
Battiato: i miei stratagemmi
È partita Parte dal Pala De André di Ravenna lo scorso 21 luglio la tournée
estiva di Franco Battiato. A seguire, altri nove appuntamenti, tutti in
luoghi magici e suggestivi, comprese le Cave di Grottaglie (Ta), dove il
tour farà sosta domani sera, 31 luglio.
Battiato, quali le caratteristiche di questo concerto?
«Torno alla dimensione cameristica, perché ad accompagnarmi ci sarà un
quartetto d’archi e un pianoforte. Niente elettronica questa volta, ma
atmosfere rarefatte ricreate dai miei brani più intimi, alcuni noti altri
meno, rivelatori di un Battiato raro. E tra questi solo uno tratto dal mio
prossimo album, un inedito col titolo La porta dello spavento supremo».
Attorno a questo nuovo album s’è creata già una notevole attesa, a quando
l’uscita?
«Ai primi d’ottobre e si chiamerà Dieci stratagemmi, con un sottotitolo che
riprende una massima cinese: Attraversare il mare per ingannare il cielo. Il
pezzo che canterò in concerto è l’unico che, essendo per pianoforte, pedale
tonale e una spruzzatina d’archi, può trovare spazio in un tour come questo:
anche l’argomento che affronto è impegnativo. La porta dello spavento
supremo viene direttamente dai Veda del Buddhismo, dove si dice che per
passare a sfere più elevate devi abbandonare non solo la materia ma anche la
sua memoria».
Cos’altro può anticipare sul resto dell’album?
«Sono molto contento del lavoro che ho fatto: è un buon disco e non sempre
questo succede, anche se rivendico che un disco non riuscito sia essenziale,
in un percorso. È un lavoro forte, di dieci brani, più vicino a Gommalacca».
Il cinema, dopo aver ricevuto consensi per il suo primo film «Perduto amor»,
come il Nastro d’argento a Taormina quale regista esordiente, continua ad
attrarla, tant’è che si prepara a girare il secondo. A quando le riprese?
«Comincerò a febbraio del prossimo anno. S’intitolerà Mussikanten e per la
parte del protagonista mi ha dato la sua disponibilità un grande del cinema
come Alejandro Jodorowskij. Sarà un film a mo’ di sandwich, perché la storia
si svolge nel mondo contemporaneo nella prima e nell’ultima parte, mentre la
parte centrale risale con una regressione alla vita di Beethoven, cui darà
volto Jodorowskij».
Dopo il concerto di Grottaglie lei tornerà in Puglia per partecipare il 21
agosto a Melpignano alla «Notte della Taranta». Un meditativo come lei si
troverà a suo agio tra i ritmi forsennati e ossessivi della «pizzica»
salentina?
«A dire il vero non amo questo tipo di musica che ti manda in trance. La
musica e la danza vanno fatte sotto lucidità, nella piena coscienza di sé.
Ho visto rituali esoterici inquietanti. Ma la “Notte” di Melpignano è una
festa, una magnifica forma di aggregazione collettiva popolare e mi farà
piacere esserci. E poi m’ha invitato il mio amico Giovanni Lindo Ferretti,
che ne cura la direzione artistica. Insieme abbiamo fatto anche una tournée
teatrale portando sui palcoscenici d’Italia L’histoire du soldat di
Ranuz-Stravinsky. È stata una bella esperienza che ha consolidato la nostra
amicizia».
Quale sarà il suo intervento a Melpignano?
«Sono un ospite e basta. Farò un duetto con Giovanni e naturalmente canterò
qualcuna delle canzoni tradizionali salentine riarrangiata da Ferretti e
Sparagna per l’occasione».
Battiato, quanto può fare una canzone per i problemi del mondo?
«Noi ci proviamo a fare qualcosa e la forza della canzone sta proprio nel
promuovere cose stupende, nel sensibilizzare giuste cause, anche se ora non
è più il tempo di schieramenti. L’unico schieramento possibile è con se
stessi, essere coerenti il più possibile».
Osvaldo Scorrano

Carla








