
Franco Battiato incanta l’Anfiteatro

Alla fine anche il tempo è stato clemente e riservata la pioggia a tempi più opportuni ha contribuito a che la serata di ieri riuscisse in pieno. L’anfiteatro stracolmo e l’eccezionale forma di Franco Battiato hanno fatto il resto. Un vero e proprio trionfo. Due ore piene di spettacolo, con cui l’artista siciliano, l’unico cantautore che riesca a mettere d’accordo la destra e la sinistra, ha concluso il suo breve tour estivo.
CAGLIARI - Alla fine anche il tempo è stato clemente e riservata la pioggia a tempi più opportuni ha contribuito a che la serata di ieri riuscisse in pieno. L’anfiteatro stracolmo e l’eccezionale forma di Franco Battiato hanno fatto il resto. Un vero e proprio trionfo.
Due ore piene di spettacolo, con cui l’artista siciliano, l’unico cantautore che riesca a mettere d’accordo la destra e la sinistra, ha concluso il suo breve tour estivo. Solo dieci tappe lungo la penisola, per privilegiare la qualità più che la quantità delle esibizioni. Accompagnato dal Nuovo quartetto italiano, composto da due violini, viola e violoncello, Battiato ha riproposto i suoi successi in un’inedita versione acustica. Con lui sul palco anche Carlo Guaitoli al pianoforte e Angelo Privitera alle tastiere.
Un excursus musicale di 28 pezzi, che partendo dagli anni settanta ha ripercorso tutte le fasi della carriera del cantautore di Catania. Manlio Sgalambro, filosofo amico e autore di molti testi musicati di Battiato, è stato la special guest star della serata. Ha divertito il pubblico recitando alcuni versi, ha interpretato una interessante versione del “La Mer” di Charles Trenet, e infine ha duettato con il padrone della scena in “La porta dello spavento supremo”, anticipazione del nuovo album «I dieci stratagemmi», in uscita ad ottobre.
Battiato ha alternato i brani più noti e popolari, a piccole sorprese come l’inedito ’Stage door”. Spazio anche a composizioni classiche di Brahms e Beethoven e a successi presi in prestito da cantautori italiani, come Aria di neve di Sergio Endrigo e Canzone dell’amore perduto di Fabrizio De André. La serata è andata in crescendo, finendo per trasformarsi un una vera festa. Gli spettatori tutti in piedi, non si sono accontentati di un primo bis di quattro canzoni, così Battiato è tornato sul palco per salutare il pubblico cagliaritano con Summer on a solitary beach, Bandiera bianca e Voglio vederti danzare.
Paola Pilia

Carla








