove a settembre!”.

Resto un po’ stupito da quest’ultima notizia, ma solo per poco: ognuna di queste arti, di questi generi espressivi vive da sempre in Franco Battiato, che ha cominciato a comporre musica dopo i vent’anni. Da bambino non aveva grandi mezzi, i giochi avevano la meglio, a parte gli insegnamenti dei professori di provincia, gli incontri con Verdi e Puccini, con la musica che accompagnava le feste, sia sacre che profane. Poi, da subito, come autore si manifesta unico, sin dalle origini : la sua musica è cinema, passato, futuro, Fetus, Plancton, Pollution, vera e propria Aria di rivoluzione, che andava da Oriente ad Occidente: sono dei film con una grande colonna sonora, e tutti i passaggi televisivi che in seguito avrebbe fatto, non tanti per la verità, erano preparati con cura, anche solo nei particolari del set per lui e i suoi musicisti. Ricordate quei bei tappeti orientali su quali sedeva, cantava, suonava…? E’ anche grazie a questi accorgimenti che ha segnato l’avvento dell’ Era del cinghiale bianco, ha annunciato l’Imboscata, prevedendo Strani giorni e, in qualche caso, suggerendone La Cura. In tempi come questi, quando il gioco si fa duro, i grandi si divertono: lui è uno che vuol vivere il presente, senza fine. Oggi riesci a incontrarlo, domani parte, è sempre in partenza…; e più ci avviciniamo all’orlo del precipizio, dal punto di vista sociale e culturale, più lui ti invita a giocare al bordo del cratere : è un genio vulcanico, sarà merito delle sue origini siciliane….E anche se si stanno addensando le nuvole di un nuovo temporale, ti aiuta a scacciare le avversità con la sua musica, o, per lo meno, pare proprio che ti aiuti. L’effetto è sempre stato terapeutico, almeno per me: La Cura, ad esempio, mi fa bene all’anima. Sento di averla un’anima, almeno nei quattro minuti di canzone. Con lui, facilmente, condivido un desiderio morale , il Running Against, le fughe in diagonale della vita, anche contro le proprie inclinazioni. Con le sue canzoni sto bene, ed è per questo che, quando guido, lo vado a cercare , metto spesso un suo cd quando viaggio: vado a selezionare L’Ombra Della Luce: mi sento anch’io Come un cammello in una grondaia, in questa società, in questo presente, di fronte alle nuove guerre, alle prime pagine dei quotidiani con le più antiche e schifose torture dell’uomo sull’uomo.

Condivido ogni parola di Povera Patria, ” schiacciata dagli abusi del potere…non cambierà, non cambierà…vedrai che cambierà: la primavera intanto tarda ad arrivare”. Cerco di comunicargli tutte queste emozioni, ma lui è uno che ti può gentilmente spiazzare: ” Non potrei più scriverla Povera Patria, non riuscirei a trasformare le offese sociali, questo grande dolore, in musica. Anche se quella canzone viene sentita come profondamente attuale”.

Del resto era il 1991, c’era l’Astarte Orchestra of London, c’era Giusto Pio, c’erano Wagner, Berlioz, Beethoven e Brahms, non si può pretendere che un artista rimanga attaccato alle sue canzoni come invece succede ad un suo fan. In fondo io sono una delle tante giubbe rosse , ho vissuto anch’io un’altra vita, ho respirato aria di rivoluzione, alla ricerca di un centro di gravità permanente: e sono un po’ suonato, innamorato della sua musica, attratto forse dal passato, stordito dal presente. Battiato invece no, è lucidissimo, concentrato, si sta divertendo! A proposito non vi ho detto il finale del film, come finisce Musikanten: succede che distratti da Beethoven, i due protagonosti di una tv sperimentale, si ritrovano in un’Italia dove c’è appena stato un colpo di stato! Niente male per uno che non scriverebbe più un’altra Povera Patria.

V’interessa saperne di più? Siete incuriositi? Dovete avere pazienza, il 2005 sarà un anno battiatico, annunciato nel 2004 dalla pubblicazione di una bella raccolta per i tipi Einaudi Stile Libero, dal titolo Parole e canzoni, curata da Vincenzo Mollica, un buon andamento del noleggio casalingo del suo primo film Perduto Amor : una canzone nuova Fortezza Bastiani e le prove ufficiali di un Battiato televisivo assolutamente inedito: a molti di voi che ricordano i suoi trascorsi burrascosi nel rapporto con la TV, sembrerà incredibile!

La leggenda dice che, invitato in Germania, nel programma televisivo più importante, quello del sabato sera, il regista del programma gli fece trovare in studio ” una bella coreografia” ( almeno a suo dire)…un carro funebre, seguito da alcune veline di allora con veli e scialli neri e l’artista italiano avrebbe dovuto cantare Cuccurucucu e Centro di Gravità Permanente, seguendo il feretro. Naturalmente, vestito di nero: ” Forse perché sapeva che ero siciliano, doveva essere la sua visione dell’italiano del sud, sta di fatto che avevo un bel giubbotto, una di quelle rare volte che non avevo scelto il nero, che pure mi piace…I concerti avevano registrato il tutto esaurito, il disco vendeva, come in Francia del resto, dove aveva fatto 100.000 copie…..Quel panzone di regista era imbarazzato , non sapeva come dirmelo - ti dovresti vestire di nero - e non ci ho pensato un solo istante: ho salutato il regista e ho abbandonato lo studio televisivo….Anzi due, per la verità, ho abbandonato due studi, due, mi era già successo un’altra volta, sempre all’estero. Per il resto, “grazie a la vida” che mi ha dato tanto ho venduto tre milioni di dischi in Spagna e in Sud America, mi sono trasferito nella mia Sicilia nel 1987, dopo essere vissuto benissimo; produco i miei dischi da solo fino al momento di andare in studio… Prendo parole poetiche da Manlio Sgalambro assoggettandole al potere del canto, scherzo in minore, dipingo; la mia vita è una continua ricerca e, se non sei esoso, quello che ti succede è una grazia: e io mi considero spudoratamente fortunato”.

di Stefano Micocci

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